A volte tornano...
Il ritorno di Tarantino, l’infinito revival degli anni '80, uno strano film dal Canada e qualche sequel da botteghino: la distribuzione ci regala un buon mese di transizione prima del deserto estivo

Brutti, Sporchi e…Tarantino
A Quentin Tarantino i film a episodi non si può dire che portino fortuna. Four Rooms è sempre stata considerata la sua opera meno interessante. E stavolta, con Grindhouse (girato, come Four Rooms, assieme all’amico del cuore Rodriguez, ma senza la Anders e Rockwell) gli è andata anche peggio. Il film è stato accolto così male negli States che la Miramax ha deciso, per il resto del mondo, di separare i due episodi e farli uscire singolarmente. Eppure Death Proof (1 Giugno), l’episodio di Tarantino, è ben più di una spanna sopra Planet Terror di Rodriguez. Per chi non si è ancora stancato della neo-exploitation lanciata da Tarantino, ecco un altro film da non perdere: l’incontro tra un gruppo di ragazze alla moda, e tutt’altro che tenere, con un serial killer schizofrenico che uccide le sue vittime in una Chevrolet Nova. Strizzando l’occhio al filone dell’horror on the road anni settanta (da La Macchina Nera di Silverstein al cult Carnival Of Souls  di Herk Harvey), Tarantino torna a credere nel piccolo cinema di genere che aveva in mente quando girava Jackie Brown, e non si fa prendere (non troppo, comunque) dall’ansia da citazione di Kill Bill. Come sempre, dialoghi da fumetto e cattivo gusto a volontà ma lo stile c’è, e si vede.

Silent Movie
Prima de La Canzone più Triste del Mondo ( 8 Giugno), che arriva soltanto ora nelle sale, dopo essere stato presentato a Venezia 60, le opere di Guy Maddin non erano mai state distribuite in Italia. Da ragazzo, il regista canadese si chiudeva in una cantina insieme al piccolo gruppo di amici, poi divenuti suoi stretti collaboratori sotto il nome di The Drones, a guardare vecchie pellicole mute, i film di Roger Corman e le produzioni della Hammer . Non sono un mistero, quindi, le fonti di ispirazione de La Canzone più Triste del Mondo, dove le nazioni sono ironicamente chiamate a gareggiare per il premio alla tristezza più intensa. Ritroviamo il bianco e nero sgranato,  i silenzi interminabili e l’amore smaliziato per il grottesco caro a quei b-movies. Ingiustamente tacciato di manierismo e bollato come un ennesimo pseudo-Lynch (la Rossellini nel film non aiuta a smentire l’accusa) Maddin non si cura di chi gli biasima i troppi clichè da cineasta delle origini (il film, effettivamente, ne è pieno) e ha in mente un idea ben precisa da rappresentare, dove il film non è soltanto gioco di luci e ombre ma, senza false morali, uno strumento di riflessione.

Toy Stories
Dopo i fumetti, i videogame e i serial TV, non ci meraviglia che anche le linee di giocattoli approdino sullo schermo. C’erano già stati almeno due precedenti:  I Dominatori dell’Universo, con Dolph Lundgren nei panni di He-Man, che riprendeva i Masters, e le Tartarughe Ninja. E sono proprio loro a tornare, stavolta in un cartone animato, TNMT (22 Giugno). La grande attesa però è per Transformers (28 Giugno), ispirato ai robottini della Hasbro, popolarissimi sul finire degli anni ottanta, che narra del conflitto tra gli Autobot e i Decepticons. Gli effetti speciali, che fanno trasformare  le macchine a 140 chilometri orari, sono, ovviamente, a cura della Industrial Light & Magic di George Lucas e la regia, su commissione di Spielberg, di Michael Bay (The Rock, The Island). Tristemente, è il massimo dell’originalità concessa dall’establishment alle grandi folle, in un mese che vede ben tre sequel: Ocean’s 13 (8 Giugno), I Fantastici 4 e Silver Surfer (15 Giugno) e Hostel 2 (22 Giugno).

Beat, Burroughs, Beat!
Nonostante sia ormai stato accettato anche dal grande pubblico, grazie ai recenti Spider e A History Of Violence, i film di David Cronenberg hanno ancora una scarsa circolazione, a parte i due sopracitati, è difficile trovare qualcosa oltre a La Mosca. Le più grandi lacune sono Videodrome ed Il Pasto Nudo. Per il primo ci sarà ancora da aspettare, ma il secondo sarà presto disponibile in un edizione che promette bene fin dalla copertina e riprende uno dei manifesti promozionali originali. A dieci anni esatti dalla morte di Burroughs, ecco un’occasione per avere il film che, forse più delle sue stesse opere, rende giustizia alle idee di uno degli scrittori più influenti d’America.
Il Pasto Nudo, DVD Eagle, euro 29,90. Disponibile dal 30 Giugno

Con la collaborazione di Marco Pisoni 


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