aTTacco O diFesa? ROBA da ANIMALI!
Rabbia, aggreSSività, attaCCo e difesa fanno parte del nostro piccolo quotidiano e del vivere mondiale delle nazioni. Ma cosa succede nel regno animale (di cui pure faCCiamo parte)?

Negli animali si può interpretare la rabbia in almeno due modi:
1) come un'alterazione dei parametri fisiologici e morfologici che prepara il soggetto a compiere un'azione di attacco;
2) un comportamento strategico per valutare, minimizzando il rischio, le intenzioni dell'avversario.

La rabbia è ben identificabile e in qualche forma misurabile. Per esempio, nei cani il battito cardiaco aumenta, le labbra arretrano esponendo i denti, il corpo si protende in avanti, il pelo si drizza sulla schiena, la postura si fa rigida, i movimenti cauti, le orecchie si sollevano e l'animale ringhia. L'eventuale attacco rende ragione del battito accelerato ke produce una maggiore ossigenazione ed è utile quanto l'esposizione dei denti che evita lesioni alle labbra durante le aggressioni. Il significato del ringhio, dei peli eretti e della postura rigida è meno evidente, ma si spiega col fatto che la rabbia non è unicamente un atto preparatorio, ma anche un segnale. Infatti un certo comportamento è interpretato come un segnale quando aumenta la probabilità che ad esso segua un azione specifica, in questo caso l'attacco.

Come tutti i segnali può essere manipolato, modificato o celato a seconda degli scopi del soggetto. La comunicazione e la simulazione della rabbia negli animali ha un ruolo essenziale nel raggiungimento di un obiettivo. Se un individuo vuole raggiungere un obiettivo costituito da un territorio, da un partner sessuale, da una fonte di cibo o dall'affermazione del proprio rango, se è ostacolato da un altro individuo può manifestare o simulare rabbia. Lo scopo adattivo di queste manifestazioni è ridurre allo stretto necessario i conflitti fisici e quindi il rischio di ferirsi. La teoria dei giochi si adatta molto bene allo studio della rabbia quale forma di comunicazione di un proprio stato che precede un conflitto.

E' logico che in alcuni contesti sarà utile manifestare con la rabbia una minaccia d'attacco, con lo scopo di indurre l'avversario a una ritirata senza costi; d'altra parte, in altre occasioni sarà + conveniente attaccare senza preavvisare la propria intenzione, anzi celandola del tutto. La teoria dei giochi possa servire a interpretare i comportamenti strategici degli animali e forse, almeno in parte, dell'essere umano.

Ti grido la mia rabbia o ti aTTacco subito?
Un tipico dilemma che un animale si trova ad affrontare in uno scontro con un avversario di cui non conosce le reali capacità è se segnalare la propria rabbia e verificarne gli esiti sull'avversario, oppure attaccare subito con la prospettiva di vincere oppure pagare i costi della sconfitta. Questo problema venne analizzato nel 1973 da Maynard Smith con il gioco di "falchi" e "colombe". Il falco è il giocatore che attacca senza segnalare la propria rabbia, si avventa contro l'avversario e o vince tutto, o perde e paga lo scotto della sconfitta. La colomba è il giocatore che segnala il proprio disagio (si arrabbia) e se attaccato cerca di ritirarsi senza pagare i costi della sconfitta. Per evidenziare la differenza fra le 2 strategie, consideriamo una popolazione di falchi e di colombe costituita da individui delle singole specie tutti uguali fra loro. I falchi, competendo per la preda, si scontreranno con altri falchi e possono vincere o perdere; se vincono, vincono tutto; se perdono, perdono tutto. Le colombe invece si scontreranno con altre colombe e possono vincere o ritirarsi, ma non perdere. D'altronde, anche la lotta con i falchi non le vede sempre soccombenti, perché le colombe, coscienti della loro debolezza, evitano per quanto possibile il fatale incontro che le vede sempre soccombenti. Un animale, posto in una situazione con le regole citate, deve decidere se gli conviene fare il falco oppure la colomba. Per questo, deve sapere 4 cose:
1) quanti falchi ci sono nella popolazione;
2) quali sono i benefici della vittoria;
3) quali sono i costi della sconfitta;
4) la durata del gioco o il numero degli scontri da affrontare.

Ogni giocatore, condotto da un complesso di motivazioni e obiettivi di breve, medio, o lungo periodo, agirà come crede più opportuno, rispettando o infrangendo ulteriori eventuali regole. Con queste premesse, è chiaro che il comportamento di giocatori razionali sarà funzionale al vantaggio ottenuto dalla vittoria e al costo subito dalla sconfitta: se il costo della sconfitta è piccolo tutti gli animali nella popolazione saranno falchi, ma più falchi ci sono nella popolazione maggiore è il rischio di incontrarne uno e pagare i costi della sconfitta. Se la sconfitta significa la morte, e la vittoria solo un pasto in più, le colombe non muoiono mai, tutt'al più rinunciano ogni qualvolta incontrano un falco ad un pasto mentre ogni volta che un falco combatte contro un altro falco uno dei due muore, anche se qualora incontra una colomba ottiene sempre il pasto. Quindi in queste condizioni conviene essere colomba.

Non è superfluo aggiungere che la possibilità di valutare le capacità dell'avversario nel mantenere o conquistare la risorsa consentiranno a falchi e colombe comportamenti più informati. Per esempio, le dimensioni fisiche possono essere spesso ottime indicazioni delle capacità di combattere dell'individuo, o le caratteristiche delle "armi" di offesa (denti, zanne, corna, unghie). Quindi alcuni insetti utilizzeranno la misura della apertura delle antenne, i mammiferi le dimensioni della massa corporea o delle corna o zanne etc. Se le armi di difesa e/o offesa di un individuo sono molto pericolose, come i denti dello squalo, le zanne di una tigre o le corna del cervo, si può ragionevolmente pensare che il rischio di trovarsi in una situazione del tipo falchi e colombe sia assolutamente sconsigliabile perché i costi della sconfitta potrebbero essere fatali.

Parafrasando questo comportamento nel nostro vivere c’è da chiedersi se il comportamento tutto-muscoli, spesso caratteristico delle civiltà occidentali, sia sempre il migliore, il più funzionale o se a volte, come mostra di fare la colomba, sarebbe meglio “rinunciare a un pasto”…considerando che i benefici sarebbero più elevati dei costi.

Il cosiddetto male / Konrad Lorenz. - Milano : Il Saggiatore, 1969.


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