Libero io, liberi tuTTi
FEbbRAIO...ACQUARIO

Cara Laura,
siamo nell’acquario, regno della libertà assoluta: fisica, mentale, ideologica.

E' il segno della genialità, dell’intuizione, della fantasia, del colpo a sorpresa, dell’azione sperimentale, dell’irrequietudine continua, del progresso.
Diplomatico, un filino opportunista, grande amante del nuovo, l’Acquario è attratto del diverso e da tutte le forme del mutamento; privo di qualsiasi senso di continuità, di costanza, profondamente contraddittorio. Ama il cambiamento improvviso, è il maestro del Relativismo, perciò non crede a nessun genere di Ego troppo amplificato. E’ il segno dell’anticonformismo e della trasgressione.
Le sue parole chiave sono movimento, comunicazione, socialità, amicizia.
Il suo attacco alle regole e alle norme è proprio in sintonia con questo suo grandissimo bisogno di essere libero, dal quale non proviene nessuna aggressione verso il circostante e non nasce alcuna voglia di prevaricare contro l’altro. Vuole “solo” essere libero, ma non vuole essere libero da solo: il suo motto è libero io liberi tutti!.

Nella socialità acquariana c’è la sensazione profonda che fare le cose in equipe è meglio che farle da soli, per questo i valori dell’amicizia, sono fondamentali. L’Acquario è socievolissimo, ama mettere tutto in comune, certo nel suo comunismo c’è un filo di opportunismo: dove c’è l’Ariete che fa il cane da guardia, il Toro che cucina, il Gemelli che risponde al telefono, il Cancro che cura l’arredamento, la Vergine che pulisce la casa, la Bilancia che attacca i quadri, lo Scorpione che… non saprei.
È chiaro che l’Acquario si trova molto bene!
L’importante per lui è non avere seccature, se accettiamo questa regola, allora troviamo che l’Acquario è anche molto attento all’altro, fluido, simpatico, socievole, capace di compassione e di aiuto verso il mondo. Ma che questo non diventi una regola, un dover essere, altrimenti l’Acquario si annoia: due volte la stessa cosa, e già l’Acquario ha voglia di sparire.

La sparizione improvvisa è infatti la sua caratteristica, e la sua capacità.
Perché è elusivo, evanescente, sorprendente, inaffidabile, ma non perché è fondamentalmente disonesto (anche se a volte un pochino sì), ma perché + di ogni altra cosa vuole scacciare il prevedibile e il previsto, vuole spiazzare.
E anche in amore applica questa legge, sono rari gli Acquari che scivolano nell’abitudinarietà, nella noia; l’Acquario se non si fosse capito ama la stravaganza, la bizzarria…Gli Acquari, in amore, sono tutti maTTi; se gli proporrete di baciarvi in cima al grattacielo Pirelli, gli piacerà moltissimo, come gli piacerà moltissimo l’ardire di pensare un’evoluzione amorosa sul tetto della vostra Smart a ottanta all’ora in autostrada.
Ciò che per l’Acquario va veramente attaccato è la ripetizione dell’identico: la noia, l’abitudine, la ragionevolezza. Quello che per altri è un valore rassicurante, che fa sì che esistano dei punti di riferimento, questo per l’Acquario significa morte.

Un bacio a te e a tutti gli acquari,

Marco

Caro Marco,

gioca a nascondino col mondo, questo Acquario? Sparisce. Ritorna. Sparisce di nuovo. E di nuovo ritorna. Sempre uguale, sempre diverso da se stesso. Arriva quatto quatto, lesto lesto, e divertito, mentre tutti sonnecchiano distratti o affaccendati, urla come un pazzo: “TANA!”
E ci libera tutti.
Eh no! Ma quando mai? Tana, sa di grotta, di cavità, di casa embrionale.
Quando mai c’è stato lui in una tana? Nella sicurezza, nella ripetitività si sente imprigionato! Cosa ne sa lui della tana che libera tutti, di questa prigione che dà sollievo? Lui l’aggira, scappa, contrappone la sua follia eterogenea ai giorni, e così beffa la madre, la terra che inghiotte nei suoi cicli e ritorni.
“Lampo, intuizione, lucidità. Questa è la beffa che ci salverà”. Con una cantilena mi ha già spiazzato; è così che fa con il mondo: incatena le sue visioni in azioni ritmate dal solo pulsare del cuore, le fa diventare azioni rapide e incolori, come nuove traiettorie comuni. Non si sa come, ma trasforma e purifica. E con la sua pura diversità, denuncia e ci libera.

Un bacio,

Laura Ghirlandetti.

IL LIBRO
“I Ghepardi” di Finn Carling, Edizioni Iperborea

LA MOSTRA
“Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen. Scultura per caso”. Fino al 25 Febbraio, Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, Rivoli (TO).
www.castellodirivoli.it

IL FILM
“I diari della motocicletta” regia di Walter Salles, con Gael García Bernal, Rodrigo De la Serna, Mía Maestro (Argentina, Cile, Perù, U.S.A. 2004) genere: Avventura; durata: 126 minuti

COLPO D’OCCHIO
Liberazione della voce, Marina Abramovic (1975)

L’AGGETTIVO
Anarchico


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