I giornali della domenica
QuAnti kili pesano l'informazioNe e la puBblicitA'?

Se la lettura del giornale è la preghiera dell’uomo moderno, la Bibbia della domenica, per molti americani, è davvero molto pesante. Oggi, trovo come ogni giorno fuori dalla porta di casa i 2 giornali che leggo quotidianamente, il Chicago Tribune e il New York Times.
Il numero domenicale del primo pesa 2 chili, del secondo un chilo e quattrocentocinquanta grammi.
Quasi tre chili e mezzo di giornali!

Andiamo avanti con le cifre: il chilo e mezzo del New York Times è diviso in 9 sezioni: la prima contiene 28 pagine di notizie e commenti di politica e cronaca americana e internazionale; la seconda, Arts and Leisure, 36 pagine di cinema, teatro, tempo libero; la terza, Sunday Business, presenta in 24 pagine i principali temi economici di attualità; la quarta, Week in review, 14 pagine, ricapitola gli avvenimenti e i commenti della settimana; la quinta Travel, 20 pagine, parla di viaggi; poi ci sono le 20 pagine di sport e le 18 pagine di Sunday Styles.
A queste sono da aggiungere le 28 pagine del supplemento sui libri, le 88 pagine del NYT Magazine, le 126 pagine del magazine Play e le 72 (solo per Chicago) dell’altro magazine Chicago Life. Infine, un paio di opuscoletti di pubblicità. Quasi 500 pagine di carta stampata fanno il chilo e quattrocento grammi del NYT.
La differenza di peso col Chicago Tribune corrisponde a una differenza di sostanza: nei due chili del Chicago Tribune sono compresi 800 grammi di pubblicità locale.
Se avessi ricevuto la copia del New York Times distribuita a New York, avrei avuto anche col NYT il peso in più della pubblicità locale.
Vediamo in cosa consiste quella del Chicago Tribune: negozi di materassi, i saldi ai grandi magazzini Marshall Field’s; gli sconti ai supermercati Jewel, Dominick’s, Aldi; quelli ai drugstores Walgreens e CVS; telefoni cellulari, computers, schermi al plasma da Circuit City; la settimana del risparmio da Sears, da Menards, da OfficeMax, da JC Penney, da K Mart, da Kohl’s, Best Buy, Old Navy, Staples e così via fino ad arrivare a 800 grammi.

Ma la questione della pubblicità riguarda e corrode anche le pagine vere dei giornali.
Un conto esatto è difficile farlo, ma diciamo che la parte da leggere dell’intero giornale corrisponde più o meno a un quinto.
Dentro le 36 pagine della sezione sulle arti e il tempo libero del NYT, ce ne sono 25 di pubblicità, e la proporzione aumenta nel Chicago Tribune.
Dunque i giornali della domenica contengono in più, rispetto a quelli del resto della settimana, dei magazine e delle informazioni di riflessione e di approfondimento, ma, soprattutto, una quantità impressionante di pubblicità.
Ripeto, senza pretendere un conteggio preciso, dei due chili del Chicago Tribune si salvano per la lettura non più di 200 grammi.

Il problema è: fino a che punto la pubblicità della domenica è informazione e fino a che punto è pura promozione per le vendite?

Anche qui, facciamo un esempio: un’amica di Firenze mi ha chiesto di comperarle certe pasticche di olio di pesce (sembra che servano a ridurre il colesterolo) che in Italia non ci sono. So dal Chicago Tribune che Walgreens le offre per questa settimana alla condizione di “paghi per uno e ne prendi due”: ci vado e risparmio il 50%.
Lo stesso vale per il trattorino tagliaerba Craftsman che da Sears questa settimana costa 1300 dollari invece di 1700, ecc.
Non lo compero, ma potrei risparmiare parecchio.
Milioni di americani fanno la spesa con i coupon ritagliati dai supplementi pubblicitari della domenica.

Ciò detto bisogna aggiungere che i giornali della domenica sono fatti bene.

Un po’ provinciali – specialmente il Chicago Tribune – ma si tratta pur sempre di una provincia che è al centro del mondo; e i supplementi settimanali sono utili: si discutono un sacco di libri, di film, di questioni politiche per esteso, in saggi ampi e approfonditi, non in schede di poche righe, e gli scrittori e i giornalisti sono dei buoni professionisti.
Ciò non smentisce i giudizi che ho già dato sulla stampa locale – localistica, limitata, banale: ma aggiunge un tassello al complicatissimo edificio dell’informazione in America.
La preghiera dell’uomo moderno, qui, rivolge un occhio di riguardo all’universo del mercato, alle sue divinità e alle sue meraviglie.


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