SpinTe TiTaniche e vuoTi siderali
a cura di MARCO PESATORI con la collaborazione di LAURA GHIRLANDETTI

Un segno che non si placa MAI... noir e provoCatorio

Novembre è Scorpione.

 “Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge”

 

“Sollevate il lembo della gonna signore, stiamo scendendo all’inferno”…

Le parole di Henri Miller ben si adattano al segno del mese, che è una gincana nei gironi dove regnano e vivono i demoni. Demoni di ogni genere, specialmente della mente, che si rincorrono ininterrottamente, che litigano tra di loro, che si appassionano, si azzannano, si consumano in un tormento continuo bollente, con il desiderio inconsapevole di governare un giorno o l’altro se stessi.

 

I fantasmi, demoni della mente, in questo segno autunnale sono sempre vivi, arzilli, scattanti, rapidi; sempre in azione a macchinar qualcosa, ma in che direzione?
La direzione per forza di cose dev’essere misteriosa; spesso non la sanno neanche loro… l’importante è che il movimento interiore profondo, nascosto, oscuro, infernale appunto, sia sempre costante.

 

Ma quando si placa la mente dello scorpione?
Mai. La pace per lo scorpione è la morte. L’inquietudine è la condizione naturale di questo segno. Come diceva Hegel, “l’inquietudine è il sé” cioè la realizzazione; se qualcosa si ferma, tutto è perduto.  

Questo dissidio interiore ininterrotto, moto perpetuo e circolare, confuso e polveroso quanto un campo di battaglia, in cui regna il pathos demoniaco non si esprime mai con semplicità nel mondo. La manifestazione esteriore dello scorpione è sempre qualcosa di diverso da quello che sembra essere.

 

“Perché mi dici che vai a Cracovia di modo che io pensi che vai a Lemberg, quando invece vai proprio a Cracovia?”… L’adagio kafkiano è scorpionico: tecnica dello spiaZZamento, tattica della finta, strategia della sorpresa.
Il vero obiettivo dello scorpione è metterti sotto la pressa, per 2 motivi: primo, per vedere se sei forte e reggi la pressa: un guerriero deve avere al fianco una persona forte, resistente e senza paura. La seconda motivazione di questa pressa alla De Sade, è il puro e semplice esercizio del potere: lo scorpione è un segno di potere, ma il suo delirio impossibile rimane quello di riuscire un giorno o l’altro a governar se stesso: dominarsi. Impossibile!

 

Il vulcano che esplode senza interruzione, non può essere governato da un semplice coperchio di pentola a pressione, la vince sempre il vulcano e lo scorpione si incazza. Si incazza con se stesso e con il mondo, per eccesso di passione e di energia, perché non può controllare quello che non è possibile tener sotto controllo.

 

Ciao Laura e grazie,

 

Marco Pesatori


 

Caro Marco e cari lettori,

 

la visione che hai evocato per il segno dello scorpione pesca nell’immaginario delle balze infernali da Dante a Michelangelo: la visione archetipica di un inferno urlante e convulso, rosso di fuoco e passione, vulcanico ed esplosivo. E sembra dire: lasciate ogni speranza o voi che… volete capire i misteriosi recessi della mente, gli anditi oscuri di cui si ciba il basso ventre dell’umana viltà.

Voi miseri, che vi vorreste librare al di sopra scorgendo in un aereo colpo d’occhio la verità; voi per primi, vi ritrovate immersi in una putrida melma marmorea, irrazionale in cui è già solo tormento muovere la volontà in una direzione.

 

Ma c’è anche una certa eco in sottofondo, forse Savonarola, che dice: abbandonate cotanto ardire, anarchici ricercatori di assoluto che per primi cedete all’errore del possesso e del potere, e presumete di sapere quanto invece altro non fate che disperdere. Voi librati in volo come corvi, siete gli angeli neri della battaglia. Noir e provocatorio. Senza dubbio.

 

Lo scorpione è forse un babelico linguaggio di cifre nascoste. Un codice a barre cifrato: beffa perfetta, e salvifica, come una medicina astrusa che si chiama “dubbio” che ha come primo effetto collaterale la problematicità…forse l’unica cura valida contro l’ottimismo ottuso di cui si ciba l’odierna società dei consumi.

 

LA MOSTRA: Goya e la tradizione italiana.

Fondazione Magnani Rocca via Fondazione Magnani Rocca 4, Parma - Mamiano di Traversetolo.

Dal 9 settembre al 3 dicembre 2006

 

IL LIBRO: Dante Alighieri, “Divina Commedia” L’inferno

 

IL COLPO D’OCCHIO: “Giudizio Universale”, Città del Vaticano, Cappella Sistina e  “Prigione” (detto Schiavo che si sveglia), Firenze, Galleria dell’Accademia

 

IL PERSONAGGIO: Pablo Picasso.

 

IL FILM: Il Corvo - The Crow; interpreti: Brandon Lee, Michael Wincott, Ernie Hudson, Rochelle Davis, Jon Polito, Bai Ling; regia: Alex Proyas Anno: 1994 Durata: 102 ca

 

L’AGGETTIVO: Metamorfico


Laura Ghirlandetti


 


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