Scuola e sport: connubio possibile?
la scuola americana può produrre allo stesso modo premi Nobel, campioni di basket e studenti ignoranti...

Sull’International Herald Tribune del 23 giugno 2006, David Brooks commentava l’uscita – non particolarmente gloriosa –  degli Stati uniti dalla Coppa del mondo di calcio osservando che, a differenza dei calciatori italiani, quelli americani avevano tutti frequentato l’università. Certo, fa una bella differenza: noi abbiamo a che fare con campioni che alla domanda sull’ultimo libro che hanno letto rispondono: “Il manuale del cellulare” (credo che la risposta l’abbia data l’ex attaccante di Juve e Perugia Ravanelli), mentre gli americani hanno calciatori che si sono laureati. Magari non nelle grandi scuole dell’ Ivy League come Harvard e Yale, ma hanno preso un master o almeno un bachelor degree. Al tempo stesso, noi abbiamo Cannavaro e Gattuso e loro no.

Dove sta la differenza? Le differenze sono parecchie: la prima è che da noi, quando un ragazzo di dodici anni fa dello sport ed è considerato un campione in erba, viene in un modo o nell’altro allontanato dai regolari corsi di lezione: le attività sportive non sono integrate nel nostro sistema scolastico. C’è l’ora di educazione fisica, è vero, ma non si va più in là. In America, invece, le attività sportive accompagnano l’intero curriculum di uno studente, dalla scuola elementare all’università. L’idea dominante negli USA, infatti, è che la scuola, oltre che essere un luogo dove si impara, è un luogo dove si svolgono attività comuni, dove ci si confronta anche fisicamente, dove si impara l’abc della competizione.

La scuola americana è un sistema vitale e caotico, creativo e strano. Può produrre allo stesso modo premi Nobel, campioni di basket e studenti ignoranti (più studenti ignoranti che premi Nobel). Quello che è sicuro è che è un sistema molto diverso dal nostro. Vediamo come è fatto.
In primo luogo, non è un sistema omogeneo. Per quanto orientato, e in parte finanziato dal governo federale, il sistema scolastico americano varia da stato a stato ed è in parte pubblico e in parte privato. Ci sono la scuola elementare, la scuola media, la scuola superiore che, a parole, sembrano come le nostre e che vanno dai 5-6 ai 17-18 anni di età. L’obbligo scolastico varia, ma giunge, più o meno, al 16° o al 18° anno. Il punto è che i programmi sono molto diversi da stato a stato, da scuola a scuola, da luogo a luogo: è chiaro che alla fine della scuola dell’obbligo le nozioni di base dell’inglese e della matematica sono acquisite, ma l’ampiezza delle scelte curriculari rende il sistema unico: gli studenti possono scegliere discipline facoltative che vanno da Computers a Performing Arts, da Visual Arts a Athletics (appunto: baseball, basketball, football, swimmimg, ecc. ecc.) e poi possono prendere parte alle attività extracurriculari che sono spesso incoraggiate e che vanno dal suonare nella banda della scuola  alle attività di sostegno delle squadre sportive di cui sono simbolo le baton girls e le cheerleaders, che danno il tempo al pubblico per gli applausi.
All’università si accede sulla base dei titoli acquisiti e si è ammessi su decisione dell’Università e non su scelta propria: quando si è finita la high school si manda il proprio curriculum alle università dove si sogna di andare. L’università controlla il GPA (Grade Point Average) che è la media dei voti ottenuti nel curriculum scolastico precedente, il punteggio ottenuto nel SAT (School Aptitude Test) che è un test complesso che gli studenti devono affrontare se pensano di andare all’università, e poi decide. Di solito, quando uno studente supera i requisiti richiesti, viene invitato a un colloquio o gli viene richiesto di scrivere un saggio. Vista la vocazione allo studio, le origini sociali e culturali, le aspettative dei candidati, l’Università sceglie.
Uno può essere respinto o accolto.
E qui comincia il cosiddetto college, scuola universitaria che di solito si frequenta lontano da casa, in un altro Stato e che simbolicamente dà luogo alla prima esperienza adulta di una ragazza o di un ragazzo americani. Dopo tre o quattro anni si prende un titolo generico: Bachelor of Arts (BA) o Bachelor of Science (BS); c’è poi il graduate study, un periodo di tre o quattro anni che si conclude con il master.

Durante tutto il periodo educativo (con l’eccezione del Ph. D., che corrisponde al nostro dottorato) lo sport è una componente decisiva del curriculum individuale. Non che un cattivo studente di legge riesca a prendere il suo titolo perché è un buon giocatore di football, ma diciamo che la questione esiste nella tradizione letteraria e cinematografica americana e che dunque si può essere nella nazionale di calcio USA dopo aver fatto l’università ma restare dei somari.

Il sistema scolastico americano ha dovuto, negli ultimi decenni, rispondere a molte sfide, e non tutte le ha vinte. Dagli anni ’60 i corsi fondamentali – inglese, matematica, storia, geografia – sono stati via via accompagnati e poi sostituiti da una quantità irragionevole di materie complementari. Il livello medio di alfabetismo e la capacità di superare test elementari di matematica sono progressivamente diminuiti. Il numero degli studenti di famiglie di immigrati o di condizione vicina alla povertà è cresciuto e gli standard scolastici si sono abbassati. Per di più, quella che era una volta una scuola variegata e pittoresca è sempre più divisa da confini religiosi, etnici, sociali. Scuole metropolitane per minoranze povere o scuole rurali in comunità isolate raramente producono studenti in grado di pensare a Harvard o a Yale. E mentre continuano a esistere le grandi, prestigiose e selettive scuole private (in America il 25% delle scuole è privato) la qualità media degli studenti è bassa. Anche se i calciatori USA sono laureati.


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node