VIZIETTI ALL'ITALIANA
Il B-movie degli anni '70 e '80 per raccontare i vizi e le contraddizioni della società italiana
La serie B del cinema italiano: un po’ di storia
Quando nel 1930 negli Stati Uniti si cercò di contrastare il calo di spettatori nelle sale, la soluzione adottata fu quella di proiettare più di un film pagando lo stesso biglietto, aggiungendo alla pellicola di punta alcune produzioni a basso costo e di durata inferiore rispetto a quella principale. Queste sottopellicole erano solitamente film di genere, come noir o western, girati in tempi molto ristretti e usando materiali presi in prestito da altri set. Tali pellicole venivano dette B-movies.

In Italia questi film (nati nel corso degli anni '70 e scomparsi sul finire della prima metà degli anni ’80) si sono suddivisi in numerosi generi, hanno dato vita a saghe e capitoli infiniti, dal western all’italiana di Sergio Leone (ribattezzato all’estero Spaghetti-western) all’horror di Mario Bava, dal filone poliziesco di autori come Umberto Lenzi, al cosiddetto ‘decamerotico’ di Mariano Laurenti (basato su pellicole di ispirazione medievale e boccaccesca con contenuti erotici).

Pierino, il Commissario Giraldi, Banfi, Abatantuono…
Nel nostro paese il termine B-movie ha assunto nel tempo una connotazione fortemente negativa, a indicare scarsità di mezzi e soprattutto di qualità, ed è andato a identificarsi con la cosiddetta filmografia trash. Di fatto, é stata proprio la commedia all’italiana di quel periodo a puntare sugli eccessi più vistosi: da quella sboccata di Pierino o del commissario Giraldi di Tomas Milian fino alla scollacciata commedia sexy all’italiana, basata su un erotismo spesso infantile e che vanta il pregio di tenere sveglio metà paese fino a mezzanotte, con protagoniste assolute profeSSoresse, dottoresse o infermiere. C’è poi il caso delle commedie interpretate da personaggi caratterizzati fino all’estremo, da Lino Banfi a Diego Abatantuono. Il genere finisce per riscuotere un inaspettato successo di pubblico nelle sale fino all’avvento della tv commerciale e generalista, che ne sancisce l’inevitabile declino.

Rivalutazione del B-MOVIE

Da qualche anno, dopo un periodo di oblio, la filmografia trash settanta/ottanta (come è accaduto per alcuni protagonisti della scena musicale di allora) è stata ampiamente rivalutata al punto da vantare numerosi cultori (le citazioni finiscono nei blog, nei forum e sulle suonerie dei cellulari), con conseguente offerta da parte del mercato: prosperano raccolte in dvd, riproposizioni in seconda serata ed eventi a tali film dedicati.

A fronte di una valutazione retrospettiva, l’interesse e la riscoperta della filmografia trash va individuato nella capacità del genere di creare dei filoni ben precisi e, in alcuni casi, di rispecchiare vizi, costumi e contraddizioni di una società fotografata quasi di sorpresa e senza alcun trucco, spesso nelle sue pose più eccessive. Protagonisti incontrastati di molto cinema di serie B sono i cosiddetti caraTTeristi, personaggi atti a interpretare nient’altro che se stessi, che devono la loro fortuna ad una ripetizione ossessiva di un unico ruolo spesso esasperato nei tratti più macchiettistici.

Sul sito www.caratteristi.it è possibile trovarne una dettagliata panoramica, assieme ai protagonisti della commedia italiana anni ’70-’80.
Molti attori e registi dell’epoca, a fronte di tale interessamento, hanno provato in tempi recenti a lanciarsi in improbabili sequel (febbre da cavallo 2: La Mandrakata, Eccezzziunale veramente 2), ovviamente con scarsi risultati. Il motivo? Vengono oggi a mancare quei riferimenti popolari ancora in grado in quegli anni di essere riconoscibili per una grossa fetta di pubblico. Non solo. La foto, in questo caso, risulterebbe mossa e falsata.

Il trash/cult ai giorni nostri
Complici del rinnovato interesse per i film di serie B sono stati anche diversi autori che, negli ultimi anni, hanno dichiarato il loro debito nei confronti di alcuni sottogeneri della filmografia italiana di quel periodo, in alcuni casi rielaborandone dei contenuti in chiave moderna. Alla sessantunesima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2004 viene presentata una retrospettiva sul genere intitolata “Italian Kings of the Bs / Storia segreta del cinema italiano 1949-1976”, patrocinata da Quentin Tarantino. Il regista omaggerà il cinema di quegli anni inserendo due icone della filmografia di serie B come Edwige Fenech e Luc Merenda nel secondo capitolo di Hostel, l’una con un piccolo cameo, l’altro come co-protagonista.

Marco Giusti, Enrico Grezzi
La serie B del cinema italiano è costantemente celebrata da Marco Giusti, co-autore di Blob assieme a Enrico Grezzi con una trasmissione televisiva e un libro omonimo (Stracult: dizionario dei film italiani, ed.Frassinelli) che offre un fitto catalogo dei vari generi quali “horror all'amatriciana, fantascientifici girati all'Eur, zombie movies, pornothriller, polizieschi, commediacce, spaghetti kung fu, Gloria Guida movies. Dal trash al bis, dal gore allo splatter: tutti i capolavori dell'eccesso e dell'improbabile”.

Una dettagliata guida sul genere trash è presente anche all’interno del sito http://www.actarus.it/Trash/index.htm

Attori a mano aRmata: Bazar consiglia

Tra i vari filoni il poliziesco all’italiana (assieme allo spaghetti-western) è uno di quelli a riscuotere maggior successo anche all’estero, tanto che ancora oggi vanta non pochi estimatori. Ne è un ottimo bignami il libro Attori a mano armata di Marco d’Ubaldo e Pierpaolo Duranti (Cinedelic/Mediane AMK5009 - 19,90 Euro), che include una vasta raccolta di fotografie, poster, ed un cd che celebra le migliori colonne sonore del periodo (dai fratelli De Angelis fino a Louis Bacalov ed Ennio Morricone).
Il libro rappresenta un interessante e dettagliato documento che individua i protagonisti di quel periodo come Ray Lovelock, Luc Merenda, Maurizio Merli, Mario Merola, Tomas Milian, Franco Nero, Antonio Sabato, Enrico Maria Salerno e Henry Silva.

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