scanzonati, ferini, coraggiosi
Cristicchi, Amos, Daniele...

All'inseguimento di SIMONE CRISTICCHI
Di due cose si può esser certi in Italia: che siamo tutti allenatori di calcio e che tutti giurano di non aver visto il festival di Sanremo. E tutti, puntualmente, hanno sbadigliato di fronte al palco dell’Ariston. Ma le cose cambiano. E così, in mezzo ai sorrisi di plastica, agli applausi di circostanza, ai pezzi di perfetto conformismo (I bambini come fanno? Dai, che lo sapete pure voi…) spuntano due occhi sinceri, capaci perfino di mettere in imbarazzo. Simone Cristicchi c’è abituato. Sa che la sincerità non è fatta per lo showbiz. E sa che l’unica maschera che può far male è allora quella del buffone di corte del Re Lear. Il buffone che critica adulando e che perversamente fa vedere quello che tutti evitano di guardare.
La rosa di Simone è questo; un fascio di luce su un mondo oscurato, all’improvviso. Come il suo grande maestro. Rino Gaetano. Dal tour con la cover band dei CiaoRino nasce, infatti, l’anno magico che lancia Simone nelle vette delle top ten.
Scanzonato e sottile, critico feroce e sognatore burlone, il successo per Cristicchi, lo stesso che voleva come essere come Biagio Antonacci, sembra non avere portato cambiamenti profondi. Ma il successo che sembra facile porta tutti a vedere soltanto l’aspetto più facile di Simone. Il rischio di essere cannibalizzato da Biagio Antonacci è forte e rischia di offuscare l’enorme talento. Così dopo due anni, una Targa Tenco ed il primo album Fabbricante di canzoni, arriva la consacrazione, inevitabile, del Festival di Sanremo, con il testo commovente ed impegnato di Ti regalerò una rosa. Quest’anno tutti gli italiani si vantano di aver visto il Festival. Allora speriamo che imparino anche a regalare rose.

2 Teatro Nuovo, Milano
3 Teatro delle Celebrazioni, Bologna
4 Teatro Sociale, Mantova
5 Teatro Puccini, Firenze
7 Teatro Acacia, Napoli
9 Teatro del Fuoco, Foggia
10 Teatro Metropolitan, Catania
11 Teatro Golden, Palermo
12 Teatro, Girifalco (CZ)

TORI AMOS PER LO STIVALE
Il talento non accetta compromessi per esplodere. Troppo idealistico a dirsi. Ma se l’eccezione conferma le regole allora quale migliore eccezione nel campo del pop contemporaneo di Tori Amos? Già perché questa bellezza ferina e mistica venuta dall’Australia ci ha anche provato ad accettare i compromessi, ma non gli è andata mai bene. Deve averlo capito sin da quando, cacciata dal conservatorio e dotata di un talento precocissimo, s’ispirava alle melodie ‘sregolate’ dei Doors e di Joni Mitchell. E poi ancora nel suo rapporto mai reticente con il mainstream pop, nei vari compromessi in attesa del grande successo. Quel successo che magari arriva un pò tardi: ma Little earthquakes (1992) e Cornflake girl (1994) hanno un effetto dirompente su un mondo indeciso tra il grunge morente e il pop sempre più smelenso. Impegnata, contrastata, oniricamente selvaggia, in viaggio in un mondo dove il simbolo – del dolore, del piacere, non fa distinzione – transfuga in apparizione. Il tutto merlettato di un pianismo sapiente, una scrittura capace di rimbalzare tra rock e musica colta, che sostiene caparbiamente la voce elfica mai sottomessa a compromesso alcuno. Tanto Tori questi problemi non sembra porseli.

28 Teatro Sistina, Roma
30 Teatro Verdi, Firenze
31 Teatro Smeraldo, Milano

PINO DANIELE…
Quanti possono vantare di aver duettato con Pat Metheny, Wayne Shorter, Gato Barbieri solo per citarne qualcuno e di aver dominato per quasi tre decenni le classifiche del pop nostrano come lui? Pino è stato ed è il simbolo del pop che non ha paura di cavalcare la linea sottile tra la qualità e il grande pubblico, tra la canzone easy e le melodie raffinate del jazz e delle musiche del mondo. Voce di Napoli, voce arrabbiata, perfino voce dell’amore senza mai perdere la sua classe, un marchio di fabbrica che lo accompagna sin dall’inizio costruendosi attorno un pubblico di fedelissimi e affezionati proseliti, magari pronti a perdonare le momentanee derive commerciali del cuore partenopeo. Ma in mezzo ci sono trent'anni di esplorazioni tra liricismo mediterraneo, blues e pop internazionale, e tanto tantissimo altro: un caleidoscopio che rende qualunque sua avventura imperscrutabile a priori, sempre nuova, con il coraggio di chi continua ancora a essere se stesso. Un affermazione di forza, un manifesto programmatico perfino dal nome del suo ultimo lavoro Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui. Il cuore di Napoli ritorna a casa, alle radici della sua musica, a casa, back home. Con il coraggio che lo contraddistingue.

5 Teatro Team, Bari
7 Teatro Massimo, Pescara
9 Teatro Medica, Bologna
15 Teatro Civico, Vercelli
17 Teatro Sociale, Como
19 Auditorium Lingotto, Torino
22 Teatro Smeraldo, Milano
25 Saschall, Firenze
29 Palalottomatica, Roma

imXdibili

Chris Cornell
24 Alcatraz, Milano

Mario Venuti
3 Sugar Reef, Arezzo
4 Teatro Puccini, Firenze
5 Barfly, Ancona
6 Festa Santa Croce, Vimodrone (MI)
11 Fuori Orario, Taneto di Gattatico (RE)
12 Teatro Verdi, Maniago (PN)
13 Auditorium Santa Chiara, Trento
15 Teatro Politeama, Palermo


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