UNA PENNELLATA TI CURERA'
E se non lo farà un pennello, lo farà qualche nota musicale. Nuovi progetti per sconfiggere nuovi e vecchi mali...
Salerno: PAZZ J AM e artiterapia
Pazz J am consiste in un progetto sperimentale realizzato nella provincia di Salerno da Bimed, Provincia e Asl Sa 2, con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che coinvolge un gruppo di ragazzi con disagio psichico.
L'interazione tra artisti e diversamente abili porterà alla realizzazione di una mostra delle opere pittoriche realizzate, che poi verranno vendute in un'apposita asta pubblica: il ricavato sarà destinato a un fondo per la ricerca medica di settore.
Inoltre, si vogliono sviluppare prassi di arte-terapia che siano esportabili anche in altri contesti, qualora se ne verifichi in modo scientifico l'utilità per il benessere delle persone con disagio psichico coinvolte. La mostra è presentata nel contesto di Exposcuola 2007, la fiera dedicata al mondo scolastico, in programma a Salerno dal 5 all'11 di novembre.
Info: BiMed - Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo  
Via Crispi, 84 - 84126 Salerno tel./fax 089.794522 - info@bimed.net

La cura, AbBado e la musica
Il maestro Claudio Abbado riporta la musica negli ospedali e nei luoghi di sofferenza, soprattutto per sostenere il disagio dei pazienti più piccoli. Riparte il progetto Tamino (Terapie e attività musicali innovative oggi), promosso dall'Accademia Filarmonica di Bologna e dall'Orchestra Mozart, fondata dal celebre direttore d'orchestra, con il sostegno della Regione Emilia Romagna.
L’idea di fondo è inserire nelle corsie d’ospedale orchestrali e musicoterapeuti. In tal modo le sterili stanze diventano teatro di numerose attività ludico-musicali. Gli stati d’ansia e le tensioni connesse alla malattia e all’ospedalizzazione possono essere espressi attraverso la pratica musicale.
L’anno scorso il progetto ha coinvolto più di 100 bambini in ospedale, e dal mese di settembre il progetto cresce ancora di più: infatti laboratori musicali e concerti non si terranno più solo al Gozzadini, ma in varie strutture sanitarie, socioassistenziali ed educative dell´Emilia-Romagna. Un modo per pensare alla musica come cura e alle nuove professioni e competenze che ne possono nascere.
Info: http://www.aiemme.it

MACERATA: game over al gioco d'azzardo
Un progetto della provincia per sconfiggere le nuove dipendenze

Nasce a Macerata lo sportello per aiutare chi soffre di gioco d’azzardo patologico. Si chiama Game Over e viene attuato con la collaborazione operativa dell'associazione Glatad –Onlus di Tolentino e il diretto coinvolgimento delle tre zone territoriali dell'Asur Marche (Macerata, Civitanova e Camerino).
Il progetto vuole accrescere la conoscenza del fenomeno con particolare riferimento ai giovani, migliorare la comunicazione sui rischi del gioco, realizzare uno sportello di orientamento e consulenza per giocatori e famiglie e organizzare specifici corsi di formazione per gli operatori dei servizi sanitari e sociali.
Il progetto “Game Over” tende a sviluppare un'azione coordinata tra soggetti pubblici e privati, che sappia monitorare con precisione il fenomeno, sviluppare pratiche preventive, aiutare anche sul piano psicologico le famiglie coinvolte dal fenomeno e assistere e tendere a recuperare i soggetti coinvolti direttamente.
Le attività andranno avanti fino a ottobre del 2008.
Info: www.asur.marche.it

Povere belle e schiave
La storia di Isoke e altre donne in un libro

 A Benin City in Nigeria, grazie ai fondi otto per mille e alla collaborazione di Usmi, Caritas e altri soggetti ecclesiali e del volontariato, nasce una struttura per accogliere le donne costrette a prostituirsi in Italia e aiutarle a reinserirsi in famiglia e nelle comunità d’origine. Si tratta del Women Resource Centre, una casa di accoglienza per ragazze vittime della tratta.
Nel nostro Paese sono circa 30mila le ragazze nigeriane costrette a prostituirsi. Almeno il 70% proviene proprio dalla Nigeria. L’inaugurazione ufficiale del nuovo centro rappresenta non solo un importante passo in avanti nel lavoro di accoglienza delle ragazze che rientrano in Nigeria, ma significa anche l’apertura di un luogo-simbolo della lotta contro l’ignobile traffico.
Le storie di queste donne sono raccontate anche in un libro dal titolo “Le ragazze di Benin City”, di Isoke Aikpitanyi e Laura Maragnani. Lo stile di scrittura è quello della testimonianza. Diretto, sincero e quindi scarno, asciutto. È un libro giornalistico.
Che spiega i meccanismi “raffinati” del mercato delle schiave. Incredibile è scoprire come alcune persone riescano a plagiare queste donne, troppo spesso indifese.
Un libro che vuole essere strumento per raccontare una storia. La storia di migliaia di donne utile per promuovere il progetto omonimo.
“Le ragazze di Benin City. La tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia”
di Isoke Aikpitanyi e Laura Maragnani, Milano, Editore Melampo, 2007, pp. 213

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