IO SONO un ORANGUTAN?
Noi esseri umani siamo deboli.
E abbiamo bisogno gli uni degli altri, ma proprio questo ci ha insegnato a sviluppare la nostra forza, che consiste nella CAPACITA' DI COOPERARE.
Gli orangutan, che sono MOLTO + forti di noi perché non hanno bisogno di nessuno, però non sono capaci di cooperare...

Relazioni inteRpersonali. Solitudine. Capacità di cooperare.
Riflettere sul mondo che si svela ai nostri occhi e alla nostra anima ogni giorno. In cerca di un universo comune e diverso con chi abita su questo pianeta in questo tempo con noi. Da un’intervista a Biruté Galdikas un possibile raffronto tra uomo e orangutan. Trent'anni fa andò nel Borneo per studiare questi nostri schivi e solitari parenti. Da allora la psicologa e antropologa canadese, che oggi ha cinquantacinque anni e insegna all'Università di Vancouver, ha messo radici nei boschi dell'Indonesia e non ha mai cessato di battersi per la salvaguardia degli "uomini della foresta"- questo è il significato della parola malese orangutan - dei quali sopravvivono circa 20.000 esemplari in quel che resta delle foreste tropicali indonesiane. La riserva della sua fondazione, l'International Orangutan Foundation, ha ospitato nel corso di questi decenni almeno 2CENTO orangutan, che dopo essere stati allevati in cattività, sono stati reinseriti nel loro ambiente naturale.

Racconta “Mi trovo bene con loro. Sono esseri molto calmi, sereni, molto consapevoli e riflessivi: pensano sempre prima di agire. Il loro primo pensiero è come procurarsi il cibo, e questo nella giungla equivale a risolvere un problema di matematica. Ma sono convinta che riflettano anche sul senso della loro esistenza, sul perché sono al mondo. Tutte le sere, al tramonto, si siedono con lo sguardo rivolto a occidente e se ne stanno lì, a contemplare il sole che scompare all'orizzonte”.

Dall’ osservazione e la relazione che ha avuto con questi nostri cugini ne viene fuori un ritratto interessante e pieno di possibili spunti e riflessioni sul nostro e loro comportamento. Sono animali solitari. Contrariamente alla maggior parte dei primati, e in particolare ai loro cugini africani, gli scimpanzé e i gorilla, gli orangutan vivono in solitudine fin da quando raggiungono l'età adulta e non sentono più il bisogno del contatto fisico con la madre. Maschi e femmine hanno relazioni brevissime, stanno insieme solo dieci giorni ogni otto anni, solo per riprodursi, dopodiché ognuno se ne va per la propria strada. La femmina accudisce il suo piccolo finché questo non ha otto o nove anni.
Nel periodo che ha passato ad osservarli, loro appollaiati tra i rami e lei ai piedi degli alberi, l’antropologa dichiara di aver provato sentimenti di solitudine. Gli orangutan, invece, non si sentono mai soli, non hanno mai bisogno di nessuno.

E proprio da questa differenza che nasce una possibile riflessione: noi esseri umani abbiamo un bisogno innato di instaurare delle relazioni, di tessere reti di affetti con i nostri simili. Questa è la cosa più bella che possiamo fare nella nostra vita, il fondamento di tutto. Noi esseri umani siamo deboli e abbiamo bisogno gli uni degli altri, ma proprio questo ci ha insegnato a sviluppare la nostra forza, che consiste nella capacità di cooperare. Gli orangutan, che sono molto più forti di noi perché non hanno bisogno di nessuno, però non sono capaci di cooperare. E così la loro forZa si tramuta in debolezza. Essendo animali solitari, gli orangutan stabiliscono relazioni a due molto intense. Il fatto che non abbiano alcun bisogno degli altri rende il rapporto ancor più straordinario e vero, non superficiale. La sola cosa che si può offrire loro è la nostra presenza costante.

L’antropologa racconta alcuni episodi che fanno riflettere sull’ importanza del valore affettivo in una relazione profonda che può andare oltre lo spazio e il tempo. Uscire dal bisogno di conferme, nomi, categorie che noi umani usiamo spesso,dimenticandoci a volte che l’amore è racchiuso in uno sguardo, esce dal nostro concetto di tempo, vive e cresce in noi comunque. ”Una volta conobbi una mamma orangutan con una figlia adolescente. Stavano sempre insieme, ma quando la madre diede alla luce un altro piccolo, la figlia se ne andò per conto suo. Dopo 10 anni, si incontrarono di nuovo nella foresta e allora si presero per mano e si guardarono negli occhi, e così rimasero per diversi secondi.”                     

Lei stessa ha fatto da "madre" a molti orangutan, prima di restituirli alla foresta. "Ho fatto da mamma a più di duecento orangutan. Sono esseri molto vivaci e imitano tutto quello che facciamo noi. Un altro momento indimenticabile: una femmina di orangutan che era cresciuta con me e in seguito era stata reinserita nel suo ambiente un giorno ritornò nell'accampamento. Erano passati diversi anni, eppure si sedette accanto a me e appoggiò la testa sulla mia spalla”.

Libro: La scimmia rossa. Gli orangutan e le origini umane
Autore: Schwartz Jeffrey H.
Editore: Giunti Editore

Film: Il pianeta delle scimmie
Regia: Tim Burton.
Sceneggiatura: William Broyles Jr., Lawrence Konner, Mark Rosenthal. 
Basato sul romanzo di: Pierre Boulle.
Direttore della fotografia: Philippe Rousselot.
Montaggio: Joel Negron, Chris Lebenzon.
Interpreti principali: Mark Wahlberg, Tim Roth, Helena Bonham Carter, Michael Clarke Duncan, Paul Giamatti, Estella Warren, Cary-Hiroyuki Tagawa, Erick Avari, Anne Ramsay, Charlton Heston.    
Musica originale: Danny Elfman.
Produzione: Ralph Winter.
Origine: Usa, 2001.
Durata: 119 minuti.

Film: Gorilla Nella Nebbia - La Storia Di Dian Fossey (Gorillas in the Mist)
Cast Sigourney Weaver, Bryan Brown, Julie Harris, Constantin Alexandrov, Iain Cuthbertson, Iain Glen, David Lansbury, Peter Nduati, Maggie O'neill
Regia: Michael Apted
Sceneggiatura: Tab Murphy
Data di uscita: 1988
Genere: Avventura

Siti web:
http://www.orangutan.org/home/home.php
http://www.orangutans-sos.org/


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