Ostuni e il caffè della felicità
L’arte di vivere è quella raffinata capacità di godere dei piccoli grandi piaceri della vita. Un esempio? Visitare la città bianca e lasciarsi sedurre da una campagna di ulivi secolari, da un purè di fave con cicoria e da un caffè che regala la fel

Il bello di molti dibattiti è che ti consentono di viaggiare, e così, invitata alla Festa Mediterranea di Liberazione, ho avuto la fortuna di conoscere Ostuni, pochi chilometri a nord di Brindisi, nota come “la città bianca”: è totalmente imbiancata, un paese puro o, come ho letto sulla porta di una casa, “un villaggio di calce bianca dove la gente si affaccia al sole come i numeri neri sul lato di un dado”.

Vengo ospitata in una masseria del 1600, “Lo Spagnuolo”, immersa in una campagna di cicale, terra rossa e ulivi secolari enormi: tronchi intrecciati, cavità, forme allucinogene delimitate dai tipici muretti di pietra a secco. Altro che contro-natura, io immersa nella natura sto così a mio agio...a parte qualche fastidiosa zanzara enorme anche lei che ho combattuto con l’Autan... nel senso che sono riuscita a centrarla lanciandole addosso il flacone.

Il paese è in posizione panoramica sul mare ed è un insieme di viuzze, portali barocchi, negozi tipici... ovviamente trascinata dal mio shopping convulsivo mi sono fermata all’Incontro, dove ho comprato un bellissimo vaso-fischietto portafortuna in terracotta dipinta a mano (il fischietto è tipico della cultura popolare pugliese: lo usavano gli “ziti”, ovvero i fidanzati, per corteggiare la “zita”).

Bellissima è la Cattedrale dalla forma slanciata e originale... in più le chiese hanno questo pregio di essere così fresche al loro interno! Poco distante il mare...e che mare!! Da non perdere il turchese delle acque di Torre Gauceto, in un parco protetto con un piccolo molo e bellissime case abbandonate... tra l’altro sembra un antidoto anche allo stress dell’euro: il parcheggio custodito per una giornata di un auto costa 1euro (se siete in quattro 25 centesimi a testa!!), 2 chili di melanzane 1 euro! La massaia previdente, che è repressa in me, ha avuto un multiplo orgasmo con questi ortaggi così economici e genuini.

Proprio vicino a Torre Guaceto c’è una campagna con un cartello rudimentale con su scritto “Frutta e verdura” dove troverete persino quelle rarità che vanno sotto il nome di pomodori S.Marzano, stranissimi cetrioli da mangiare a fette e quelle piccole pere che sanno di vaniglia e cioccolato. Vi è venuta fame? Allora non perdete l’Osteria “Al tempo perso” per mangiare le orecchiette accompagnate da fette di cetriolo che si inzuppano nel sugo, il grano saraceno condito, la braciola, il purè di fave con la cicoria... oddio quanta lussuria gastronomica. A proposito non penserete di lasciare Ostuni senza aver fatto una capatina a “Lu Furne” per acquistare deliziosi taralli friabili, friselle e dolcetti di pasta di mandorla. Imperdibile è anche “il caffè in ghiaccio” ovvero caffè, cubetti di ghiaccio e latte di mandorla... Lo bevi e ti si moltiplicano le endorfine, gli ormoni della felicità!


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