TOPolino cREsce
La Disney prende la mira e colpisce i lettori più adulti: nasce Buena Vista Lab, la nuova antologica che ospiterà graphic novel da tutto il mondo. E intanto Repubblica dedica uno sguardo speciale ai balloon
Da quest’anno Topolino e Paperino pare abbiano dei nuovi vicini di casa + adulti. La Disney Italia conferma l'sua attuale vena creativa lanciando una nuova proposta editoriale che sterza bruscamente verso un pubblico più maturo, sotto la consueta etichetta Buena Vista Comics. La collana si chiama Buena Vista Lab, nome che sembra sottolinearne la sperimentalità e la dinamicità. L’intenzione è proporre al pubblico una raccolta di graphic novel di qualità, con autori italiani e internazionali, e scoprire un pubblico nuovo.
Il primo numero è stata una collaborazione italo-americana, fra il disegnatore Dan Brereton e Tito Faraci (che ultimamente sembra entrare un po’ ovunque) dal titolo L’ultima battaglia. A settembre la Disney ha partorito il secondo volume, la riduzione del serial televisivo Alias (trasmesso da Raidue), con i testi di Pierluigi Cothran, autore del telefilm, e i disegni dall’emergente Alberto Ponticelli, narra le vicende di Sidney Bristow, agente della CIA che entra a far parte della divisione segreta Alias.
La collana è rivolta non solo al mercato italiano, ma anche a quello mondiale, tanto che la Disney ha presentato il numero uno al più importante festival dei fumetti mondiale, il Comicon di Sandiego. A conferma della vocazione internazionale della Disney italiana, che ad oggi produce il 50% dell’editoria targata Disney nel mondo.
L’esperimento è ambizioso ma a giudicare dalla qualità delle prime due uscite pare essere nato con ottime premesse.

Dopo i classici, ancora Repubblica e ancora fumetti
Correte in edicola a comprate Repubblica... almeno una volta al mese! E’ nato XL, il nuovo Magazine mensile, balenottero di 292 pagine col gran pregio di averne ben 10 dedicate ai fumetti (e pare essere la rubrica più gradita). Il primo numero si occupava di Otomo e del suo Akira con l’anteprima della versione originale, oltra a tavole di autori come Joe Sacco e Nicolas Mahler, il secondo numero in edicola a ottobre propone l’anteprima dell’ultimo lavoro/testamento del compianto Will Eisner, e continua la galleria degli autori underground a cui si aggiunge il provocatorio Robert Crumb.

Lo stile va esercitato, fatevi aiutare da un libro
Esce in questi giorni 99 Ways to tell a story di Matt Madden, libro che, ispirandosi al giochino letterario di Queneau in cui da un plot iniziale scaturivano 100 storie tutte uguali ma raccontate diversamente (tradotto in Italia da Umberto Eco per Einaudi), traccia lo stesso percorso per i fumetti, e mostra 99 modi diversi di raccontare la stessa storia. Il lavoro di Madden è disponibile online da anni ma solo oggi esce su carta. Lo stesso autore è il referente americano per la OuBaPo (Ouvroir de la bande dessinnèe), nata dalla OuLiPo (Ouvroir de la littérature potentielle) fondata proprio da Queneau. Chi volesse vedere una parte dell’interessante lavoro vada su http://www.exercisesinstyle.com/.
Lo stesso argomento aveva già visto altri fumettisti cimentarsi, come Lewis Trondheim con Monolinguisti e altri esercizi di stile (Rasputin! 1998) e gli italiani Disegni e Caviglia con lo scanzonato Esercizi di stile (Oscar Mondadori) in cui una striscia umoristica trovava 103 vie diverse per far ridere.

News da Bruxelles
Era destino parlassimo di Belgio, visto che un paio di news giungono dal pese dei cavoletti. Partiamo con la discussa campagna dell’UNICEF che ha come protagonista una delle icone belghe: i Puffi. I piccoli esserini blu sono mostrati in un toccante spot mentre vengono massacrati da un bombardamento, e l’unico sopravvissuto piange i propri compagni. Scopo è sensibilizzare verso il massacro dei bambini nelle zone di guerra.
Contemporaneamente succedono anche cose più frivole, la TV pubblica RTBF ha indetto un sondaggio per far eleggere al pubblico il più Grande belga della storia. E... sorpresa! Fra i primi 100 candidati ben nove fumettisti, fra cui Peyo, Geluck, Franquin (tutti fra i primi 30) ed Hergè addirittura nei primi 10, assieme a gente come Simenon, Brel e Magritte!

Consigli in buona fede
Con le piogge autunnali avrete più tempo per leggere fumetti? Ecco allora puntuale il suggerimento mensile per le vostre letture.
Visto che pare imminente l’adattamento cinematografico, pare d’obbligo suggerire a chi non l’avesse mai fatto di andarsi a leggere uno dei capolavori della letteratura mondiale, lo stupendo V for vendetta scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd. La storia è quella di un’Inghilterra post terza guerra mondiale in cui ha preso il potere un regime fascista, e in cui un uomo con una maschera sembra voler sovvertire l’ordine. Moore partì per farne un fumetto d’avventura, ma divenne una miniserie dalle tematiche estremamente serie e complicate, sul rifiuto del totalitarismo e sul valore della libertà, da affiancare per sensibilità dell’analisi e forza del messaggio a opere omologhe come 1984 di Orwell. E’ la prima opera importante di Moore che lo portò a quella visione pessimistica del fumetto d’avventura alle radici della futura realizzazione di Watchmen.

100 candeline per Little Nemo
Visto che ci siamo, aiutiamo Little Nemo a spegnere le candeline. La popolare striscia a fumetti che fu fra i genitori del fumetto compie 100 anni: creata nel 1905 da Winsor McCay per il quotidiano NY Herald, fu interrotta definitivamente circa 20 anni dopo.
Uno dei primi fumetti di avventura, in cui McCay narra le poetiche vicende del piccolo Nemo all’interno dei suoi sogni. Ogni sogno un’avventura, ogni avventura un deludente risveglio.
Lo stile di McCay è originale ed evocativo, con richiami all’arte contemporanea e racconti onirici in grado di riempire la fantasia dei lettori. Little Nemo ha vita editoriale tribolata e smette di essere pubblicato nel 1927, sette anni dopo muore McCay, all’alba del successo del fumetto d’avventura.

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