LE REGOLE DELL’ENGAGEMENT
Il thriLLer e il “film impegnato” aCCendono gli ultimi fuochi della stagione dei premi. Pur percorrendo strade già battute, la SPY-STORY e la biografia del diTTatore-mostro, un pugno di film si erge al di sopra dei draMMi melensi e delle pomposità mainstream che in genere monopolizzano la corsa gli Oscar.

Quando sentimmo parlare per la prima volta di Matt Damon, in piena DiCaprio-mania, ci fu presentato come la next big thing, l’emulo in grado di sorpassare il prototipo. Era una previsione sbagliata. Ora, e ancora nella scia di Di Caprio, Damon si è fatto finalmente attore vero: prima accanto al consacrato neo-pupillo di Scorsese in The Departed e ora in The Good Shepherd (23 Febbraio), attesissimo ritorno alla regia di Robert De Niro. Oltre 20anni di storia della più famosa agenzia di servizi segreti (OSS/CIA) viene ripercorsa in un mesh-up di personaggi balordi e intrighi post-Syriana, mentre Damon si elegge a testimone morale silenzioso, solido e dimentico dei balbettii di Will Hunting. De Niro, che spesso come attore ha l’impulso a catalizzare la scena e ad angariare i suoi partner, come regista crea un’atmosfera distesa e pulita, anche se è spesso ostacolato da un plot di fondo troppo ovvio e da saltelli temporali che non funzionano granché.
The Good German (16 Febbraio) invece rinnova il sodalizio Soderbergh-Clooney con la storia di un giornalista coinvolto in un omicidio nella Berlino post-bellica.
Avvolgendo il film in un raffinato bianco e nero stile Casablanca, Soderbergh non rifiuta di sporcare il melodramma con l’amarezza e Clooney, come al solito, fa la sua parte, che non è mai soltanto quella dell’attore. La “lezione politica” di Edward Zwick, autore di Blood Diamond (26 gennaio) prende invece le mosse dalla Sierra Leone e vede il bianco Di Caprio e il nero Hounsou, novella coppia Curtis-Poitier, lottare per un diamante e (sorpresa!) per la libertà. Ma se Di Caprio soverchia il partner con una performance cruda e granitica, non riesce a fare altrettanto con Jennifer Connelly, la bambina di Labyrinth che non aveva un ruolo così intenso e potente dai tempi di Requiem for a Dream.
L’ultimo re di Scozia (16 Febbraio) dell’ ex-documentarista Kevin MacDonald è il ritratto dello spietato dittatore ugandese Idi Amin e ci racconta il suo rapporto con un dottore scozzese, James McAvoy/Nicholas Garrigan. Ancora bianchi e neri quindi e forse la tanto attesa consacrazione a protagonista dell’agente Scully di X-Files, Gillian Anderson. Senza retorica né pudore, MacDonald ci dice tutto ciò che c’è da sapere su denaro, potere e male, irritandoci, commuovendoci e ricordandoci che Forest Whitaker è un interprete straordinario. Un buon  film da Oscar, giusto in tempo per gli Oscar.

L'impero dei seNsi
La data di uscita di Inland Empire di David Lynch, in Italia, è stata fissata per il 9 Febbraio 2007. In che modo e quando vedremo davvero il film però, resta un mistero. Qualcuno forse ricorda ciò che accadde ai tempi di Strade Perdute, uscito negli USA nel 1996 e distribuito nelle sale italiane soltanto quattro anni dopo. Ma quello, a differenza di Inland Empire, non durava 3ore abbondanti e non era a rischio tagli. La splendida versione presentata a Venezia, un fiume in piena di storie deragliate, visioni ed emozioni, è un’esperienza estetica totale, una sbronza di immagini e suoni irripetibile che culmina nell’esplosione di gioia dei dieci minuti di Sinnerman, cantati da Nina Simone. Se non sarà questa la copia del capolavoro di Lynch distribuita in sala, chiedete indietro i soldi del biglietto.
Inland Empire di David Lynch, in sala dal 9 febbraio

ROtOSCOpING DICK

Quando Richard Linklater annunciò che per girare Un oscuro scrutare, il suo film tratto dall’omonimo romanzo di Philip K. Dick, avrebbe utilizzato la stessa tecnica di Waking Life, i più accaniti fan del celebre scrittore di fantascienza californiano storsero il naso. L’interpolated rotoscoping è una tecnica d’animazione particolare che consente di intervenire e disegnare sul girato fotogramma per fotogramma, rendendo il movimento degli elementi grafici applicati al live action molto più fluido. Tuttavia, mentre in Waking Life il risultato non fu dei migliori, il rotoscoping si è rivelata invece una scelta azzeccatissima per dipingere il mondo allucinato e paranoico descritto da Dick. Il dvd è arricchito da un interessante documentario sulla lavorazione dal vivo e in studio e dai commenti degli autori, di Isa Dick Hackett (figlia dello scrittore) e di Jonathan Lethem.
A Scanner Darkly – Un Oscuro Scrutare, Warner Bros. euro 19,90

ha collaborato Marco Pisoni


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