nESTalgia!
Ovvero nostalgia dell'est. Fenomeno che diventa moda

Flash back:
Dicembre 1989: la Romania è l’ultimo dei regimi di area Sovietica a cadere.
Dicembre 1991: finisce l’Unione Sovietica.
Dicembre 2005, 15 anni dopo, le città del centro Europa sono irriconoscibili e l’Europa si espande a Est.

Ma la cortina di ferro continua nella mente di tanti e c’è chi ricorda il passato con nESTalgia, saudade del tempo passato in cui c’era un solo partito politico e i boyscout erano giovani pionieri. Per chi era giovane nell’era sovietica, forse è una nostalgia degli anni passati indipendentemente dall’atmosfera politica. Un senso di identità perduta, o a volte solo un desiderio di non scordare sofferenze passate.
Per i tedeschi dell’Est, una identità rivendicata di fronte alla fusione con l’Ovest.
Per gli ex-Yugoslavi, un periodo prima delle guerre.
Per i turisti occidentali, ancora un lieve tremore a entrare nella bocca del lupo, a rivivere con qualche timore la sensazione dell’oltre cortina, quando il mondo era diviso in due e le cose più semplici, come comunicare con i nostri vicini dell’Est, sembravano impossibili. 

Bazar suggerisce dove cercare le tracce di questo passato già remoto.
Moda: La cosa + sorprendente per chi ricorda l’oppressione politica è che per alcuni la nESTalgia è diventata un fenomeno di moda e costume. Nelle boutique alla moda di Prenzlauer Berg a Berlino si vendono magliette con la scritta DDR e Aeroflot, mentre al ristorante Gagarin sulla Knaackstrasse si mangia cucina russa sotto ai quadri che ritraggono il grande cosmonauta Sovietico. 2 i film che meglio ritraggono il rapporto ambivalente con gli anni del regime: il tedesco Good Bye Lenin (www.good-bye-lenin.de) e il ceco Pelisky (www.czech-tv.cz/specialy/pelisky/), dedicato a quelli che non sono emigrati durante gli anni duri della “normalizzazione” post-invasione sovietica del 1968.

E
difici: l’architettura di epoca comunista spesso domina le città dell’Europa centro-orientale. Basta aggirarsi nei sobborghi di Praga nelle foreste di edifici prefabbricati a schiera (paneláky), costruiti negli anni 70 e considerati allora un miracolo di vita moderna socialista. Ma ancora più impressionanti sono le strutture in neo-gotico staliniano come il Palazzo della Cultura di Varsavia, l’Accademia delle Scienze di Riga o il Crowne Plaza Hotel di Praga (www.crowneplaza.cz). Il più spaventoso di tutti gli edifici è il Palazzo del Parlamento di Bucharest, noto a tutti con il nome datogli da Nicolae Ceausescu, Casa del Popolo. Tutt’altro che popolare, l’edificio è un assurdo assemblaggio di lusso estremo voluto dal dittatore che per costruirlo ha fatto distruggere il centro della vecchia città e ha impiegato tonnellate di cristalli e tappeti pregiati, mentre la Romania soffriva la fame.  
Monumenti: i regimi di ispirazione sovietica prendevano la propaganda sul serio e disseminavano le città di statue e poster di Marx, Engels, Lenin e degli eroi nazionali, nonchè statue di muscolosissimi lavoratori e soldati, contadine squadrate e possenti e rivoluzionari con i capelli al vento. Le statue di Stalin (di cui la più grande era a Praga) furono già rimosse dopo la morte e denuncia del dittatore negli anni ‘50. La maggior parte dei paesi ex-comunisti ha ormai tolto anche tutte le altre statue volute regime da strade e città, che ne hanno perso ogni traccia.
Per ricordare, un imprenditore lituano ha raccolto decine di vecchie statue a Gruto Parkas, un parco di sua proprietà non lontano dalla capitale lituana Vilnius(
www.grutoparkas.lt). I lituani che ricordano il periodo sovietico si aggirano per il parco per metà inorriditi ma anche divertiti a rivedere oggetti e immagini del passato, con tanto di antiquati distributori di bibite e canzoni militari. Di rigore la foto in collo a un enorme Lenin.
Esperienza simile anche alle porte di Budapest al Szoborpark (
www.szoborpark.hu). Nella ex-Berlino Est, rimane una piccola statua di Marx e Engels in quello che era una volte l’enorme spazio aperto di Alexander Platz e Marx-Engels Platz. Oggi l’austerità del luogo è smorzata dagli alberi piantati di recente e dalla fila di turisti che si fanno fotografare in braccio a Marx.
A
rmata Rossa: i colbacchi dell’armata rossa e le medaglie, vere o false, girano per tutti i mercati di cianfrusaglie d’Europa. In Ucraina è possibile invece fare una esperienza molto più ardita dell’armamentario che ha terrorizzato gli europei per i 40 anni della guerra fredda.
Per prezzi modici si può guidare un carro armato sovietico o persino un aereo Mig. Si può farsi trasportare su una delle limousine usate dalla nomenklatura sovietica o fare un corso di addestramento e sopravvivenza disegnato per i reparti speciali del KGB. Neanche James Bond avrebbe osato chiedere tanto.
www.ukrainianexpress.com, www.alaris.com.ua.
Per raggiungere le capitali dell’Est: su gomma, si suggerisce Eurolines (www.eurolines.it). Con le linee aeree low cost: www.skyeurope.com, www.airbaltic.com, www.ryanair.com, www.wizzair.com.


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