Suoni minimal x ricordare qualcosa di grande
Come quando la domenica i calciatori scendono in campo con il lutto al braccio. Ebbene sì, è morto un mio amico

Oddio, sono forse più io che in qualche modo lo sentivo amico, ma spero che anche lui, nelle poche occasioni in cui ci siamo incontrati, abbia serbato un buon ricordo di me. In verità una persona di cui mi sono pazzamente innamorato al primo casuale appuntamento. Una di quelle persone che ti viene voglia di dire “cazzo, a me piacciono le donne però se mi piacessero anche gli uomini lui mi piacerebbe da morire”. E poi quell'incredibile entusiasmo, quell'incredibile sensazione di continuo stupore che solo un vero giovane (perchè giovani non si nasce, si diventa...) ti trasmette contagiandoti irrimediabilmente.

Lo conobbi quando mi capitò di andare a vivere a Vignale Monferrato, più o meno a un paio di chilometri in linea d'aria da dove viveva lui, e sinceramente non mi ricordo il modo in cui ci conoscemmo. So solo che ebbi il privilegio di essere invitato a cena, di ammirare la sua pazzesca collezione di autografi esposta nella sala da pranzo, di meravigliarmi per l'ascensore che dalla cucina portava giù in cantina, di essere accompagnato nel suo megastudio dove mi fece vedere opere in lavorazione oppure finite da sempre, come uno scheletro assemblato a furia di zollette di zucchero miracolosamente sopravvissute agli anni, quegli anni '60 in cui sono nato e che mi hanno cullato figlio della pop art. E poi mi ricordo anche una volta in cui mi telefonò proponendomi di fare da regalo-cantante al compleanno di un suo amico: “Ti regalo un disegno” mi disse, ma cazzarola, manco a farlo apposta, proprio quella sera avevo uno dei rarissimi impegni di quel periodo lì. E l'ultima volta che l'ho incontrato, all'inaugurazione di Artissima a Torino due o tre anni fa, quando mi vide e si mise a cantare “Vamos a la Playa”. Non dimenticarti di me, per favore, Aldo. Io non lo farò di sicuro. Ti voglio bene.

In memoria di Aldo Mondino, grandissimo artista (1938-2005)

 

Dai cieli della Persia

Il modo più dolce per ricordare lo straordinario estro creativo di Aldo Mondino? Ascoltare un cd di Al Gromer Khan, Space Hotel, le cui sonorità minimaliste sono ispirate alle stesse danze Sufi che più volte hanno affascinato e conquistato Aldo Mondino. Ascoltando le melodie incantatrici di Space Hotel ci sembra di rivedere quei volteggianti dervisci dipinti da uno degli artisti italiani più apprezzati del dopoguerra.

Al Gromer Khan, Space Hotel. Etichetta New Earth Records


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