Bella, lesbica e golosa
Alice si inventa investigatrice e si mette in dei casini che non immaginate… Ma davvero le donne sono peggio di noi? Gajiardo!

“L’ultima ceretta” è il primo romanzo di Anna Berra, un giallo erotico dove tra saloni di estetica e palestre di pugilato, odori di cosmetici e puzza di spogliatoi, innamoramenti e marchette, succedono un sacco di cose, tra cui un paio di omicidi tanto misteriosi quanto efferati. La storia comincia da un delitto commesso in un centro estetico in modo alquanto originale: la poveretta viene trovata soffocata da un bolo di ceretta alla liquirizia. Da questo momento Alice, la bella ragazza pugile, muscolosa, marchetta, lesbica, brava ragazza di casa, cieca da un occhio, golosa e mangiona, protagonista della storia, comincia un’indagine per scoprire chi ha ucciso la sua amica estetista, coinvolgendo suo malgrado tutte le persone a lei più care. A cominciare da Paola, sua più cara amica nonché compagna di marchette e amante (devo dire una bella coppietta) per finire ai suoi genitori, una tranquilla coppia di anziani sempre presi tra enigmistica e ricette. In una Torino freddissima Alice si inventa investigatrice e scava in una storia di satanismi e violenze, si mette in dei casini che non immaginate, incontra una serie di personaggi tra cui Judith, una specie di valchiria spietata e violenta, ma soprattutto incontra Olga e Draculino due personaggi che le sconvolgono, non poco, gli ormoni e il cervello.

In effetti il romanzo edito da Garzanti (331 pagine al costo di 8 euro) non si capisce bene se è più un giallo, un noir o un romanzo erotico ma poco importa. Perché la storia scorre bene e diverte, l’ambientazione è originale e la temporalità è indefinita, nel senso che potrebbe svolgersi anche oggi ma non ci sono mai i telefonini, e questo particolare da un senso di passato molto piacevole.

Ma la cosa che più mi ha colpito è il modo di scrivere di Anna Berra. L’autrice torinese usa un linguaggio e una terminologia molto maschili, una scrittura molto aggressiva e spavalda. A volte, leggendo i dialoghi tra Alice e Paola, sembra di essere alle prese con due omaccioni pelosi e sudati, puzzolenti di tabacco ed alcool. Ma davvero le donne sono peggio di noi? Gajiardo!

Devo dire però, che la Berra è anche capace di grande femminilità, e l’erotismo non è mai volgare o eccessivo: direi piuttosto intrigante. Insomma tra scopate, ganci e lasagne è un bel romanzo. Mi sono divertito.


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