mica solo rocK...
dal rock progressive della PFM a quello di una delle band rock europee x antonomasia. Ma godetevi anche una miscela originalissima di punk e folk irlandese...
PfM
La storia si presenta sul palco e continua ad alimentare il proprio mito. Ed è proprio il caso di ammetterlo quando si parla della Premiata Forneria Marconi. E’ passato un trentennio dalla Storia di un minuto che segnava l’esordio della band composta da Franz Di Cioccio alla batteria e voce, Flavio Premoli alle tastiere, Franco Mussida alla chitarra e Giorgio Piazza al basso, sostituito dopo pochi anni dall’ex-Area Patrick Djivas. Ma pochi gruppi in Italia possono vantare una curriculum così imponente: PFM è una parola che signfica una fetta importante della via italiana al rock progressive. Dalle influenze beat, al rock importato in Italia, anzi lo spaghetti rock, così come lo chiameranno gli americani durante le prime entusiastiche tourneè della band oltreoceano. Dalle collaborazioni con Mauro Pagani e Fabrizio De Andrè, alle performance live a supporto di Yes, Santana, King Crimson per citarne alcuni. Passando per pezzi immortali come Celebration o Impressioni di Settembre con quella capacità, che oggi sembra persa, di costruire musica coniugando eccellenza compositiva e geniale semplicità. Raccontare la storia della PFM in un minuto è impossibile. La storia parla da sé. La storica band ritorna in tour presentando uno spettacolo avvincente e rivoluzionario, pronto a ribaltare il rapporto con i proprio ascoltatori. Tutto questo sarà Stati d’Immaginazione.
16 Firenze, Saschall
18 Brescia, Nuovo Teatro
22 Cittanova, Teatro
23 Catania, Teatro Metropolitan
24 Palermo, Teatro Golden
26 Savona, Teatro Chiabrera

EUrOPE
L’epicità tragica del pop-melodico degli svedesi Europe è tutto nella loro storia prima ancora che nei loro successi da pop charts. Band rock per antonomasia, specchio di un decennio come poche altre figure, hanno approfittato del successo quasi sconfinato del pezzo manifesto di un’epoca, The Final Countdown, per poi sparire. Ma, ed è qui che si vede il vero talento, risorgere. Perché è dato a pochi, per utilizzare il tono tragico e potente della loro musica, di morire e poi risorgere. Merito di uno zoccolo duro composto da musicisti che non avevano nulla da invidiare a nessuno: Joey Tempest alla voce, John Norum alla chitarra, al posto del quale si avvicenderà un altro talento melodico come Kee Marcello e John Leven al basso. E merito di una perseveranza che porterà di nuovo questa band da stadio ad offire ancora i successi di un’epoca. In mezzo tanti problemi, uno scioglimento all’inizio degli anni novanta ed un pubblico forse più sensibile alle mode, che all’affezione come oggi. Tanto revival anni ’80 nei loro concerti, ma chi può dire che non lo meritino? E poi chiunque abbia vissuto quegli anni non potrà non ricordare con nostalgia la pomposa energia capace di sprigionare alcuni dei riff più famosi della storia del rock!
23 Milano, Alcatraz
24 Roma, Teatro Tendastrisce
26 Nonantola, Vox

MODENA CITY RAMBLERS
Apripista, pionieri. Come solamente i vagabondi riescono ad essere. Ecco che per una volta un nome può essere un destino. I ramblers emiliani, i vagabondi che partendo da Modena hanno deciso di fondare una miscela originalissima di punk e folk irlandese, il tutto condito con una posizione politica ben schierata e fortemente impegnata nascono dal manifesto Combat Folk, anno di grazia 1993. All’oscuro dai clamori ufficiali, si crea quasi per gioco questo ensemble aperto a tutte le contaminazioni ed a tutte le participazioni. Un gruppo che diventerà, attraverso il successo costante del passaparola, un punto di riferimento e coagulazione all’interno delle energie musicali e culturali della cosiddetta ‘cultura antagonista’. Nel frattempo il combat folk è cresciuto, ha visto avvicendarsi nella band diversi leader e diverse dipartite, ultima in ordine di tempo quella della voce di Cisco alias Stefano Bellotti nel 2005. Ha riempito palazzetti, forte di un pubblico di fedelissimi sempre più infoltito, ha partecipato al concerto del 1 Maggio da protagonista, ha annoverato tra le sue collaborazioni personaggi come Ivano Fossati e Luis Sepulveda. E poi l’impegno politico: la partecipazione in Bolivia al ventesimo anniversario della morte di Che Guevara nel 1997, il supporto ai rifugiati del Sarahawi e le lotte politiche nel Sud America. Quasi impossibile distinguere la loro musica dalla loro utopia. Un percorso di lotta e partecipazione, nato dal basso e diventato grande.
6 Orzinuovi, Buddha
11 Venaria Reale, Teatro della Concordia
12 Cortemaggiore, Fillmore
18 Milano, Alcatraz
19 Pordenone, Deposito Giordani
20 San Vittore di Cesena, Vidia Club

imXdibili

GIULIANO PALMA & THE BLUESBEATERS
12 Taneto di Gattatico, Fuori Orario
13 Bologna, Estragon
17 Pescara, Megà
19 Roncade, New Age
20 Cortemaggiore, Fillmore
22 Torino, Piazza Vittorio
27 Milano, Alcatraz

PLAID
12 Roma, Brancaleone

QUINTORIGO
3 Apricena, Precina Winter Festival
11 Cesena, Teatro Verdi
18 Trieste, Teatro Toniolo
26 Cento, Teatro Borgatti

NICCOLO’ FABI
26 Bussolengo, Gate 52
29 Siena, Teatro dei Rozzi

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