streghe, rocker e canTastorie
la malincoNia estrosa di Niccolò Fabi, la genuinità senZa compromessi di Bryan Adams, la feMMinilità graffiante di Carmen coNsoli

Niccolò faBi
Interpretare le sensazioni in maniera sottile; attraversare suoni e profumi e ricordi sapendo evitare la banalità del già detto; studiare, nella parola e nelle atmosfere, le pieghe della vita di ogni giorno. Pochi cenni, per raccontare di come dalla sua prima apparizione a Sanremo con i suoi Capelli nel 1996, Niccolò Fabi è diventato una delle voci + intime, ironiche e impegnate allo stesso tempo della scena italiana. Un percorso che parte dalla rinascita del cantautorato, dalle amicizie nella gang romana di Riccardo Sinigallia, Federico Zampaglione e di quel Max Gazzè con cui otterrà la sua prima hit, Vento d’estate. Alle spalle una vita differente da molti colleghi, vissuta tra le influenze prog e la musica classica, che ha studiato prima di imbracciare la chitarra e suonare magari le cover preferite dei Police. Ma anche una laurea in lettere a completare il quadro di un artista estroso come i suoi capelli e sottilmente malinconico come gli occhiali che porta. Un originale equilibrio di sensazioni ricercate, magari nel negozio di antiquariato come recita uno dei suoi lavori. Niccolò sembra così aver metabolizzato con noncuranza il clamore sanremese, ricercando sempre un sound scevro da compromessi, sottilmente critico, proprio di chi sta fuori dal coro come nel duetto con Fiorella Mannoia Offeso. Una musica per ki – permetteteci la citazione – nei sondaggi non si sente compreso.

2 Estragon, Bologna
6 Alcatraz, Milano
9 Io Strett Club, Rimini
10 Barfly, Ancona
14 Hiroshima Mon Amour, Torino
17 La Gabbia, San Giorgio in Bosco (PD)
22 New Age, Roncade (TV)
23 Fuori Orario, Taneto di Gattatico (RE)
24 Fillmore, Cortemaggiore
31 Buddha Cafè, Orzinuovi (BS)

Bryan Adams
Tra i tanti cloni del boss, tra tutti quelli che ci hanno provato a imitare l’unico e inconfondibile, la selezione maggiore l’hanno proprio i terribili anni ’80. Il marchio di fabbrica di quel rock di provincia che faceva propria la genuinità, l’immagine immediata, senza compromessi e fronzoli. Quella che si è riuscito a costruire Bryan Adams, voce roca e chitarra gracchiante sempre di fondo ai suoi pezzi, anche quando si trattava di ballads strappalacrime, come le più celebri Everything I Do e Please forgive me. A partire dal 1980, anno del primo singolo del rocker canadese con la faccia da bravo ragazzo che faceva innamorare le teenager, nasce una carriera fatta di un sound e una voce assolutamente inconfondibile, così come la sua immagine. E i successi, anche commerciali per carità, magari arrivano più dalle collaborazioni prestigiose: con Tina Turner nell’evento Live Aid del 1985, nell’altro indimenticabile show The Wall di Roger Waters o, solo per citarne un altro, in Amnesty Internationl Human Rights Right Now con artisti del calibro di Sting, Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Tracy Chapman. Insomma un curriculum di tutto rispetto per una star capace ancora di sfoderare la sua timbrica dolcemente ruggente da rocker buono.

23 Mazda Palace, Milano
24 Palasport, Padova
25 PalaOnda, Bolzano
27 PalaLottomatica, Roma
28 PalaRossini, Ancona

CarMen conSoli
Nel supermarket della provocazione rappresentato dallo showbiz contemporaneo, dove ogni provocazione nasce x diventare moda, vive x essere metabolizzata e muore x essere dimenticata nella più sacra e inviolabile delle leggi, Carmen Consoli rappresenta l’eccezione, piacevole e quasi quasi inspiegabile. Mettetela come volete, ma il gusto della provocazione sin dall’esordio sul palco dell’Ariston di un Amore di plastica non è mai mancato alla bambina impertinente venuta da Catania. L’unica spiegazione che rimane è che allora ci fosse del cuore, che la Consoli c’aveva messo veramente e continua a mettercelo, quel qualcosa che nessun altra da queste parti ha. Sound graffiante da grunge primi anni ’90 accompagnato da chitarre acustiche e archi; testi spinti, alludenti e insieme sottilmente capaci di indagare la visione femminile dell’amore. Sinistra strega e fragile donna al tempo stesso, Carmen Consoli ha costruito la sua immagine inscindibile dai suoi testi complessi e articolati attraverso successi come Confusa e felice (1997) o L’ultimo bacio (2001), ma anche tour che l’hanno portata alla ribalta anche fuori dall’Italia. Si è imposta, insomma, alla faccia di ogni pronostico contrario. Sempre in lotta con gli altri come interiormente con se stessa. Che sia forse questa la chiave dell’eccezione?

1 Teatro Creberg, Bergamo
3 Nuovo Teatro Carispot, Cesena
5 Teatro Turreno, Perugia
6 Teatro Augusteo, Napoli
9 Nuovo Teatro, Brescia
10,11 Fillmore, Cortemaggiore
15 Teatro Gentile, Fabriano
17 Teatro Italia, Gallipoli
18 Teatro Team, Bari
23 Teatro Garden, Rende
24 Teatro Politeama, Catanzaro
26,27 Teatro Metropolitam, Catania
28 Teatro Metropolitam, Palermo

imXdibili

DAVE MATTHEWS
4 Teatro del Verme, Milano

SERGIO CAPUTO
17 Barfly, Ancona
23 Auditorium, Roma

GIOVANNI ALLEVI
17 Teatro Creberg, Bergamo
26 Teatro Smeraldo, Milano
31 Teatro di Varese, Varese

PETRA MAGONI/FERRUCCIO SPINETTI
1 Fillmore, Piacenza


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