Annibale Carracci
Bologna, Museo Civico Archeologico
Dal 22 settembre 2006 al 7 gennaio 2007

Roma, Chiostro del Bramante
Dal 25 gennaio al 6 maggio 2007

Nella odierna piena rivalutazione dell’arte del Seicento spetta finalmente anche ad Annibale Carracci (1560 – 1609), che per secoli ne è stato considerato il maggior rappresentante, l’attenzione specifica di una mostra monografica. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Comune di Bologna – Cultura e rapporti con l’Università, dal Consorzio Università – Città di Bologna, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dal Comune di Roma, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Bologna, la mostra, a cura di Daniele Benati e di Eugenio Riccòmini, vanta un prestigioso comitato scientifico che si avvale dei più autorevoli studiosi internazionali dell’opera di Annibale. E’ questa la prima esposizione dedicata esclusivamente al più giovane e più dotato dei tre Carracci, celebrato dai suoi contemporanei come il nuovo Raffaello, autore di dipinti e disegni fin da subito straordinariamente ammirati per novità di invenzione e felicità di esecuzione, eretti a modello da generazioni di artisti e oggetto di culto già dal Seicento nelle maggiori collezioni europee.

 

Sebbene un momento essenziale della riscoperta della pittura seicentesca fu proprio nella grande mostra bolognese del 1956 dedicata ai tre Carracci, nella vicenda critica che ha accompagnato la riabilitazione di quella stagione Annibale è stato letto come l’antagonista di Caravaggio: risultato tanto più paradossale in quanto proprio Annibale Carracci fu uno dei pittori contemporanei più stimati da Caravaggio, nonché uno dei suoi principali interlocutori (e non soltanto nell’impresa comune della Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma), in un dialogo serratissimo che sarà carico di conseguenze per la cultura artistica dell’intero secolo e oltre.

 

Giunge così finalmente anche per Annibale il risarcimento di una mostra che, ricostruendone il percorso compiuto dagli anni della giovinezza a Bologna fino alla maturità a Roma, permetterà di apprezzare per intero la straordinaria varietà e ricchezza della sua opera: i ricercatissimi disegni (dagli schizzi ‘dal naturale’ di sconcertante immediatezza agli studi preparatori per i grandi cicli ad affresco tra i quali spiccano i celeberrimi disegni per la Galleria Farnese con cui prenderà avvio la grande decorazione barocca), le incisioni, la gamma eccezionalmente ampia di dipinti, dai soggetti di genere ‘basso’ alle pale d’altare, dai ritratti ai paesaggi. Fu infatti merito esclusivo di Annibale, come videro i suoi primi estimatori, il trattare i generi diversi della pittura, che proprio in quegli anni a cavallo tra Cinque e Seicento si venivano definendo con nuova nettezza – i soggetti ‘alti’ di storia sacra e mitologica, il paesaggio, il ritratto, la caricatura, i soggetti ‘bassi’ di ambito feriale – con accenti stilistici diversi, come allora si chiedeva, introducendo novità fondamentali. Infine alcuni filmati permetteranno di effettuare un percorso virtuale degli affreschi che l’artista ha realizzato in Palazzo Fava, in palazzo Magnani e in Palazzo Sampieri a Bologna, nonchè in Palazzo Farnese a Roma. Quest’ampia selezione di opere proviene dai più importanti musei d’Italia e del mondo, quali il Louvre di Parigi, la Gemaldegalerie di Dresda, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado di Madrid, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, l’Ermitage di San Pietroburgo…Come scrisse il grandissimo conoscitore dei suoi tempi, Giulio Mancini, che gli fu amico, Annibale fu pittore universale, sacro, profano, ridicolo e grave, ed è appunto in questa molteplicità di linguaggi, di generi e di stili trattati, che risiede la modernità di Annibale Carracci.

Trattare soggetti diversi con stili diversi, unificando in un linguaggio comune i vari accenti caratteristici delle diverse scuole pittoriche tipiche delle diverse aree geografiche, la veneta, la lombarda, la toscana, la romana, come distinse il suo interlocutore privilegiato e primo critico, Giovanni Battista Agucchi: fu questo obiettivo, perseguito con impressionante tenacia per tutta la vita, a fare di Annibale Carracci il pittore che più di ogni altro dopo Raffaello possiamo dire ‘italiano’.

 

E’ una definizione che avrebbe trovato concordi i suoi primi sostenitori, che negli anni del pontificato di Clemente VIII Aldobrandini lavorarono nei diversi ambiti della lingua, della geografia, della storiografia, della politica, alla costruzione di una cultura ‘italiana’ tesa a riunire le distinte specificità regionali in un progetto nazionale concepito tra Bologna e Roma proprio negli ambienti frequentati dai Carracci.

In questo contesto è oggi possibile riscoprire il ruolo principe di Annibale Carracci nella storia della pittura italiana, tornando a riunire insieme, per la prima volta, nelle due sedi della mostra a Bologna e a Roma, l’Annibale ‘bolognese’ e l’Annibale ‘romano’, ovvero il pittore del colore lombardo dei soggetti umili e il pittore del disegno romano e dei temi aulici - quelle che sono state percepite in seguito come anime disgiunte e che furono invece le molteplici facce della sua unitaria, straordinaria ricerca. Al  Mangiafagioli della Galleria Colonna di Roma, che può essere assunto a manifesto del moderno realismo, si affiancano così capolavori di diverso genere come la Deposizione della Pinacoteca di Parma, lo struggente Autoritratto con i famigliari della Pinacoteca di Brera a Milano, le atletiche Figure mitologiche del Museo di Capodimonte a Napoli o l’emozionante Pianto delle Marie della National Gallery di Londra.

 

In contemporanea con la mostra sarà possibile visitare alcuni palazzi affrescati da Annibale, Ludovico e Agostino Carracci, generalmente chiusi al pubblico, quali Palazzo Sampieri e Palazzo Magnani (si ringrazia per la disponibilità di apertura dei palazzi bolognesi rispettivamente Gerardo Veronesi e  UniCredit Banca) e la mostra dossier Annibale, talento e impazienza appositamente allestita nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, con dipinti e incisioni dei Carracci della Pinacoteca, a complemento della mostra monografica presso il Museo Archeologico.

 

La mostra è stata realizzata con il contributo del main sponsor Banca Aletti, Private & Investment Bank del Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara.

Si ringrazia la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, partner istituzionale del Comune di Bologna.

 

 

Catalogo e organizzazione Electa

Ufficio stampa mostre Electa

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imaggi@mondadori.it; elestamp@mondadori.it

 

In collaborazione con Studio Pesci di Federico Palazzoli

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