CaliFORnia
Sulle tracce della tradizione hard-boiled...

Se volate verso Ovest, verso San Francisco o Los Angeles da New York, da Boston o da Chicago, scegliete un posto vicino al finestrino. Se la giornata è bella, vedrete tutto lo splendore dell'America, le grandi pianure del Midwest, e poi il South Dakota, il Wyoming e le Montagne Rocciose, i deserti dell'Utah e del Nevada e infine la geografia più umanizzata della fascia costiera della California. Se non potete attraversare l'America guidando una macchina a noleggio sulla Interstate Highway 80 (che è il viaggio più bello, accanto a quello sui leggendari autobus Greyhound), guardare dal finestrino dell'aereo è un accettabile compromesso. Si dà per scontato che stiate andando in California. Perché ci andate?
Se la domanda fosse stata rivolta a qualcuno, in Europa o in America, nell' Ottocento (dopo il 1849), la risposta sarebbe stata invariabilmente: “Vado a cercare l'oro”, oppure “Vado a cercare fortuna”. E' da allora, dagli anni della “febbre dell'oro” che la California ha cominciato a rappresentare la meta di sogni e di illusioni, legati all'idea della ricerca del successo individuale, alla possibilità di arricchirsi rapidamente.
Un “sogno americano” diametralmente opposto rispetto a quello moderato e severo dei Padri fondatori, che non avrebbero mai condiviso l'ideologia californiana, il 'California dreamin', la via più breve per raggiungere la felicità, magari con l'aiuto di qualche spinello, in un clima in cui anche l'inverno sembra primavera, con l'alibi della Silicon Valley e col fascino di Hollywood.
La California è uno dei più grandi e popolosi Stati americani e proprio per questo un'altra domanda è necessaria: dove si va, in California? E' ovvio che si può andare ovunque, ma secondo me oggi (sto scrivendo nel maggio 2007) le tre destinazioni migliori sono, elencate senz'ordine:
Un parco nazionale. Yosemite è spettacolare con i suoi panorami sconfinati di montagne e i laghi cristallini, ma anche il Sequoia National Park è bello, per quanto la mia preferenza vada alle atmosfere lunari del Mojave Desert e del Death Valley National Park. Un’alternativa può essere il surf lungo le coste dell’Oceano Pacifico, meglio nel sud della California.
San Francisco. Basterebbero le strutture rosse del Golden Gate Bridge a giustificare un viaggio, ma c'è da aggiungere una visita al San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA) dove, oltre alle collezioni permanenti, c'è da vedere (fino al 18 settembre) la mostra del grande fotografo Martin Munkacsi mentre davanti al De Young Museum non si può perdere la straordinaria, sinuosa composizione Faultline di Andy Goldsworthy. Spostarsi con i mezzi pubblici è un ottimo modo di vivere la città: sui tram del Muni (San Francisco Municipal Railway) che seguono le vertiginose pendenze delle colline e sui treni del BART (Bay Area Rapid Transit) e del Caltrain che possono portarvi da nord a sud, da Berkeley a Stanford. Mai guidare senza un GPS navigator: le autostrade intorno a San Francisco sono chiamate a ragione The Maze (il labirinto).
Los Angeles. Anche se le cose stanno cambiando e il mondo del cinema guarda ai paesi dove la mano d'opera costa meno, Los Angeles resta la capitale del cinema. E fra il 21 giugno e il 1° luglio c'è il Los Angeles Film Festival, che quest'anno (il 28 giugno) premierà la carriera di Clint Eastwood. Da vedere: Disney Hall, uno splendido edificio metallico progettato da Frank Gehry; il J. Paul Getty Center, un po' fuori dalla città, dove sono esposti tesori dell'arte europea; infine, volendo, se si ha la vocazione dei guardoni, le case dei super ricchi a Bel-Air.
Per quanto fortemente impregnata di culture diverse, la California resta un'icona americana, sia perché offre una variante speciale, West Coast, messicano-cinese, del melting pot nazionale, sia perché la letteratura americana ce la consegna come un simbolo. E' un bell'esercizio quello di leggere (o di rileggere) The Big Sleep e The Long Goodbye di Raymond Chandler o L.A. Confidential di James Ellroy, di vedere (o di rivedere) L.A. Confidential di Curtis Hanson o Chinatown di Roman Polanski, e di andare poi a cercare nel tessuto di San Francisco e Los Angeles le tracce della tradizione hard-boiled. Affascinanti.


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