MillioniKi - ciTTà ruSSe in asceSA
tra hi-teCh, venti siBeriani, accademie uniVersitarie immerse nelle foReste e un souNd rock... tutto ruSSo!

L’orso malato d’Europa, la Russia, è in convalescenza. Con i prezzi di petrolio, gas e altre materie prime alle stelle, l’economia del paese cresce del 7% all’anno. L’orso ha sempre avuto due gioielli alla corona, Mosca e San Pietroburgo, che hanno brillato anche negli anni bui e sanguinanti di crisi economica. Ma oggi grazie a una rinnovata affluenza, la ricchezza comincia a fluire anche nei centri di provincia, e tra le centinaia di città russe sbocciano nuovi fiori di entusiasmo, incanalato in un consumismo a volte feroce ma effervescente. Se il presidente di Mosca tiene il pugno duro e in politica non si può alzare la voce, fuori della politica, invece, è un vulcano.

Bazar suggerisce di tenere d’occhio i “millioniki”, le città russe che superano il milione di abitanti. Un fascino ancora non eclatante, spesso non ovvio perchè nascosto dietro alla grigia architettura sovietica e ai relitti industriali dell’economia pianificata. Ma un fascino avvincente, come tutto ciò che è in crescita, che promette cambiamento, che rivela aspettative.

Per raggiungerle si possono usare linee occidentali con scalo (www.lufthansa.it, www.csa.cz, www.ba.com, www.austrian.com). Oppure raggiungere Mosca e da lì farsi coraggio con le linee aeree russe, per esempio la Siberian Airlines (www.s7.ru), moderna, efficiente, raggiunge tutti i millioniki a prezzi abbordabili. Per i + romantici il treno, basta avere tempo, e saper sopportare ore di conversazione univoca con compagni di cabina, che parlano parlano parlano anche con chi il russo proprio non lo capisce.

NizhNY NOVgorod, nota con il nome di “Gorkii” in periodo sovietico, è una città storica fondata nel medio evo sulle sponde del fiume Volga, tra Mosca e la Siberia, che anche il suo piccolo Cremlino. Era una città chiusa agli stranieri nel periodo sovietico, centro dell’industria militare sovietica. Oggi la città è apertissima ed è il centro dell’industria automobilistica e high tech. Passeggiate lungo la strada Bol'shaya Pokrovskaya per trovare nelle nuove boutique la nuova ricchezza della città, e la sera andate a ballare al “Quinto Elemento” sulla strada dedicata a Massimo Gorkii, una discoteca su + piani dove si trova la nuova generazione di lavoratori dedicatissimi che escono solo tardi dopo lunghe giornate di affari.

ChELYABinSK era un’altra città chiusa agli stranieri perchè era il centro della ricerca e dell’industria nucleare. Se le radiazioni non vi spaventano, si consiglia una visita a questa città a sudest degli Urali, esposta ai venti siberiani, polo di attrazione anche grazie alle sue università tecnologiche. Si consiglia di paSSeggiare per le strade Lenina e Arbat, dove si trova il migliore shopping, e se la temperatura è ancora sotto zero troverete sul marciapiede statue di ghiaccio scolpite ogni inverno per intrattenere i nuovi consumatori. Non a caso uno dei caffè + alla moda si chiama “Wall Street”.

NOvosIBirSK è per ki ha nostalgia del modernismo sovietico, costruita negli ultimi decenni dell’Unione Sovietica in mezzo alla foresta siberiana. La città sfoggia persino un "Akademgorodok", cittadella accademica nel mezzo della foresta, dove in perfetto isolamento si studiano le scienze, d’inverno si fa sci di fondo, d’estate si fugge dalle zanzare. La città si trova sull’enorme fiume Ob, che piano piano scorre dal cuore della Siberia fino al polo nord. Sul fiume numerose isole dove prendere il sole e una enorme spiaggia artificiale. La città ricomincia a prosperare ma non chiede nessuna scusa per il passato: come ai tempi del Soviet è l’opera uno dei punti di ritrovo + in voga per la sera e nella piazza principale troneggia ancora un enorme, plumbeo monumento a Lenin.

YEKAterINBurg, Sverdlovsk in periodo sovietico, è la capitale degli Urali e una grande città in crescita. Per vedere i nuovi russi della zona, provate l’elegante ristorante Troekurov sulla strada Malysheva, o aggiratevi nel centro commerciale City Centre. La città è anche centro di musica e danza, capitale del “rock degli urali”, un rock tutto russo, e anche di alcuni dei gruppi di danza contemporanea e di teatro + innovativi del paese. Per non dimenticarsi le contraddizioni della nuova russia, la città ospita anche un cimitero mafioso, dove ai morti ammazzati delle bande criminali russe sono dedicati veri monumenti in marmo nero con ritratti dei criminali scolpiti al laser. Un monumento macabro, che però, forse, aiuterà a ricordare. 


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