doLce nauFragare
pesci. Onda ke va, e poi ritorna...

Marzo è Pesci, la prospettiva totale di uno specchio universale
Cara Laura, a che livello di profondità vogliamo arrivare? Qui i livelli di profondità sono svariatissimi: c’è l’abisso, c’è l’oscuro oceanico che lascia trasparire un filo di luce e le forme si possono intravedere, e poi c’è la superficie chiara che è l’apparenza e non l’essenza.
Questo è il segno più vario e differenziato di tutto lo zodiaco perché è il luogo della non definizione; tutto ciò che è definito, chiaro, che ha un confine, una forma, un nome, una storia, una catalogazione non è Pesci.
Pesci è tutto ciò che è oltre questo. Ciò che è qui non è Pesci, il Pesci è sempre altrove da qui, perché la sua essenza è di riproporre all’infinito il tema dell’infinito.
È vero che, come diceva un filosofo, l’infinito è il luogo del nulla perché è luogo dell’indefinito e di una immediatezza che ancora non ha nessuna determinazione. Ma il Pesci tende proprio lì, in quel luogo dove non c’è parola, in quel luogo dove non c’è pensiero, in quel luogo che precede la parola e il pensiero. Pesci è tutto ciò che viene prima, Pesci è tutto ciò che sta per arrivare.

Il Pesci ha uno sguardo rivolto all’indietro perché simbolicamente costituisce la fine di tutto, ma l’altro suo sguardo è rivolto in avanti perché Pesci è l’annuncio di un inizio e di una partenza.
Pesci è il luogo che precede l’esplosione originaria, il big bang originario, prima della luce questo è pesci.
Chi ha il coraggio la voglia il desiderio la curiosità di dare un’occhiata a quello che precedeva tutto, chi ha il coraggio di gettare un occhio a quel luogo dove nasce il pensiero? Il tuffo in quell’oceano è Pesci. È chiaro che con queste connotazioni il primo a non capirci niente di se stesso è il Pesci stesso, che non sa mai chi è, dove si trova. Da che parte va, e verso dove è diretto.

Sarà per questo che struttura, spesso e volentieri, un carattere solido e aggressivo, per penetrare in modo chiaro nel mondo a volte a scapito della sua stessa essenza, sempre altrove in sintonia con quel luogo che non c’è: U-topia che è il luogo da cui proviene ed è il luogo in cui va.
Questo stato confusionale permanente, questo caos ininterrotto solleva forze e potenze inimmaginabili. Bello guardare l’oceano dalla spiaggia di Malibù quando il sole è alto sull’orizzonte, e la superficie è piatta come una tavola blu.
Ma attenzione: quell’oceano è anche lo Tsunami, l’onda anomala, la potenza incontrollabile di un sé che non vuole avere ragioni, barriere, confini e limiti.
Altro che segno dolce romantico delicato e tenero tenero, Pesci rappresenta la potenza e la forza straordinaria di Nettuno in grado di sollevare onde visibili e invisibili che non solo il soggetto fatica a controllare, ma anche il mondo stesso.

L’apparenza fragile e insicura è solo una modalità che cela una delle potenze + straordinarie dello zodiaco: la potenza dell’acqua originaria. Brodo primordiale, è l’essenza stessa dell’umano in contatto ininterrotto con ciò che va oltre l’uomo stesso. I Pesci sono tutti extra-umani, extra-terrestri, forme indefinite che hanno in sé, a volte chiarissimo, il ricordo molecolare di una preistoria che è la potenza stessa del nostro inconscio collettivo.
Un Pesci in forma di uomo o di donna semplice semplice non vi inganni, oltre lo sguardo da pesce lesso c’è ben altro.

Marco Pesatori

Caro Marco,
c’è una prospettiva cosmica nel movimento natatorio di un Pesci; è l’onda che va e poi ritorna…
il movimento che afferma e poi si annulla. Con una cadenza, con una costanza, andare e tornare come un’esigenza di affogare, un sé ribollente, carico di passioni e suggestioni… solo per il gusto di affermarsi, vincersi. E un bisogno costante rimane: il vuoto, per troppo pieno e troppo desiderare… il mare, l’oceano, il vuoto blu: l’apnea ipnotica di un loquace silenzio, musica che chiarifica con un movimento circolare, e purifica con il sale.
Originaria... salienza… sapienza… costanza… sua forza…
Mare e specchio, specchio e mare. Dove sia dolce naufragare.
Conoscenza di sé, e svuotamento. In un unico movimento.
Laura Ghirlandetti

LA MOSTRA
Tribalità
mostra personale di Mario Ferrante www.marioferrante.it
dal 1 al 14 marzo 2007, Galleria Senato, Corso Garibaldi 39, Milano (Ingresso libero)
Info: 067802620 / 0289015260 www.edarcom.it

IL LIBRO
Storia della mistica occidentale, dall’Iliade a Simone Weil di Marco Vannini,
Oscar Mondatori (2005)

IL FILM
l'Arte del Sogno
Titolo originale: The science of sleep
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: Michel Gondry
Fotografia: Jean-Louis Bompoint
Musiche: Jean-Michel Bernard
Montaggio: Juliette Welfling
Anno: 2006
Nazione: Francia / Italia
Distribuzione: Mikado
Durata: 105'
Data uscita in Italia: 19 gennaio 2007
Genere: drammatico

IL COLPO D’OCCHIO
il Paradiso di Dante illustrato da Gustave Dorè

L’AGGETTIVO
Lirico

(Con la collaborazione di Laura Ghirlandetti)


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