MERCATO + LIBERO O + BARBARO?
I mercati sono diventati tutti davvero liberi dopo il decreto Bersani sulle liberalizzazioni? C’è chi ritiene che il rischio possa essere l’entrata di grandi capitali nei vari settori a danno dei piccoli consumatori. Prezzi alle stelle, e un imbarbarimento della qualità dei servizi. Sarà vero? Ecco qualche info utile per capirci di più...
Enel mia: lasciamoci così!
Chi di noi ha cambiato fornitore di energia elettrica? Forse non molti. Eppure ora cambiare si può. Ma bisogna chiarire una cosa: cambiando fornitore non chiudiamo i rapporti con Enel. Perché l’azienda di distribuzione, quella che gestisce la rete elettrica locale, resta sempre la stessa, anche se si sceglie di cambiare. E’ sempre Enel che si occupa di fare gli allacciamenti, leggere i contatori e attivare la fornitura. Il nuovo fornitore invece stabilisce la periodicità di lettura del contatore, calcola i costi dell’energia consumata ed emette la bolletta di pagamento.
E allora cosa è cambiato con il decreto Bersani?
Tariffe addio: sulle bollette non compaiono più le tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, come ad esempio la D2 e la D3. Il mercato è libero: il fornitore propone il prezzo e il consumatore accetta o meno.
Se voglio ti lascio: recedere dal vecchio contratto è più facile. Basta un mese di preavviso.
Mi sento + tutelato: grazie a una maggiore concorrenza ai clienti si offre più qualità, prestazioni più tempestive e tempi ridotti per nuovi allacciamenti o per riparazioni guasti.
Bolletta mia… ora sì che ti capisco: le bollette diventano più leggibili. Ci trovate tutto: quanto pagare, il periodo di riferimento, i contatti per i reclami e le indicazioni sul da farsi in caso di mancato o tardivo pagamento.
Offerte trasparenti: i venditori hanno ora l’obbligo di presentare insieme all’offerta commerciale anche una scheda di confronto prezzi tra la loro offerta e quella standard dell’Autorità.
Migliore rapporto con i call center: (speriamo…): i tempi di attesa dovrebbero essere limitati e le chiamate da rete fissa gratuite.

Libera ADSL: un’utopia?
Chi vive in città forse non se ne rende conto, ma l’Adsl è ancora lontana dal raggiungere tutte le località italiane. Ci sono zone come l’area grecanica, intorno a Reggio Calabria, o molti paesi della Tuscia, tra Viterbo e Orvieto, che non sono ancora serviti dalla banda larga. E pensare che all’estero esiste già da tempo il wireless. Perché questo ritardo? Il danno economico è enorme: parliamo di località e territori sede di importanti aziende che lavorano come realtà di serie B, di enti pubblici che non possono ricevere e mandare email, di farmacie che non possono fare gli ordini on line, di liberi professionisti che non possono pagare le tasse mediante l’home banking, di commercianti che non possono fare acquisti in rete. E allora provate ad andare sul sito http://it.reggio-calabria.info/?p=100, qui è stato lanciato un appello affinché si faccia qualcosa perché la vita economica e sociale non scorra più a 56K! E non veniteci a parlare di questione del mezzogiorno…

ADSL: chi ce l’ha se la tenga…
Chi invece ha la fortuna di vivere in un territorio coperto dalla banda larga, sa di poter scegliere tra 4 diversi fornitori: Alice, Tiscali, Tele 2 e Fastweb. Ma come scegliere l’offerta più adatta alle vostre esigenze? Quella che offre il miglior rapporto qualità del servizio/prezzo? Un aiuto arriva dal sito www.promozioniadsl.it che nella pagina “Confronta i prodotti” offre un’analisi dettagliata di tutte le offerte degli operatori. A voi la scelta!

Taxiiii, è libero?
Anche sulla liberalizzazione del servizio di trasporto privato ci sono ancora oggi molti dubbi. La liberalizzazione del servizio nasce dall’obiettivo di abbassare i prezzi grazie a un’aumentata concorrenza. Però uno studio di BankItalia sui taxi nel mondo (Occasional Paper di Febbraio 2007, n. 5) dimostra come i taxi italiani siano già tra i meno cari d’Europa. Allora perché si vuole liberalizzare un servizio che non è così costoso? I vantaggi dovrebbero puntare sulla qualità del servizio. Secondo BankItalia la liberalizzazione tarda a mostrare i suoi benefici perché ci sono ancora delle regole troppo rigide, come il divieto di operare sul mercato da parte di persone giuridiche e un’eccessiva attenzione agli interessi di categoria più che a quelli dei consumatori. Ma intanto cosa è veramente cambiato nel servizio di taxi?
  • Non ci sono più limitazioni al rilascio di nuove licenze
  • Si possono rilasciare anche licenze di tipo temporaneo
  • E’ possibile ampliare i turni giornalieri di lavoro
  • Si possono usare veicoli sostitutivi e servizi sperimentali (arrivano i risciò all’italiana?)
  • Si possono fissare tariffe prestabilite per percorsi predefiniti
  • Si possono formare comitati per monitorare il servizio e adeguarlo alla domanda.

Ma i newyorkesi sono più liberi di noi…

Intanto per non lasciarci fregare, prendiamo esempio dai newyorkesi che hanno trovato un sistema semplice per liberarsi dal “caro taxi”: hanno creato una community on line per cercare qualcuno con cui dividere il percorso da o per l’aeroporto. Si chiama Hitchsters e funziona così: basta registrarsi e inserire l’orario di volo, e il database trova subito un’altra persona in cerca di un mezzo per raggiungere lo stesso scalo. Poi manda una mail o un sms a entrambi per metterli in contatto. E il prezzo è dimezzato!
www.hitchsters.com

Per saperne di più
info@au-energia.it
www.autorita.energia.it/consumatori/index.htm
www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/phpb1qjdn.pdf
www.movisol.org

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