l'eUropa in iSraele
Le migliori traDizioni culinarie eBRaiche? Cercatele nelle traTTorie a conduzione familiare. Qui l’atmosfera Yiddish si conserva identica da generazioni...

Gli ebrei fanno parte da sempre della storia dell’Europa.
Distinti ma intersecati con la storia del continente, tantissime città europee ne portano i segni di riconoscimento. Anche se tracce dell’Europa ebraica sono ovunque per gli occhi esperti, oggi gli ebrei europei sono una frazione di quelli che erano prima dell’olocausto. Per meglio inseguire le sue tracce, per cercare un concentrato e un melting pot di cultura e identità ebraica, la scorciatoia più breve è visitare Israele. A Tel Aviv, tra atmosfere nostalgiche e mutazioni moderne, si possono cercare elementi che ci appartengono, ebrei e gentili, accomunati in una storia comune, recente, indimenticabile.

 

Le tradizioni culinarie si tramandano per via materna e sono quindi le ultime a disperdersi. Nelle città europee sono tanti i ristoranti che ora ripropongono specialità ebraiche: basta vedere il pullulare di ristoranti a tema ebraico nel centro di Praga o Varsavia. Attenzione però alle trappole per turisti: molti di questi locali non sono genuini. Per provare le vere ricette dell’Europa ebraica ashkenazita tramandate da generazioni, dal cholent alla zuppa di pollo al gefilte fish, meglio cercarle in Israele, non nei tanti ristoranti design che servono cibo internazionale, ma nelle trattorie a conduzione familiare, dove l’atmosfera Yiddish si conserva identica da generazioni. Entrando non sarete più in mezzo al medio oriente, ma vi troverete a Varsavia, Vilnius, Bucharest, circa anno 1938. Si consiglia Eimelech, sulla strada Wolfson 35, oppure per cibo ebraico rumeno (melanzane e cavoli ripieni), Haim sulla strada Eilat 11.

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Per colazione, Israele offre il migliore cappuccino fuori dall’Italia. Il cappuccino è una invenzione italiana difficilmente esportabile. Gli italiani in viaggio rimangono raramente soddisfatti delle versioni estere della nostra colazione preferita. Una eccezione esiste: i caffé di Tel Aviv offrono invariabilmente un cappuccino perfetto, denso, saporito, con tanto di creazioni disegnate sulla schiuma sottile e cremosa, come nei migliori bar italiani. Si consiglia di sedersi accanto a qualche anziana signora cotonata di apparenza viennese, che ancora mette in pratica il rito quotidiano del caffè iniziato sui viali di Vienna 70 anni fa, ancora un po’ stupita che lì, in Israele faccia così caldo. Solo qui, e non a Vienna o a Praga, se metterete i piedi sulla sedia la signora accanto vi dirà con tono di disapprovazione che siete “meshugge”, parola Yiddish quasi intraducibile che assomiglia all’italiano “cretino!”. Indirizzi da provare lo storico caffé Mersand all’angolo tra le strade Frishman e Ben Yehuda, o il popolare Cup of Joe all’angolo tra le strade Dizengoff e Gordon, la strada delle gallerie d’arte.

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Gli appassionati di architettura Bauhaus probabilmente sanno cercarla nei posti più ovvi: Dessau o Berlino, alle radici del movimento. Pochi sanno invece che la concentrazione di architettura Bauhaus più alta del mondo è nel centro di Tel Aviv - molti degli architetti del movimento erano ebrei e contribuirono alla costruzione della città nei primi anni dopo la guerra, in fretta e in poco tempo per far fronte all’arrivo di sempre più rifugiati in fuga dall’Europa. Tel Aviv non presenta un piano urbanistico chiaro e monumentale. È piuttosto un reticolato disordinato di viali alberati con file di edifici residenziali Bauhaus a pochi piani, con balconi modernisti, finestre squadrate, tonalità tra il bianco, beige e grigio. Questa è la città bianca di Tel Aviv, oggi patrimonio dell’umanità per l’Unesco. Per esplorare questo tesoro nascosto, si consiglia di cominciare dal Bauhaus Center, un museo e negozio dove si possono acquistare mappe delle passeggiate per vedere i migliori esempi di architettura Bauhaus della città. Bauhaus Center,

99 Dizengoff St. Tel-Aviv, Israel
; Tel/Fax 972-3-5220249 www.bauhaus-center.com. Si può anche alloggiare in un edificio Bauhaus restaurato nel pieno centro della vita notturna cittadina stando al Center Hotel, un albergo boutique di sole 56 stanze, a due passi dal centro commerciale della città e a dieci minuti dalla spiaggia.

Center Hotel, Zanemhoff Street, Tel Aviv Tel: +972-3-5266100 Fax: +972-3-5266101

Un suggerimento per le gite domenicali: Zichron Yaakov, un paesino in collina della fine dell’ottocento a metà strada tra Tel Aviv e Haifa, pieno di cantine e produttori di vini sopraffini. Passeggiando per le sue strade ciottolate, con le case basso a tetto spiovente, le taverne per assaggiare vini sembra di camminare per uno dei tanti centri vinicoli tra Moravia, Slovacchia e Ungheria. Unica differenza, dove in centro Europa sarebbero chiese, qui si trovano sinagoghe. Si consiglia la rivendita dei produttori del Tishbi Estate, costruito più di 100 anni fa quando ancora si pensava che la Palestina potesse accogliere arabi e ebrei, in pace. Attenzione, che sorseggiando un sauvignon blanc, la nostalgia non vi attanagli troppo, e irrimediabilmente.

summer 2006-2007

 


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