il ciMitero degli elefanti
Se qualcuno ancora non lo sa... gli animali hanno sentimenti. Quello che ancora non sappiamo è quanto sono profondi... ma sembra che lo siano davvero tanto a giudicare da questo libro

Gli elefanti piangono: ricominciamo da un libro
Chi ha un cane o un gatto è consapevole di una verità che gli scienziati, da oltre un secolo, hanno bellamente ignorato: anche gli animali hanno una vita emotiva, complessa e articolata. Hanno sentimenti.
Negli anni molti studiosi si sono occupati di ricerche sul comportamento animale, cercando similitudini con quello umano e addentrandosi nello studio delle emozioni animali.
Conosciamo maggiormente quelle dei nostri animali domestici, ma esistono centinaia di ricerche scientifiche interessanti e particolari che indagano sul meraviglioso e celato mondo emotivo di animali simili a noi come i mammiferi, ma anche specie “insospettabili” di comportamenti “emotivi”.
E, cosa ancora più strana, in alcune ricerche, gli sponsor della ricerca sono McDonald's, Burger King, KFC e altri produttori di fast food.
Pressati dagli attivisti per i diritti degli animali nonché dal crescente favore dell'opinione pubblica per un trattamento umano degli animali, queste aziende hanno finanziato tra le altre cose la ricerca sugli stati emotivi, mentali e comportamentali delle creature simili a noi.

Quello che stanno scoprendo i ricercatori è sconvolgente. Sembra che molte di queste creature somiglino a noi molto di più di quanto non si possa immaginare.
Gli animali sentono il dolore e la sofferenza, conoscono lo stress, l'affetto, l'eccitazione, e persino l'amore. Quando però si arriva al test finale, quello che dovrebbe indicare ciò che distingue gli esseri umani dalle altre creature, gli scienziati hanno creduto a lungo che la vera differenza consistesse nel piangere i morti. Che gli altri animali non hanno il senso della mortalità e non sono in grado di comprendere il concetto della loro stessa morte. Ma non è necessariamente così. Sembra che anche gli animali conoscano il dolore.

Spesso gli elefanti vegliano per giorni, in silenzio, i loro compagni morti, toccando di tanto in tanto i corpi con le loro proboscidi.
La biologa keniota Joyce Poole, che ha studiato gli elefanti per 25 anni, afferma, riguardo al comportamento degli elefanti nei confronti dei loro morti: "mi lascia pochi dubbi sul fatto che questi siano in grado di sentire forti emozioni e di capire in qualche modo la morte".

La leggenda secondo cui esistono "cimiteri degli elefanti", in cui le creature della savana si riuniscono per commemorare i defunti, ha trovato una conferma scientifica.
Uno studio triennale condotto in Africa da ricercatori della Essex University, pubblicato sulla rivista “Biology Letters della Royal Society”, rivela che gli elefanti danno grande importanza ai morti, e che si sentono spinti a toccare delicatamente le ossa dei esemplari deceduti, con la proboscide e le zampe.
«Quando trovano resti di uno di loro», dice la dottoressa Karen McComb al Daily Telegraph, «gli elefanti ci girano intorno compiendo uno stretto cerchio, con le orecchie e la testa abbassati, mostrando tensione. Quindi toccano e odorano la carcassa. Se ci sono ancora le zanne dell'animale morto, le raccolgono con la proboscide e le portano via con loro. Tuttavia non sembrano fare distinzioni tra il cadavere d'un elefante del loro branco o uno sconosciuto». Lo studio conclude che gli elefanti hanno molte caratteristiche simili agli esseri umani, inclusa quella, già conosciuta, di piangere. La ricerca è stata compiuta all'Amboseli National Park, in Kenya.

“Quando gli elefanti piangono” Jeffrey M. Masson, Susan McCarthy - ed. Baldini e Castoldi Dalai


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