EUropa in MEtropoLitana
La tua città ce l'ha una bella metropolitana vecchia, poLverosa, stoRica e proFonda? Allora è una vera METROPOLI!

Noi Europei siamo sempre in cerca in un sogno romantico urbano e sofisticato. La maggior parte del nostro mezzo miliardo di concittadini vive in una provincia spesso prospera, a volte bella, altre volte industriale, ma sottilmente angosciosa, come la raccontano straordinariamente i nostri romanzi. La maggior parte di noi sogna o invidia la grande città, o a volte spera che la propria piccola realtà venga promossa a metropoli con un colpo di bacchetta magica.

Ma a quali città europee davvero spetta il titolo di metropoli? Come distinguere le dame urbane dalle signore di provincia? Bazar suggerisce un metro romantico che con uno sondaggio delle città europee permette di investigare la questione: la metropolitana, simbolo del vivere urbano – città che ne hanno una storica, profonda, usata e polverosa, possono dirsi metropoli accertate, perchè grazie a questi tunnel sotterranei e perforamenti pericolosi permettono ai loro di cittadini di usare, esplorare, vivere a pieno il loro spirito.

A Londra la + vecchia
La più vecchia e sconquassata è quella di Londra, il cui primo tratto da Paddington a Farringdon risale al 1863 - amata e odiata al tempo stesso dai londinesi perchè in qualche modo li rappresenta, affollatissima, veloce ma scomposta, pragmatica e poco monumentale. Le statistiche, più che l’aspetto, la rendono unica. I suoi binari percorrono oltre 400 kilometri. Ogni giorno viene usata da + di 2 milioni di persone, in un anno trasporta quasi un miliardo di passeggeri. Curiosità per i lettori di Bazar: la stazione più frequentata all’ora di punta è Waterloo, dalle 7 alle 10 di ogni mattina ci passano 46.000 persone. Per un’esperienza davvero londinese si consiglia di provare a camminare facendosi trasportare dal flusso della corrente in uno dei corridoi che portano alla Jubilee Line. Un silenzio tombale se non fosse per il rumore ritmato dei tacchi che a passo di marcia segnano i rintocchi del cuore lavorativo della città, una determinazione quasi furiosa dei pendolari di raggiungere l’angolo designato della città dove trovare la propria scrivania.

Berlino: metropolitica
La + politica è quella di Berlino, una rete che anche negli anni più duri della guerra fredda ha costituito una bretella di congiunzione tra est e ovest. Con la chiusura delle frontiere tra est e ovest nel 1961 solo a una linea, la U6, fu permesso di fare fermate da ambedue le parti del muro. La stazione di metropolitana di Friedrichstrasse era un passaggio di frontiera dove i passeggeri dell’Ovest scendevano dal treno e dopo un lungo esame delle guardie della DDR entravano nell’Est. Oggi Friedrichstrasse non porta nessun segno della austera atmosfera militare della guerra fredda, è solo una delle stazioni della trafficatissima zona commerciale di Mitte. I lettori di Bazar innamorati di Est potranno divertirsi a cercare ancora vagoni di fabbricazione sovietica. Un suggerimento: cercare l’etichetta in cirillico accanto alle porte!

Metropolitane pazze: a Mosca
La + folle, pazza come la città che la ospita, è quella di Mosca. Le sue stazioni più belle sono barocche e potenti, costruite nel pieno del potere di Stalin, decorate con marmi, candelabri, statue. Spiccano la stazione Kropotkinskaya coperta di marmo, la Ploschad Revolutsii, cosparsa di statue di bronzo che raffigurano eroi del lavoro, agricoltori, operai e soldati, o la lussuosa Komsomolskaya, coperta di mosaici in stile bizantino in vetro e granito con tutti gli eroi della storia russa. Per ki non può arrivare fino a Mosca, si può visitare una stazione moscovita più vicino a noi, a Praga: la stazione di Andĕl, che prima del 1989 si chiamava Moskovska, fu donata dai Sovietici al popolo cecoslovacco ed è in puro stile moscovita.

Deco a Parigi
Decisamente decò è quella di Parigi. Anche se oggi i suoi treni sono semplici e funzionali, si deve cercare l’atmosfera anteguerra nelle sue stazioni coperte di mattonelle bianche, nelle scritte in calligrafia stilizzata da belle époque, ma sopratutto per i suoi splendidi ingressi in ferro battuto e stile floreale, che danno l’impressione di entrare un vecchio caffè alla moda invece che in un mezzo di trasporto pubblico. Il più pacchiano? L’ingresso di Palais Royal- Musée de Louvre, un cancello fatto a corona con tanto di gemme luccicanti in vetro, a ricordare che non si è a una stazione qualsiasi, ma a una stazione reale.


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