poeTi e ammaliaTrici
Un ispirato chansonnier jazz, un'oscura tentatrice e una chitarra velluTata...

Sergio CaMMariere
Lo sguardo dello straniero, uno sguardo di malinconia, di serenità, di ricordo del mare... questo ha portato la poesia di Sergio Cammariere nella musica italiana. Questo e tant’altro, una esplosione silenziosa, muta eppure sottilmente mistica, un richiamo all’essenza pura della poesia che ci ha spiazzato, stupito, invitato a partecipare silenziosi. E altrimenti non poteva essere: il pianista calabrese incarna l’essenza di un mito perduto, di un archetipo, di un cantore malinconico. Un’attenzione per la parola nuda che si rivela sin dai primissimi esordi de I ricordi e le persone e Dalla pace del mare lontano scritti in collaborazione con il poeta Roberto Kunstler. Quasi un passaggio obbligato, attraverso la grana sottile dei versi che si incontrano con il pianismo raffinato di Cammariere, ispirato chansonnier jazz capace di richiamarsi al cantautorato più raffinato, così come al Keith Jarrett più ispirato. Eredità pesante, ricetta impossibile della notorietà, un cammino da predestinato nell’ombra. E’ l’ombra della gavetta che lo accompagna sino alla prima esplosione, lenta e silenziosa, muta e incotrollabile, al Premio Tenco, al Premio Carosone, a una critica che lo applaude a 4mani. Prima che sia il pubblico di Sanremo a tributare al poeta il giusto riconoscimento. La vittoria non arriva, ma le lacrime di Tutto quello che un uomo sono lo scorcio dell’esplosione definitiva del cantore calabrese. Il poeta, però, rimane sempre schivo e silenzioso, tracciando una strada solo poche volte tangente al cammino della visibilità, caratterizzata da una semplicità imperscrutabile. Quasi la malinconia del mare di Calabria.

2 Teatro Augusteo, Napoli
4 Teatro Massimo, Pescara
16 Teatro Smeraldo, Milano
18 Teatro Colosseo, Torino
23 Teatro Metropolitan, Catania
24 Teatro Metropolitan, Palermo
26 Teatro Nuovo Verdi, Brindisi
27 Teatro Politeama, Brindisi
29 Auditorium, Roma

ELISA
Ricordate quei vecchi b-movie dove l’Alieno era donna? Tentatrice e ammaliatrice, sottilmente oscura, impercettibilmente estranea. Elisa si presentò così, più di 10anni orsono, nel palco di un sinceramente stupito Red Ronnie al Roxy Bar. Una voce impressionante – che fosse dotato di oscuri filtri magici questo inusuale Alieno?– per la ragazza semplice e distratta venuta dalla lontana Gorizia. La maturità di chi è perfettamente conscio di stare oltre – di aver visto cose che voi umani? No, non scherziamo per carità…– e non davanti allo schermo. L’esordio in lingua inglese di Pipes & Flowers è un mix che non può non avere successo: un pop raffinato (la penna di Corrado Rustici a disegnarlo) e il talento puro della ragazza venuta dal freddo nord. Tanto schiva quanto brava, Elisa parte subito alla conquista del mercato estero, scelta inusuale per il pop made in Italy. Un cammino inverso, una ellisse perfetta che trova la chiusura del cerchio nel ritorno della figliol prodiga sul palco dell’Ariston con Luce (tramonti a nord-est) con relativa vittoria. La consacrazione di un talento e di un cammino capace di creare un’icona, fresca e autentica, già solo dopo pochi album. Raccolti nel primo greatest hits a celebrare – da tanto l’Alieno è tra noi? – 10anni di carriera. L’Alieno è sereno e non sembra proprio essere intenzionato, per fortuna, a tornare sul lontano pianeta.

14 Palasport, Palermo
16 Palamaggiò, Caserta
18 Palabraschi, Parma
20 Pala San Lazzaro, Padova
21 Pala Evangelisti, Perugia
23 Pala Olimpico, Torino
24 Datchforum, Milano
27 Palalottomatica, Roma
28 Palarossini, Ancona

TOTO
Pescare nella memoria-dimenticatoio le parole come per i suoni è sempre divertente. Ma é come per il vintage, non sempre funziona. E così scopriamo che la parola meno in voga della musica assieme a ‘longevità’ è ‘supergruppo’. I Toto sono tutte e due queste parole. E qui ce ne potremmo andare tutti a casa. Perché – non provateci neanche, non vi riuscirebbe – pezzi storici come Africa, Rosanna, Hold the line, magari senza sapere di chi fossero, li avete ascoltati tutti. Un gruppo di predestinati vicino alla soglia dei 30 anni, formato da una line-up di super-musicisti, che continua a vivere e mietere successi in tutto il mondo senza aver paura di suonare pop. Anzi, rivoluzionando con coraggio il concetto di pop, raffinato, piacevole, tecnico. Come la chitarra vellutata e grintosa, coinvolgente e leziosa di Steve Lukather. Ci vuole poco per far finta che è ancora pop. Siamo già oltre, anche se sembra incredibile dirlo. Parafrasando una vecchia battuta, quando fra trent’anni avremo ascoltato l’ultima delle boyband, quando l’ultima delle Britney Spears sarà scomparsa dalla scena, quando l’ultimo dei detrattori del pop sarà scomparso, ce ne torneremo a casa ad ascoltare le note più indimenticabili dei Toto. I bless it rains down in Africa….

1 Palabam, Mantova 

imXdibili

GIARDINI DI MIRO’
13 Jaill, Legnano (MI)
21 Barfly, Ancona
24 Festintenda, Mortegliano (UD)
28 Norman, Perugia


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node