Ciro Bertini e Bazar segnalano... il nuovo libro di Mark Strand
IL FUTURO NON E’ PIU’ QUELLO DI UNA VOLTA – Mark Strand (minimum fax. 167 pp., 10 euro)

Dovessi sintetizzare in un unico aggettivo cosa penso del corpus poetico di Mark Strand, non avrei dubbi: userei il superlativo interessantissimo. Mai, per esempio, mi verrebbe in mente di catalogare una sua poesia nella categoria del bello, con quanto di edonistico – di esteticamente godereccio - a questo termine si fa corrispondere. Piuttosto nella categoria dell’etico: infatti, quelle di Strand sono incursioni coraggiose sul terreno minato dell’esistere, eseguite con lo scandaglio dell’ironia. Un verso come:“Lei fece del suo meglio per affamare l’aria ingrassando” è roba che lo apparenta molto da vicino al Kafka dei diari o dei racconti più brevi. E poi trovo straordinario che uno che scrive: “Un uomo che preferisce restare in incognito / ha detto che nessuno di quelli che conosce è felice” e che intitola una lunga poesia al “Dolore”, nominando questa parola ad ogni verso (sul finale declinata addirittura al plurale), nella scia del nichilismo occidentale più malinconico, non abbia mai mostrato segni di distruttività iconoclasta o di sprezzo nei confronti del prossimo.

Ottima occasione per imparare ad amarlo questa miscellanea edita da minimum fax che ne ripercorre il cammino poetico dal 1934 al 2000, da cui estraggo “Il cunicolo” certamente più efficace di tante mie parole:

 

Sono giorni che un uomo

sta fermo di fronte

a casa mia. Lo spio

dalla finestra del

salotto e la sera,

non riuscendo a dormire,

con la torcia elettrica

illumino il prato.

Lui è sempre lì.

 

Dopo un po’

apro un tantino

la porta e gli ingiungo

di andarsene dal giardino.

Socchiude gli occhi

e geme. Sbatto

la porta e mi precipito

in cucina, poi su

in camera, poi di nuovo giù.

 

Piango come una scolaretta

e faccio gesti osceni

dalla finestra. Scrivo

enormi biglietti d’addio

da suicida e li espongo

in modo che li legga facilmente.

Distruggo i mobili

del salotto per dimostrare

che non posseggo nulla di valore.

 

Lui non pare impressionarsi

e allora decido di scavare un cunicolo

che sbocchi nel giardino vicino.

Separo lo scantinato

dai piani superiori

con un muro di mattoni. Scavo

come un matto e il cunicolo

è presto fatto. Lascio sotto

il piccone e la pala,

 

sbuco davanti a una casa

e resto lì troppo stanco

per muovermi o parlare. Sperando

che qualcuno mi aiuti.

So di essere osservato

e a tratti sento

la voce di un uomo,

ma non succede niente

e sono giorni che aspetto.      

 

(traduzione di  Damiano Abeni)

 

Ah già, dimenticavo: Mark Strand è nato nel 1934 in Canada e nel 1999 gli è stato conferito il premio Pulitzer.      

 


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node