E se Aprile va di testa? E’ un Ariete!
Grande guerriero, prima dell’Ariete non c’era niente, solo il vuoto infinito...

Cara Laura,
devi sapere che nello zodiaco ogni segno corrisponde ad una parte del corpo;
la parte del corpo corrispondente all’Ariete è la testa; l’Ariete va di testa in tutte le cose; sarà per questo che i più grandi centravanti sono dell’Ariete perché questo è un segno di sfondatori, in ogni senso.
L’Ariete è sempre in testa: anche molti dei più grandi velocisti sono dell’Ariete, ricordiamo per esempio il grande Mario Cipollini. Un segno in fuga solitaria perché è il primo, e quindi deve primeggiare; competitivo al massimo, per lui tutto è appena nato e pronto per essere conquistato.

L’Ariete è pura esplosione di energia, apparizione nell’universo di una grande vitalità, big bang originario che rompe il vuoto del segno precedente: i Pesci.
Prima dell’Ariete non c’era niente c’era solo il vuoto infinito, il buio eterno, il brodo primordiale.
L’Ariete rompe tutto questo, e simboleggia l’irruzione della luce, dell’energia e della vita.
Ma è una vita che non conosce nessun’altra determinazione che se stessa, l’Ariete è il primo. E il solo. Trasportato su di un piano individuale e nel carattere dei singoli l’analogia con il segno dell’Ariete nel carattere definisce tipi umani prorompenti, all’assalto, rapidi, veloci, scattanti, con una gran passione dentro e un grande cuore anche molto generoso, ma in definitiva anche leggermente sofferenti di sindromi paranoiche, perché l’Ariete ritiene se stesso l’asse portante attorno cui ruota ogni cosa.

Altra caratteristica del segno e del carattere, è l’andamento ad alti e bassi, quindi grandi slanci e improvvise cadute di entusiasmo: dall’altare alla polvere.
È chiaro che questo simbolo di carica di energia prorompente passionale deve trovarsi poi da sé una regola e un freno, quindi ha delle manifestazioni di rigidità e di durezza fino all’estremo del diventare segno dell’uni-forme.
Di una forma sola quindi, che governi questa grande esplosività inconscia che il segno rappresenta.
L’energia che sorge è straordinaria e appare anche come un assalire, divorare, conquistare lo spazio anche con grande aggressività: l’ariete è il segno della guerra, dei litigi, degli scontri.
Tutto ciò che è militare (e l’uniforme torna, in senso lato) appartiene a questo segno.
Altra analogia dell’Ariete è quella con il fallo, il Phallos, l’Ariete è il segno maschile per eccellenza anche la donna arietina o una posizione di luna e venere in Ariete comporta una femminilità molto mascolina, molto aggressiva.

Coraggioso, audace, ma anche ingenuo, l’Ariete è un grande guerriero di prima linea che sogna di diventare un generale, ma non lo diventerà mai se non al prezzo di sapersi conquistare una freddezza di atteggiamento e un distacco strategico che spesso gli manca.
In fondo avere a che fare con un guerriero Ariete è molto semplice, quando attacca la porta del vostro castello basta aprirgli quella davanti e quella di dietro e preso dalla sua irruenza lui uscirà dall’altra parte, voi richiudete le porte e non avrete problemi.
Fondamentalmente è un buono, di fronte alle sue esplosioni incendiarie che durano di solito non più di 5 minuti basta tenersi a distanza di sicurezza.

I suoi compagni ideali sono quindi quelli che in apparenza gli lasciano grande spazio d’azione, gli danno sempre ragione, sopportano le sue esplosioni, e sono capaci di valutarne la sottile tendenza paranoide dando concreta risposta al suo continuo bisogno di conferme e sicurezze.
Perché al di là dell’apparenza estremamente determinata questo è un carattere molto più sensibile e delicato di quanto non sembri, l’origine di tutto sta nel fatto di essere il primo e il solo nello zodiaco e quindi ha in sé delle problematiche di socialità.
Non fatevi fuorviare dalla sua apparente testardaggine perché questo carattere, più che del colpo di clava sul cranio, ha bisogno di una semplice carezza.

Caro Marco,
dalle tue parole mi è apparsa come evocata in un sogno
la travolgente figura di Achille, guerriero invincibile, dal piè veloce fatato, come esempio arietino di azione senza doppiezze, e di intransigente fedeltà a sé stesso.
Comandante del suo esercito di solitari erranti; incontaminato da ogni contorta strategia.
Lo vedo e nel mio sogno è incarnato, guarda caso da un lucidissimo e altero Brad Pitt, e allora tu mi capisci vorrei che il sogno non finisse mai…
Il mio Achille ha un elmo in testa come un pensiero fisso, e lo sguardo acceso da mille scintille di fuoco, marziale in ogni gesto, impugna una lancia che sottolinea la sua distanza dal mondo, combatte nello specchio di uno scudo, e lotta contro l’assoluto che è se stesso, ma presto sarà l’umile vulnerabilità di un calcagno a ricordargli l’errore, della madre, orrore: vedo il suo contorcersi e farsi ombra. Achille!
Achille, lo uccise una freccia sola: una sola freccia nell’amor proprio del proprio ardor mai calpestato.
Il sogno è finito… che gran peccato.

IL LIBRO
“Iliade”
, di Alessandro Baricco, edito Feltrinelli, anno: 2006

LA MOSTRA
"In Transit"
di Rachel Heller, dall’8 marzo al 15 aprile, Monaco di Baviera
(orari: lun-gio: 9:00-17:00; ven: 9:00-16:00) ingresso libero
Organizza: Kulturklub des Europäischen Patentamts München
Info al numero: (0)89 2399-7472

IL FILM
"Troy” regia di Wolfgang Petersen; con: Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom, Diane Kruger, Sean Bean, Brian Cox, Peter O'Toole, Brendan Gleeson,  Anno 2004; genere: Azione/Guerra/Drammatico; durata: 163'
Sito ufficiale:  troymovie.warnerbros.com; Sito italiano:   www.warnerbros.it/movies/troy

IL COLPO D’OCCHIO
l’arte informale di Jackson Pollock

L’AGGETTIVO
furente

(Con la collaborazione di Laura Ghirlandetti)


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