LO STRANO MONDO DEI FUMETTI TRA TRADIZIONE E RIVOLUZIONE
Sapete dare una definizione di fumetto? Pare facile... Ma è un vasto mondo immaginifico che sta scomodo in una definizione sintetica...

Di Salvatore Satta
“Racconto formato da una serie di disegni con brevi testi di raccordo e dialoghi quasi sempre inscritti in nuvolette che escono dalla bocca dei personaggi” secondo il Dizionario Garzanti.
“Arte sequenziale visiva” secondo Will Eisner.
“Immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore” secondo Scott McCloud.
“Quei cosi che devi togliere dalla libreria che occupano troppo spazio” secondo mia madre.

Il dizionario Garzanti e il compianto Will Eisner (forse il più importante autore a fumetti di sempre) forniscono due definizioni de fumetto, ma che non centrano il punto. Racconti con testi e disegni non sono sempre fumetti (non lo è un ricettario e non lo è il libretto delle istruzioni per montare l’armadio dell’Ikea). Anche “arte sequenziale visiva” è una definizione accattivante ma troppo generica, perché il cinema (legato a doppio filo al fumetto) è pure lui un’arte sequenziale visiva, generata da una sequenza di fotogrammi.
McCloud, fumettista e saggista (Reinventing Comics), coglie nel segno: la sua definizione racchiude ogni caratteristica essenziale che compone l’oggetto fumetto.

Un po’ di storia del fumetto
Il fumetto nasce quasi assieme al suo cuginetto cinema quando Joseph Pulitzer (sì, quel Pulitzer) decise che le illustrazioni meritavano un inserto nel suo quotidiano NY World: nacque così il supplemento domenicale con le strisce di Yellow Kid di R. F. Outcalt. E’ la prima esplosione di massa del fumetto, ma l’Europa dovrà aspettare il 900 per poterlo vedere.
In Europa i fumetti stranieri sono rifiutati dai regimi totalitaristici e faticano a penetrare. Quando il fumetto si afferma è protagonista di rivoluzioni culturali, come negli anni '70 con la rivista francese Metal Hurlant, che diffonde la cultura underground.
In Italia la data topica è la nascita del Corriere dei Piccoli (1908). Nel fascismo esce qualche pubblicazione nazionale, l’unica importazione concessa è quella di Topolino.
Gli anni 50 passano sotto il segno de Il Vittorioso (con Mandrake e Flash Gordon) e si afferma la Bonelli con Tex, mentre i 60 segnano la svolta: nasce Diabolik delle sorelle Giussani, ed esce per la prima volta la rivista antologica Linus, che importa fumetti stranieri fra cui i Peanuts di Schultz. Negli anni 70 le riviste adulte dominano la scena (Cannibale, Lanciostory, L’Eternauta, Frigidaire): è il momento di maggiore creatività del fumetto italiano, nasce una generazioni di autori che resta irraggiungibile dal punto di vista creativo, da Pazienza a Tamburini, da Igort a Liberatore; arrivano anche in Italia i supereroi della Marvel grazie alla Corno di Luciano Secchi (alias Max Bunker). Gli anni 80 scorrono sotto il segno di Dylan Dog e gli anni 90 dello sbarco della Marvel Italia e dell’esplosione del fenomeno manga.

I nuovi orizzonti del fumetto
Oggi il fumetto si avvia verso il riconoscimento dello status di prodotto culturale a tutti gli effetti grazie anche ad alcune iniziative rivolte al grande pubblico. Capolavori come Watchmen e V for Vendetta di Alan Moore, diventati testi di letteratura in molti atenei britannici, ma anche, nel piccolo dell’Italia, a iniziative editoriali di enorme successo come la collana i Classici del fumetto di Repubblica.
L’oggetto fumetto è ben diverso da quello che potevamo leggere anche solo 10 o 15 anni fa. L’approccio cinematografico è evidente in molte produzioni moderne, come la linea Ultimate della Marvel: una rilettura della serie Marvel di maggior successo in chiave moderna, a esempio Ultimate Spider Man, non a caso utilizzata per l’adattamento cinematografico di Sam Raimi. Da questo punto di vista è esemplare la serie Ultimates, ideata da per la Marvel da Mark Millar, che usa un tipo di impostazione della vignetta totalmente omologabile a una ripresa cinematografica, ed Authority della DC/Wildstorm, di Warren Ellis.
Gli scambi fra cinema e fumetto non sono a senso unico, anche il fumetto ha imparato a rubare da altri media, dopo decenni in cui succedeva solo il contrario: basta ricordare telefilm dedicati a Batman (popolare la versione anni 70 con Adam West) e Superman, “saccheggiato” anche recentemente con il seguitissimo Smallville, telefilm dedicato alla gioventù dell’uomo d’acciaio, o le serie TV di Wonder Woman e Hulk (con l’indimenticabile Lou Ferrigno). Ora lo scambio si è fatto biunivoco, i fumetti pescano a piene mani da cinema e TV, non solo con adattamenti a fumetti dei lungometraggi (già presenti, pensiamo a Star Wars) o con scambi di concezioni narrative, ma anche attingendo al parco autori, come Brian Singer, talentuoso regista de I Soliti Sospetti e X-Men, che scrive per la Marvel, Joss Whedon, creatore di Buffy, che ha preso le redini di Astonishing X-Men, Brian Michael Bendis, che ha nel suo carniere il TV-cult Babylon 5 ed è uno dei più geniali autori di comics, Jeff Loeb, che produce e scrive Smallville, ma che scrive fumetti come principale attività, fino a Kevin Smith, cineasta fra i più talentuosi ed originali di Hollywood, che ha sfornato perle cinematografiche come Clercks e Dogma, e che è prima di tutto un comic writer, passato per Marvel e DC e che ha fondato una sua casa editrice.

Etnofumetti: manga style etc.
Il cambiamento del fumetto passa anche dal contatto di culture. I fumetti giapponesi dopo avere invaso tutti i mercati sono diventati i modelli principali a cui ispirarsi. Il manga style è parte importante di produzioni che non provengono dall’oriente: in America i disegnatori di ispirazione manga sono numerosi e richiesti, gente come Joe Madureira, Humberto Ramos o Pat e Alvin Lee fanno dello stile manga (in modi diversi) il loro marchio di riconoscimento. Arrivando poi alla concezione della storia in sé, alla costruzione delle tavole, ai dialoghi (spesso ridotti all’osso, come manga comanda), alle onomatopee che diventano parte dell’illustrazione. Contaminazioni creative che hanno cambiato il fumetto occidentale dal punto di vista estetico e di contenuto, a esempio il respiro tipicamente shojo (gli shojo manga sono i manga per ragazze, che descrivono situazioni tipiche adolescenziali) di serie come Ultimate Spiderman o Spidergirl, che cercano di raccontare la vita sentimentale di giovani supereroi (senza voler omologare questi comics agli shojo!), arrivando a riedizioni in chiave nipponica di alcuni personaggi, l’Uomo Ragno ad esempio, immaginato come un ragazzino ninja nella Tokyo moderna.
Lo scambio culmina nel travaso di autori, che dai manga fanno visita ai comics, come il breve periodo di Kia Asamya come disegnatore di Uncanny X-Men per la Marvel.
In Italia il panorama non è molto diverso fra le nuove proposte: serie moderne per ragazzi, come Kylion, Monster Allergy e Witch della Disney/Buena Vista Lab sono chiaramente di ispirazione manga, sia graficamente che narrativamente.

Contaminazioni occidentali
La contaminazione non è solo orientale, anche fumetto europeo e americano hanno avuto molto da dirsi, cominciando dalle collaborazioni (Moebius e Stan Lee che si uniscono per la poetica graphic novel di Silver Surfer Parabola), arrivando a una vera e propria “fuga di talenti” verso gli USA. Tralasciando gli autori britannici, parte integrante del mondo dei comics da decenni, oggi grandi disegnatori italiani lavorano stabilmente nei comics, come Claudio Castellini e Gabriele Dell’Otto, mentre Tito Faraci e il disegnatore disneyano per eccellenza Giorgio Cavazzano, si sono cimentati nella graphic novel L’Uomo Ragno e il segreto del vetro, prima storia di Spider man interamente scritta, prodotta e disegnata in Italia.
Numerosi anche i fumetti nostrani che guardano ai comics: i già citati Kylion, PK e Witch escono in formato comic book, progetti estremamente apprezzati da pubblico e critica come John Doe e Dampyr hanno un appeal che richiama i comics in maniera abbastanza evidente.

In Italia?  
Illuminanti le parole di Marco Schiavone, responsabile dell’etichetta Alta Fedeltà per le edizioni BD, in un’intervista a Lo Spazio Bianco (
www.lospaziobianco.it): “I film hanno prodotto maggiore visibilità che non è stata minimamente sfruttata. Rich Johnstone, una specie di Maurizio Mosca dei comics con il cervello però, proponeva per sfruttare il momento una campagna pubblicitaria finanziata dalle case editrici in proporzione ai loro fatturati, in cui testimonial/lettori di fumetti affermavano il loro amore per il media. Pensa a Samuel Jackson, Stephen King, Quentin Tarantino o i fratelli Wachowsky. Pensa in Italia a Max Casacci dei Subsonica, Manuel Agnelli degli Afterhours, Stefano Benni, Carlo Lucarelli, Daniele Luttazzi. Vabbè. Sarà per il prossimo millennio”.
Pessimista anche Massimiliano Clemente, , direttore editoriale della Tunuè, e responsabile dei contenuti del portale web
www.Komix.it: “In Italia è difficile rispondere a questa domanda perché non esistono dati di vendita, i soli che li comunicano e pubblicano, sono la Disney e Il Giornalino. Della Sergio Bonelli editore si conosce qualcosa di ufficioso, degli altri nulla. Basandoci su queste cifre, sulla chiusura di testate storiche e sulla crescente offerta di nuovi fumetti, possiamo affermare che il mercato è in una situazione di coma farmacologico. I grandi editori continuano a sfornare nuove collane ed ennesime ristampe, i piccoli tentano di trovare il jolly con autori sconosciuti o con fumetti dimenticati che il più delle volte sono anche scadenti. Questo non fa che ingolfare il mercato e spingerlo verso la saturazione, correndo il rischio di fare disaffezionare l’appassionato che deve barcamenarsi tra più edizioni di una stessa serie, ristampe, novità. Il vero problema è che mancano i lettori e quindi gli editori cercano di accaparrarsi i pochi ‘forti’”.
Inferno o paradiso? Purtroppo pare che molti propendano per la prima, lo stesso Sergio Bonelli sottolineò come anche la Bonelli si ritrovasse in ristrettezze mai viste e che alcune collane storiche avrebbero prima o poi chiuso.
Se si guarda solo al fumetto italiano il mercato pare soffocato dalla presenza invasiva di una mole enorme di pubblicazioni, soprattutto manga, che spesso e volentieri trasforma la serializzazione in un suicidio economico (o in un grosso rischio) e costringe a rivolgersi al circuito delle librerie con graphic novel o miniserie e bassa tiratura, a meno di chiamarsi Bonelli o Disney.

Edicola o fumetteria? 
In Italia le edicole, con oltre 40 mila punti vendita in tutta Italia, per la loro capillarità permettono un enorme visibilità anche per un pubblico occasionale, ma sono anche un grosso peso economico per gli editori, perché edicolanti e distributori possono rispedire indietro il materiale invenduto e per poter accedere alle edicole è necessaria una tiratura alta (intorno alle 30 mila copie) che oggi possono raggiungere con pochi rischi solo tre case editrici: Bonelli, Disney e Panini, più la più piccola Star Comics, con  un rischio maggiore. Invece i prodotti esclusivamente da fumetteria sono di alta qualità, hanno tirature basse  e costi di editing maggiori ma sono rivolti a un pubblico di nicchia, rischiando quindi la ghettizzazione.
In USA e Gran Bretagna i fumetti sono diffusissimi e venduti ovunque, dalla drogheria alla libreria, e sono estremamente comuni anche i comics shop. In Italia invece le Fumetterie - librerie specializzate - sono nate solo negli anni 90. Oggi sono circa 300 e offrono notevoli vantaggi per l’editore: la tiratura richiesta agli albi è bassissima (intorno alle 1500/2000 copie), il libraio non può restituire le coppie invendute (il che garantisce all’editore maggiori certezze) e all’interno della fumetteria il fumetto trova il suo spazio ideale, è ben valorizzato e non risente dell’esposizione a volte poco dignitosa delle edicole, inserito spesso fra porno, romanzi rosa e riviste per bambini. Le fumetterie iniziano dai fumetti ma non si fermano lì: il merchandising copre una gran fetta delle entrate, le cosiddette action figures (riproduzioni snodate di personaggi dei fumetti), che in Italia vengono bollate come “giocattoli”, ma fra gli appassionati hanno una popolarità altissima, spesso più alta dei fumetti stessi, oltre a magliette, sculture, portachiavi, pupazzetti e quant’altro.Tutte le fumetterie più grandi hanno anche un reparto video, in cui l’offerta va dai cartoni animati giapponesi e americani, ai serial televisivi, ai film attinenti ai fumetti o alla fantascienza.
Secondo Massimiliano Clemente “le edicole hanno svolto un ruolo fondamentale nella diffusione di alcuni prodotti (riviste d’autore) e continuano a farlo per altri, ma l’avvento delle librerie specializzate ne ha limitato la funzione. Negli ultimi anni, però, stanno trovando una loro fisionomia e credo possano tornare utili per alcune tipologie di prodotti editoriali.
È da tanti anni che si ripete che le librerie specializzate saranno il futuro per il ‘mondo della lettura’. Al di là dei generi, l’avanzata della grande distribuzione e delle catene storiche (Feltrinelli e Mondatori) obbligano i piccoli a specializzarsi in qualche settore. Le fumetterie suppliscono egregiamente a questo aspetto. Il loro valore aggiunto è rappresentato dalle competenze specifiche del gestore che, nella maggior parte dei casi, è un appassionato in grado di consigliare il cliente e valutare le offerte del mercato.”

Repubblica e i classici: come il fumetto uscì dal guscio…
I Classici del fumetto di Repubblica costituiscono una tappa centrale del fumetto in Italia: sono state riproposte opere estremamente eterogenee, sia autoconclusive che seriali, dal fumetto più autoriale, come Watchmen o Corto Maltese, a comics mainstream come L’Uomo Ragno, Mandrake e Superman, strip comiche come Peanuts e Lupo Alberto, fino al fumetto seriale Italiano (Dylan Dog, Tex, Diabolik) ed europeo (XIII, Tin-Tin, i Puffi), e un passo anche nel manga con volumi dedicati agli autori Otomo e Taniguchi. I dati di vendita sono stati eccellenti, 900 mila copie il primo numero con Corto Maltese, 400 mila per i successivi.
E’ stato fondamentale lo sdoganamento del fumetto in Italia, che ha aperto uno spiraglio per uscire dalla nicchia in cui è chiuso; d’altronde lo stesso Luca Raffaelli, fra i curatori del progetto, ricorda che l’Italia è solo a un passo dalla Francia, dove i fumetti vendono 20 volte tanto (per dare un’idea, nel 1992 la graphic novel di Enki Bilal Futuri Imperfetti, fu premiata dalla prestigiosissima rivista Lire come miglior libro dell’anno… ma non libro a fumetti, libro in generale!). L’iniziativa ha avuto un tale successo da guadagnarsi un seguito, con i Classici serie Oro.

Maxi schermo e dolby surround per seguire il tuo fumetto preferito
Il rilancio dei fumetti nel nuovo millennio ha visto protagonista anche il cinema: i due episodi  di Spider Man e di X-Men, Batman Begins, La leggenda degli uomini straordinari, La vera storia di Jack lo squartatore, Fantastici 4, Garfield, Hulk, Daredevil, Elektra, la trilogia di Blade, Sin City, The Punisher, Constantine, Hellboy… tutti usciti dal 2000 in poi! E altri di prossima uscita, come Ghost Rider con Nicholas Cage, il nuovo Superman, Watchmen e V for Vendetta, insomma: una fiumana di titoli!
Ma non si tratta proprio di novità assoluta: gli anni 70-80 avevano già visto delle orrende pellicole a tema (indimenticabile l’orripilante Uomo Ragno che lanciava reti da pesca al posto delle ragnatele, o Fantastic 4, così brutto che la Marvel lo ritirò acquistandone tutte le copie), e gli anni 90 avevano proposto alcune ottime pellicole, come i due Batman di Tim Burton e i meno riusciti capitoli successivi, ma anche i film di Superman.
Oggi pare che qualcuno abbia tolto il tappo, le mosche bianche Batman e Superman erano personaggi troppo popolari per fare testo, ma quando veri prodotti di nicchia come Hellblazer ed Hellboy diventano film si intuisce che qualcosa sta cambiando. Will Eisner sosteneva che il fumetto è sempre stato avanti rispetto al cinema, perché 50 anni fa i fumetti mostravano ciò che solo oggi il cinema può far vedere (Flash Gordon negli anni 30 aveva astronavi e alieni che sarebbero arrivati solo negli anni 70 nel cinema, per motivi tecnici e tecnologici).

La manga invasion!
Il mercato oggi è dominato dai manga, con pubblicazioni di ogni tipo. L’elenco delle case editrici che importano manga è lungo, le principali sono la Star Comics, Panini/Planet Manga, e Dynit (che si occupa anche di video), poi un vasto numero di case editrici con un’offerta più ridotta come Shinvision, Play Press, Hazard, Flashbook.
Il manga giapponese non mira ai bambini, ma è un “prodotto integrato” dedicato agli adulti, cioè un prodotto che non si risolve nel solo fumetto ma è costituito da diverse parti complementari, per cui ogni manga al 90% ha un anime abbinato, dei modellini e dei cd musicali. Anche in Italia più o meno la linea è comune, almeno per i manga di maggior successo, anche se da noi il target è quello dei ragazzini più piccoli: Detective Conan e One Piece della Star Comics, Yu-Gi-Oh di Planet Manga, G.T.O. di Dynit, Beyblade della Play Press sono alcuni esempi di connubio di vari fattori commerciali (fumetto+serie tv+merchandising).
I manga da cui è tratto un cartone animato sono un grosso richiamo per ragazzini appassionati delle serie televisive. Ci sono poi le ristampe di serie dedicate a personaggi che nel passato hanno avuto serial animati di successo, come Kimba il leone bianco di Hazard, Dragonball, Gundam e Orange Road della Star, o Galaxy Express di Planet Manga.
Il vero otaku (cioè appassionato di manga e anime) è spesso alla ricerca di produzioni più ricercate, e il mercato italiano ne è pieno, dedicate a un pubblico più adulto e smaliziato di quello dei ragazzini. A cominciare da ristampe di vecchi capolavori come Akira di Katsushiro Otomo, storia di un mondo post nucleare da cui fu tratto un lungometraggio animato che ha segnato la storia dell’animazione, il fantasy 3X3 occhi del grande Yuzo Takada e tutte le opere del maestro Osamu Tezuka pubblicate da Hazard, per arrivare a prodotti nuovi e innovativi come Berserk, in cui Kentaro Miura riproduce un medioevo condito di elementi mistici e fantasy, accompagnati da un citazionismo storico estremo (i primi numeri originali di questo manga hanno raggiunto quotazioni stellari) o Manga Bomber, che racconta le esilaranti quanto violentissime lotte fra mangaka (autori di manga), ma è impossibile nominare tutte le pubblicazioni interessanti.

Dalla Marvel alla DC
I comics, cioè i fumetti americani, sono secondi solo ai manga per quantità di materiale pubblicato. Se prima si trattava solo di strip (le strisce dei quotidiani), dagli anni 70 in poi il formato comic book (quello de L’Uomo Ragno per intenderci) ha sfondato anche in Italia grazie ai supereroi della Marvel.
Oggi la casa editrice che offre il maggior numero di fumetti americani è la Panini con due divisioni editoriali: Marvel Italia e Panini Comics. La Marvel Italia si occupa della Marvel, dall’Uomo Ragno agli X-Men, fino alle innovative serie Ultimate, lo fa con uscite seriali fisse, generalmente mensili (tranne rare eccezioni, come L’Uomo Ragno bisettimanale) e speciali da libreria.
La linea Panini Comics si occupa di etichette indipendenti, come la Image/Top Cow (Witchblade, Fathom e Tomb Rider) e titoli fra cui Spawn di Todd McFarlane, Simpsons Comics (le avventure di Homer e famiglia) e alcuni adattamenti dal cinema (Star Wars, Batman Begins).
L’altra major americana, la DC comics, invece conosce periodi editoriali più tribolati nel nostro paese: in passato le serie maggiori erano una presenza fissa nelle edicole, ma oggi escono unicamente in fumetteria. L’universo DC ufficiale è pubblicato in Italia solo da Play Press, che importa solo una manciata di personaggi come Batman, Superman, Justice League of America, Outsiders, Green Arrow ed Empire, alcuni pubblicati sulla rivista antologica DC Magazine.
Più vasta la pubblicazione delle etichette alternative della DC: Wild Storm di Jim Lee, ABC di Alan Moore e Vertigo (la linea “adulta” della DC), edite in Italia da Play Press e Magic Press, e mirano ad un pubblico più adulto e smaliziato (con titoli difficili come Sandman o Sin City).
Il resto del mercato è riempito da piccole case editrici che propongono prodotti per lo più dedicati a un pubblico ristretto, già detto di Magic Press, ci sono anche Free Books, con Strangers in Paradise e i fumetti “maturi” della Dark Horse, la Star Comics, che pubblica l’antologica Star Magazine, dalle ottime proposte indipendenti, e Star Books, con numeri unici e serie innovative (l’ultima The Gray Area di John Romita Jr).
Fra le piccole case editrici le Edizioni BD, che pubblicano il serial Savage Dragon della Image comics, la Kappa edizioni con lo Spirit del compianto Will Eisner, e alcuni prodotti particolari proposti da Black Velvet (Addio Chunkye Rice di Craig Thompson) e Salda Book (Liberty Meadows e The Walking Dead).
Gran parte del mercato dei comics, escludendo Panini, si concentra quindi in libreria, dove miniserie e graphic novel in eleganti e costosi volumetti spopolano fra gli appassionati. Pur non raggiungendo i picchi di prodotti nostrani come Dampyr e Rat Man però i comics si mantengono mediamente più a galla rispetto al fumetto italiano.

Le produzioni made in Italy
Il made in Italy è sempre numeroso, la Bonelli detta legge in quanto a numero di serie, con bestseller quali Dylan Dog, Tex, Nathan Never, Dampyr e altre pubblicazioni, e ha imposto un certo standard del fumetto italiano. La Panini Comics vanta alcune gustose mosche bianche: il divertentissimo Rat-Man di Leonardo Ortolani, osannato da pubblico e critica e in cima alle preferenze degli appassionati, la serie regolare di Ken Paker di Berardi e Milazzo, e la ristampa de La compagnia della forca dal genio di Magnus, oltre ad alcune graphic novel. La gloriosa Eura editoriale propone le antologiche Lanciostory e L’Eternauta 30 anni dopo la loro nascita, assieme a serie classiche e nuove, come Dago, Detective Dante e lo stupendo John Doe, altro beniamino della critica. La Star Comics ha anche lei nel parco testate due serie regolari come Lazarus Ledd e Jonathan Steele. Poi la sempreverde Disney, che oltre a Topolino e compagnia, oggi si rivolge anche a un pubblico diverso grazie ai + moderni PK, Witch, Monster Allergy e Kylion dell’etichetta Buena Vista Lab (tutti con un gusto a metà fra il Disney style, i manga e i comics). Da qui in poi poca serialità: la Alessandro Edizioni offre molti lussuosi volumi da libreria, dedicati a Magnus, a De Luca e alla Druuna di Serpieri. Anche Lizard edizioni propone quasi unicamente graphic novel, fra cui i lavori di Hugo Pratt (Gli scorpioni del deserto), i libri di Ken Parker e la prima soap opera a fumetti, Eva mirando. Poi Hazard edizioni che propone numerosi libri a fumetti di autori come Lorenzo Matotti, Alfredo Castelli o Andrea Camilleri (un racconto di Montalbano). Interessanti le produzioni delle edizioni BD (tra le più innovative), anche col marchio Alta Fedeltà, fra le tante 100 Anime di Buscaglia e Crippa e l’antologica Alta Fedeltà, con autori stranieri ma anche italiani importanti come Faraci, Cajelli, Ruju ed altri. Da citare la neonata Tunuè, specializzata in saggi ma che propone Intermezzi di Davide Zamberlan. Concludono la veloce e poco esaustiva panoramica classici come Alan Ford della Max Bunker Press e Diabolik. 

Rat-Man fa visita a Bazar
Il popolare autore di fumetti Leonardo Ortolani (Rat Man, Le meraviglie della natura, Venerdì 12, Le meraviglie della tecnica) ha accettato di rispondere a qualche domanda di Bazar sul mondo dei fumetti... onorati!
Qual' è secondo te lo stato di salute del mercato editoriale fumettistico?
Sta bene, grazie. Mai visti tanti fumetti in vita mia tutti insieme. 
In che direzione sta andando il fumetto dal punto di vista creativo?
Secondo me va giù a destra, dopo il semaforo. C'è una trattoria. Si mangia benissimo, anche se il proprietario ci attacca sempre delle pezze mostruose, e quando ci vede ci dice sempre "Rat-Man!...Cosa facciamo, con questo Rat-Man? Lo facciamo papa?" Noi ridiamo, per cortesia, poi speriamo che non inizi a parlare della legione straniera e di come una baionettata nello stomaco brucia, perché le feci si spargono nell'addome e bruciano, eh?
Non so gli altri fumetti, dove stiano andando, io vado spesso là.
Edicola o fumetteria?
Per me va bene in entrambi i posti, basta che poi ci sia! In fumetteria ci sta bene, come quando uno vuole del salame e va in salumeria. A sinistra, dopo l'incrocio, ci sono infatti "Le sorelle Picchi", che sono una gastronomia dove ci sono i salumi più buoni della città. Però niente fumetti, per quelli devo tornare indietro, giù da Borgo Felino e poi in Borgo Regale.
Come valuti il rapporto fra fumetto e altri media? Per te a che livello di "avanguardia" e innovazione è il fumetto rispetto ad altri media creativi di massa?
Eh, questa non l'ho mica capita. Mi spiace. Non posso saperle tutte. Però so dove posso fare delle ottime fotocopie. 
Come sta cambiando il fumetto in relazione al contatto sempre + frequente fra diversi approcci, orientali o occidentali?
Beh... Io sono stato morso da un fumetto Marvel radioattivo e da allora sono costretto a seguire quella contaminazione lì. Gli altri, è evidente che ognuno è stato morso da cose diverse, è ovvio che poi sono contaminati anche loro. Quanto? Non lo so. Io per fortuna sono stato morso anche dallo stile di autori italiani e da un tipo di narrazione un po’ poco classica e molto cinematografica. Così mescolo tutto, lo rigurgito e pare proprio che non stia copiando o seguendo nessuno. 
L' auto produzione è ancora una risorsa importante per il fumetto italiano?
Non lo è mai stata. Cioè, era una risorsa importante per i fumettisti italiani, che è diverso. Sennò nessuno ci vedeva. Non lo so se la è ancora adesso. Mi hanno notato, e sono fuori dall'autoproduzione da un po’. 
Qual' è la + grossa opportunità attuale non sfruttata che aiuterebbe l' editoria a fumetti a decollare ancora una volta?
Stamparli sulla carta igienica. Li leggerebbero tutti. 
Dicci almeno 3 titoli che incarnano il futuro del fumetto internazionale e 3 titoli che fanno altrettanto per quello italiano.
Eh...? Bene, l'intervista è finita, torno a disegnare... Io, purtroppo, non so mai molto di quello che mi succede intorno, perché a me interessano solo due cose: donne e fumetti. Il resto, lascio che accada, poi lo rimodello a modo mio nelle mie storie. Scusatemi!

Ringraziamo Marco Schiavone, responsabile dell’etichetta Alta Fedeltà per le Edizioni BD, Massimiliano Clemente, responsabile dei contenuti di www.komix.it e direttore editoriale delle Tunuè, Leonardo ortolani, autore di Rat-Man e Venerdì 12, per le interviste concesse.


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