FUGA DAL NUOVO MONDO
Un CANadese che gira in Inghilterra, un AMEricano in esilio in Francia, pistoleri più antipatici che mai. E stavolta, a dicembre, non si risparmia niente perfino ai BAMBIni.
Ci aspetta un Natale decisamente atipico: la Disney preferisce l’auto-ironia al tradizionale cartone animato e il blockbuster delle feste sarà un western - avete letto bene, un w-e-s-t-e-r-n. In Come D’Incanto (7 Dicembre) il mondo tutto rose e bestie canterine si trasferisce nella Grande Mela. Merito di una strega cattiva che alla foresta maledetta preferisce la New York di Sex and the City. E anche se i personaggi reali non interagiscono con i cartoon come ai tempi di Chi Ha Incastrato Roger Rabbit? il regista di Tarzan, Kevin Lima, demolisce uno per uno tutti stereotipi disneyiani tranne, ovviamente, il lieto fine.
The Assassination of Jesse James (21 Dicembre) del neozelandese Dominik rivisita invece non il mito della frontiera, ma quello della leggenda vivente, ispirandosi a Clint Eastwood più che a John Wayne. Brad Pitt, esaltato dall’idea di interpretare personaggi sempre più cool, è francamente insopportabile - infatti Venezia l’ha premiato. A salvare la baracca pensano, fortunatamente, l’antagonista Casey Affleck e le lente panoramiche a filo di prateria, così ipnotiche da farci dimenticare per un istante che stiamo guardando un Malick da superclassifica.
Con Leoni per Agnelli (14 dicembre) Robert Redford torna, da bravo democratico, a occuparsi di temi civili: Afghanistan, le responsabilità dei media e i costi (vite, non dollari) della guerra. Se si è disposti a tollerare qualche piccola caduta di stile o l’inevitabile retorica il film regge grazie a un cast granitico - oltre allo stesso Redford, anche Tom Cruise e la Streep - ed è animato da una placida indignazione.
Una delle perle delle vacanze è certamente Paranoid Park (7 dicembre) di Gus Van Sant. Il regista di Elephant e Last Days è sempre più lontano da Hollywood e dai grandi finanziamenti. Si fa produrre in Francia, dove il suo ultimo film ha spopolato, gira alternando il Super8 al 35mm e racconta la storia di un adolescente in crisi, dopo aver selezionato gli attori attraverso dei provini su internet (John Cameron Mitchell docet). Per chi non riesce a disabituarsi ai ritmi del cinema americano, lo sguardo pessimista del film e il rigore formale (montaggio non lineare, tempi dilatati) sono un pugno nello stomaco, ma per chi ha occhi per intendere una ruvida ventata di freschezza.

I Mille Usi Del Coltello
Il ritorno sugli schermi della coppia Cronenberg-Mortensen (difficoltà di pronuncia a parte), supera di gran lunga ogni ottimistica previsione. Il Dottor Cronenberg avrà anche perso la voglia di giocare con le mosche e gli scarafaggi ma continua a maneggiare corpi e colpi  con una maestria che mille altri si sognano. Nella scena più famosa del film, quella della sauna, Mortensen affronta due killer armati di pugnale completamente nudo. Il passaggio dal fantastico al realistico, anzi a un iperrealismo inquietante non è un’impennata improvvisa, dettata dalla voglia di ripulirsi di chissà che, ma forma e teoria dell’umano in tutti i suoi scarti, le sue bassezze e le sue illuminazioni animali. Certe cose Cronenberg le faceva già ai tempi di M. Butterfly. E se per caso A History of Violence non avesse convinto proprio tutti, ecco qui Eastern Promises (14 dicembre) a fare il resto. Ambientato (e prodotto) in Inghilterra, narra la storia di una donna che incappa nel bambino sbagliato e di una cosca di mafiosi russi e litigiosi, che non vuole che si sappia in giro chi è il padre. La violenza inquina l’aria, si addensa nei colori della metropoli inglese, si piega nelle espressioni degli stranieri trapiantati a Piccadilly ma, nonostante gli spunti esplosivi che offre la trama nel film non ci sono più di tre scene d’azione e neanche una pistola, strumento troppo freddo e impersonale. Come ha detto Cronenberg “Se uccidi qualcuno con un coltello è un fatto molto intimo. Puoi capire quale sia la tua moralità dalla reazione che hai al film. Se pensi che la scena del bagno sia erotica e ciò ti disturba, è grandioso.” Appunto, Buon Natale.

“Forget it Jack, it’s Chinatown.”
Inserito in decine di classifiche come uno dei finali più belli della storia del cinema, quello di Chinatown è anche uno dei più amari. Polanski rende, se possibile, ancora più cinico il gangster movie, privandolo dei suoi eroi classici e del piacere conseguente alla scoperta della verità, anzi entra personalmente in scena (è lui che taglia il naso a Gittes-Nicholson) per dissuadere il suo detective dal proseguire le indagini. John Houston, regista de Il Mistero del Falco, interpreta uno degli antagonisti più infidi e meschini che ci è dato ricordare. In questa nuova edizione, in due dvd, una strepitosa trilogia di extra: Chinatown: L’Inizio e la fine, Chinatown: le Riprese e Chinatown: l’Eredità.
Chinatown Edizione Speciale, DVD Paramount, Euro 26,99, Disponibile da 5 Dicembre.

(con la collaborazione di MARCO PISONI)

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