Punta, tendi, centra!
DICEMBRE è SAGITTARIO

A CURA DI MARCO PESATORI E LAURA GHIRLANDETTI

Cara Laura,
hai mai visto una freccia con + punte, che prende tre o quattro direzioni contemporaneamente, o una freccia che va verso l’alto e verso il basso, a destra e a sinistra? La freccia ha una sola direzione, è e segue la linea retta nella maniera + rapida e veloce.
Questa è l’essenza del Sagittario, di essere freccia: movimento rapido, velocità, idea di bersaglio sempre presente meglio se difficile: il bersaglio facile al Sagittario non interessa.
Questo carattere è un carattere semplice, chiaro, diretto, lineare, energetico, potente; l’energia è energia in movimento questa è l’essenza del Sagittario. Carattere solare, privo di sfumature, doppi fondi, tripli sensi…La freccia ha una sola punta, e una sola direzione.

Certamente in questa semplicità solare, e immediata possiamo avere anche limiti di una certa ingenuità: chi ha l’esperienza e la conoscenza dell’ombra a volte ha uno strumento in più; al Sagittario non piace l’ombra, non piace la contorsione, il labirinto, la tortuosità; questa è una sua grande qualità, ma da un punto di vista strategico può essere anche un limite.
L’altra metafora di questo carattere è il centauro, che nel mito era metà uomo metà cavallo. Il Sagittario è un cavallo che non può stare nel recinto troppo stretto, ogni tanto ha bisogno di galoppare, di sgroppare, saltare i recinti di concedersi uno steeple chase; il gusto della velocità (gran premio, mille metri, pista corta), o per la prova di resistenza impossibile esalta questo carattere che notoriamente è abbinato all’esplorazione.

Esplorare, conquistare, raggiungere le vette, concedersi la grande impresa: attraversare a remi l’Oceano Pacifico; attraversare il deserto; dormire dove capita…
Carattere robusto anche fisicamente è tutto il contrario di una vita fatta di due locali più servizio. Il Sagittario deve andare, volare, conquistare, porsi dei traguardi possibilmente difficili, e questo vale anche per l’amore… servirsi su di un piatto d’argento toglie a questo carattere la carica desiderante; ha bisogno di un obiettivo mai semplice. Quindi, evitiamo di relegare il cavallo da gran premio in una stalla senza respiro: ha bisogno di spazi.

Sopra, nella parte della mente e dell’inconscio, è anche il segno di Chirone, il centauro medico degli dei, ascoltato da Giove stesso per superare ogni problema eventuale. Esplorazione non più fisica e corporale, geografica, ma interiore mentale e filosofica.
Al tempo stesso essendo un carattere estroverso e vitale, non ama molto l’introspezione fine a sé stessa. Anche qui l’energia e la carica data dalla conoscenza si esprimono immediatamente in un estrovertire la parola attraverso l’insegnamento, il Sagittario è un insegnante; a volte anche un tuttologo che insegna all’idraulico ad aggiustare i rubinetti, che fa la psicanalisi allo psicanalista, che insegna al meccanico che cos’è uno spinterogeno, che insegna a Kant ed Hegel la logica e la dialettica!

Ciao, Marco.

Caro Marco,
All’opposto dello Scorpione, il segno di questo mese ci appare chiaro, solare, “apollineo”: il Sagittario sembra essere zenitalmente privo di ombre e complessità: una superficie liscia e compatta, lineare come una freccia, ma anche forte e caparbia come la sua punta; immagine di una volontà robusta, priva di cedimenti e di doppigiochi.
Fortemente direzionato e vivo di un suo mai sopito senso di indipendenza, il Sagittario ha in sé una fierezza selvatica ed errante: quella che il suo stesso simbolo rappresenta: il cavallo. Ancor di più il centauro: metà uomo metà cavallo.
Parli di Chirone: il medico degli dei, il pedagogo di Achille, di Esculapio, di Giasone: il più grande e il più saggio dei Centauri; ricordato anche da Dante nel canto XII dell'Inferno, contrapposto idealmente al Minotauro, e alla sua “matta bestialità” che aveva proprio nel labirinto la sua tana, e la sua prigione…

Viene in mente (e non solo per le frecce) la storia di un montanaro svizzero, reso famoso da Gioacchino Rossini, la cui sfida “impossibile” fu una mela: Guglielmo Tell, che nel XIII secolo uccise uno spietato tiranno, liberando l’intero suo popolo.
Guglielmo, reo di non essersi inchinato dinnanzi alla colonna che sorreggeva il cappello del tiranno, avrebbe salvato se stesso e il figlioletto da morte certa solo se non fosse riuscito nell’impresa di colpire una mela posta a 100 passi di distanza da lui, che stava in equilibrio sulla testa del figlio.
Concentrazione, e pochi dubbi. La freccia scoccò rapida: un attimo, e la mela cadde perdendo il suo succo. Il tiranno indiavolato, chiese ragione del fatto che nella faretra ci fosse ancora una freccia. Guglielmo senza labirintici esercizi di diplomazia gli rispose sinceramente: “se avessi colpito mio figlio, la seconda era lì pronta per te!”. Il tiranno ordinò alle guardie di imprigionare il ribelle, ma, mentre il popolo insorgeva, nemmeno la seconda freccia tradì la volontà dell’arciere. E fu così che il tiranno trovò la propria morte nella sincerità di una risposta che non lasciava dubbi.

Forse il pericolo non si trova solo nell’ombra. Forse la semplice libertà nasconde il suo arcano. Forse è solo un equilibrio raggiunto: un gioco di forze che tende a un fine; una freccia che salva, ma che sa anche ferire.

IL LIbRO: Corona Mauro  “Nel legno e nella pietra” Mondadori 2003; Collana Omnibus italiani

LA MOSTRA: Umberto Boccioni dal 6 ottobre al 7 gennaio 2007, Palazzo Reale Milano;
info su: http://www.comune.milano.it/webcity/portale/palreale.nsf/wall/DSEV-6RZCVM ;   www.mostraboccioni.it

IL FILm: Giovanna D'Arco (1999)
Regia di Luc Besson; con Faye Dunaway, John Malkovich, Dustin Hoffman, Vincent Cassel, Tchéky Karyo, Milla Jovovich, Pascal Greggory.
Storico, colore, 161 minuti; Francia 1999.

IL COLPO D’OCCHIO: Franz Marc, Blaues Pferd I (Cavallo blu I) 1911 Städtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco

L’AGGETTIVO: Efficace

Ciao,

Laura


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