uSiamo altri occHi
per guardare le cose in modo diverso, e provare a capirle...

Bambine soldato in Costa d'Avorio: da leggere a manciate!
Il testo nasce dall’esperienza del progetto “Ho smesso di fare il soldato” promosso da Soleterre Onlus che prevede la smilitarizzazione e il recupero delle ex bambine soldato in Costa d’Avorio avviandole a una vita lontana da armi, stupri e violenza. Savanè è il nome di una ex bambina soldato. Nel libro di Damiano Rizzi e Massimo Zaurrini sono contenute 4 storie di altre bambine che, nel conflitto ivoriano, hanno dovuto rinunciare all'infanzia e hanno conosciuto la violenza. Dopo l’interessante prefazione di Giulio Albanese il volume illustra, anche attraverso le immagini di Mauro Corinti, il complesso e dimenticato fenomeno delle bambine sodato.
Nel lungo conflitto che coinvolge da 10 anni la Costa d’Avorio, oltre 20.000 bambine soldato sono state costrette a imparare il mestiere delle armi. I loro occhi non conoscono lo stupore dell’infanzia. Hanno dato e subìto violenza e, a differenza dei bambini soldato, sono state costrette a vendere il loro corpo e si sono ritrovate presto con figli che non potevano tenere e che a volte sono finiti nelle fosse comuni. Qualcuna è impazzita, e ora gioca con una corda per calpestare il filo maledetto che ha legato la sua giovane anima alla follia della guerra.
Alcune ex bambine soldato hanno iniziato un nuovo lavoro presso atelier di sarti, parrucchieri, cuochi e artigiani di Bouaké. Per le ragazze madri invece sono state previste alcune Attività Generatrici di Reddito, quali la preparazione e vendita di bevande e pasti caldi.
I diritti d’autore derivanti dalle vendite di questo libro verranno interamente devoluti al progetto “Ho smesso di fare il Soldato”.
Info: Infinito Edizioni, tel: 06/9309839. e mail: info@infinitoedizioni.it
www.soleterre.it

Il realiTy aCcessibile
Il “caso” Miss Ability, che ha sbancato lo share e ha entusiasmato il pubblico: facciamolo arrivare in Italia!
In Olanda, terra natia di tanti reality show, si è appena concluso, con grande successo di pubblico, un originale concorso di bellezza. Infatti, a sfidarsi per la prima volta sono state giovani donne che dovevano avere "un handicap visibile ad occhio nudo". Alla fine il pubblico, mediante il televoto, ha decretato vincitrice per la passata edizione Roos Prommenschenckel. Handicap visibile: uso della carrozzina. A incoronarla il Primo Ministro Olandese Jan Peter Balkenende.
E se il format arrivasse anche in Italia? Sarebbe sicuramente una novità interessante, anche considerando che la partecipazione dei diversamente abili nei palinsesti nostrani è rara, specialmente nei programmi di intrattenimento, e spesso è limitata a spazi sul sociale. E’ anche vero che lo spettacolo è tra i modi più rapidi ed efficaci per superare i pregiudizi e può rompere il moralismo e il politicamente corretto che da sempre ci affligge.
In attesa di giudicare meglio e comprendere la reale fattibilità di questo reality in Italia, restano le parole dei produttori di "Miss Ability", il cui scopo è quello di mostrare l'ottimismo dei disabili: "Spesso i disabili sono considerati patetici e sono compatiti da tutti. Miss Ability invece mostra che i disabili, a differenza delle persone senza problemi fisici, sono sempre ottimiste. Essi cercano di superare le loro paure, pensano positivo e desiderano essere trattate come tutte le persone di questo mondo".

L'aria salata di ALESSANDRO ANGELINI
In sala dal 5 gennaio la pellicola con Giorgio Pasotti
È uscito il 5 gennaio scorso, il primo lungometraggio di Alessandro Angelini, “L'aria salata”. Ex volontario nel carcere di Rebibbia, documentarista con 4 titoli all'attivo, Angelini sa che “per i detenuti è costante il pensiero verso i famigliari che, a modo loro, scontano anch'essi la condanna. Questo concetto è stata l'idea di partenza", dice l'autore. Che infatti rende gli esterni, notturni o plumbei sotto una musica straniante, quasi una prosecuzione del penitenziario. Il film mette in scena l'incontro, drammatico e intenso, tra un giovane educatore carcerario, Fabio (Giorgio Pasotti) e il padre, trasferito nella prigione dove lavora il figlio dopo aver già scontato vent'anni di una condanna per omicidio. E nel film la condizione interiore è lo strazio dell'irrimediabilità in tutti i personaggi, ognuno dei quali ha cercato di affrontarlo a modo suo. Molto del merito di questo clima sentimentale va all'attore Giorgio Colangeli (una lunga esperienza in teatro e, più recentemente, TV e cinema), un protagonista scontroso come chi sa di essere responsabile della propria rovina e con la profondità dei dolori passati.
“L’aria salata” di Alessandro Angelini
Sceneggiatura: Alessandro Angelini, Angelo Carbone
Cast:

Giorgio Pasotti, Giorgio Colangeli, Micaela Cescon, Katy Louise Saunders
Produzione:
Rai Cinema, Bianca Film
Anno: 2006
Genere: Drammatico 


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