'80: NON SOLO SPAZZATURA
Breve viaggio all’interno di un decennio controverso oggi tornato prePOTentemente alla ribAlta

www.qoob.it
In ampio contrasto con tutto, emersero un giorno dannosi stralci di cose in piena deriva, cose assurde che di fatto nessuno capiva: voci robotiche, fondali minimali e sintetizzatori. S’alzarono a dirsi moda a oltranza, fieri e con larghe spalline: oggi tornano di nuovo in voga, e fanno perfino tendenza, gli anni ottanta.
La riscoperta avviene su più fronti: i film cosiddetti di serie B (i B-movies) vantano una popolarità allora neanche immaginata, cosicché di colpo arrivano sequel di film che al tempo vennero dati per spacciati, mentre Luc Merenda ed Edwige Fenech si ritrovano catapultati dentro “Hostel 2”, complice un Tarantino dichiaratosi sostenitore della retroguardia di serie B del cinema italiano. Un esempio di come anche a livello visivo e grafico gli anni ottanta siano tornanti prepotentemente in voga è dato dal canale satellitare “Qoob tv” (www.qoob.it), una branca sperimentale facente capo ad Mtv italia, che propone novità musicali e videoclip di autori emergenti che pubblicano il loro materiale gratuitamente all’interno del sito.
Sia lo stile grafico con cui il sito è stato realizzato, sia molto del materiale inserito dagli utenti ogni giorno non mancano di strizzare l’occhio al minimalismo grafico e alle forme geometriche che degli anni ottanta restano un collettivo e preciso riferimento visivo (questa ripresa cominciò qualche anno fa grazie ai Daft Punk con il video di “Around the world”). Persino a livello musicale sono numerosi i gruppi che si rifanno alle sonorità dell’epoca (i sintetizzatori ‘vintage’ spopolano tra i musicisti).
In mezzo alla mera riproposizione ci sono però tentativi di definire quanto di effettivo quegli anni abbiano lasciato dietro di sé, delineandone un percorso cronologico e degli orientamenti ben precisi.

Dizionario di un decennio incompreso: un libro e un dvd

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“Cosa sono stati veramente gli anni ottanta? L’unico decennio in cui per attraversare la strada bisognava indossare scarpe da barca e contemporaneamente un giubbotto da sci, senza che questa fosse la sua contraddizione più grande”. Con un libro e un dvd (appunto “Ottanta, dizionario di un decennio incompreso”, Bur senza filtro edizioni, Rcs Libri) l’autore, Andrea Salerno (Ottavo Nano, La Superstoria), apre così un discorso che ripercorre le tappe di un decennio controverso alternando a fatti storici salienti (che hanno contribuito a rendere il mondo più simile a quello che è oggi di quanto non si pensasse allora), espressioni nazional-popolari che rovistano tra gli usi e costumi del nostro paese fino ad arrivare al peggio della tv. Sia il libro (“un breve e casuale dizionario mnemonico”), sia il dvd (un “finto documentario storiografico, un caso unico di revisionismo catodico”), si muovono su opposti che mescolano continuamente serio e faceto, drammatico e futile, rendendo in maniera estremamente viva e appassionata tutte le contraddizioni che hanno in qualche in modo caratterizzato così fortemente quegli anni. Così, accanto a Chernobyl e alla caduta del Muro di Berlino troviamo il Cubo di Rubik (per tutti, il cubo magico) o il quiz sui fagioli di Raffaella Carrà. Passando per la nascita dell’impero Mediaset, della partitocrazia e del mondo globale o ancora per la tragedia di Vermicino, con i due giorni di diretta dal pozzo dov’è caduto il piccolo Alfredino, evento in cui la televisione perde definitivamente la sua innocenza entrando di fatto nella sua nuova era ed innalzando al ruolo di protagonista non il fatto stesso, ma la sua messa in scena.
“Negli anni ottanta”, dice Salerno nel suo libro, “è nato il mondo – nel bene e nel male – che ci troviamo a vivere oggi. E’ nata la religione del mercato che ha convertito i proletari in consumatori e ha trovato nel supermarket la falsa attuazione dell’egualitarismo di fronte alla merce. Lì è nato l’altro mondo, quello virtuale, della tv e dei videogiochi. Lì è nato il personal computer e la correzione ortografica che se digiti Pasolini esce fuori immancabilmente ‘Pisolini’. Lì è nata la destrutturazione delle categorie culturali e dei ruoli che oggi vede in Internet e nei Reality Show la sua massima e decadente espressione”.

Il Trash ieri e oggi: Rai 3

RAI80

Una disamina specifica sul genere Trash di quegli anni viene invece riproposta su Raitre ogni martedì alle 23.30 con il programma Viziati 2, viaggio ai confini della spazzatura”, a cura di Italo Moscati (già autore del libro “La tv trasgressiva”). Secondo l’autore il trash, fenomeno che può essere circoscritto e di cui si può tracciare una precisa cronistoria, inizierebbe con “Galassia2”, uno degli storici flop della televisione firmato da Gianni Boncompagni proprio in Rai nel lontano 1967. Grazie al montaggio alternato la trasmissione offre una panoramica dei personaggi e dell’espressione televisiva tra ieri ed oggi, fino al dramma collettivo dei Reality.



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