Una città - sogno
Karlsruhe, così com’è, è stata sognata da Carlo Guglielmo nel 1700. Un vero sogno ispiratore… E allora voi lasciatevi ispirare dai profumi di narcisi e tulipani, dalle zuppe di lumache e dai taxi in versione high-tech…

Questo mese la vostra Luxuria vi manda nella regione tedesca del Baden-Wuerttemberg (ci sono voli a basso costo con la Ryan per Baden Baden). E’ la parte più calda di tutta la Germania, grazie alla presenza del Reno che rende il clima più mite, fiume che ne segna il confine con la Francia. Devo infatti ammettere che è strano trovarsi in Germania senza quel freddo gelido che, se da una parte congela il formarsi delle rughe, dall’altra ti costringe a seppellirti sotto sciarpe, guanti e cappotti che quando devi fare uno strip… altro che “9 settimane e mezzo” ci vogliono 3 mesi! Sorprende anche la presenza di paesaggi simil-toscani, vigneti (ottimi vini tra cui il Riesling di Maulbronn o il Weingut Iselin di Gernsbach) e aiuole curatissime di narcisi, viole e tulipani dai colori acidi e anche ibridati il cui profumo ti inebria le narici ovunque (altro che cocaina!).

Mi ha molto colpita la cittadina di Karlsruhe, per la leggenda circa la sua fondazione. Il nome vuol dire “il riposo di Carlo”: il margravio Carlo Guglielmo (1706-1738) si sarebbe addormentato durante una battuta di caccia e gli sarebbe apparsa in sogno la formazione di tale città. Infatti nel 1715 inizia la costruzione dell’abitato sotto la direzione dell’architetto Friedrich Weinbrenner che terminerà nel 1806, anno in cui Karlruhe viene eletta capitale del Baden. Nel sogno Carlo Guglielmo avrebbe avuto la visione di una città a forma di ventaglio... un ventaglio, che meraviglia! E così fu: dal centro (rappresentato dal bellissimo Castello) parte la forma a semicerchio di tutte le vie che si diramano, appunto, “a ventaglio”. In una terminologia più tecnica questi sogni vengono definiti “ispiratori”, e ne esiste un’ampia casistica: il prof. Lamberton dell’Università di Pennsylvania non riusciva a risolvere un teorema di geometria e la soluzione gli apparve in sogno, sotto forma di un diagramma corredato con formule dimostrative. L’immagine allucinatoria era così netta che il professore al risveglio balzò dal letto e ricopiò la figura. Il musicista istriano Giuseppe Tartini sognò una notte ad Assisi un diavolo che al violino eseguì una sonata di prodigiosa bellezza, e al risveglio il compositore trascrisse quanto più gli riusciva di ricordare. Ma si possono ancora citare Galeno che in sogno ebbe il suggerimento di realizzare un tipo di intervento per un suo paziente, il chirurgo Von Esmarck che inventò in trance onirica il metodo ischemizzante o il chimico Von Kekulè che scoprì in questo modo la soluzione dell’anello benzolico. L’idea di poter creare attraverso il sogno, nel dormi-veglia, sta anche alla base di tutti i poeti maledetti che usavano le droghe e l’assenzio come Muse ispiratrici. Nel centro della città di Karlsruhe, Marktplatz, c’è una piramide sotto la quale è sepolto Carlo Guglielmo proprio a ricordo di quel suo sogno che è divenuto realtà. Nel museo del Castello vale la pena visitare il cosiddetto “Bottino di Guerra” di Luigi ‘Tuerkenlouis’ Guglielmo, vincitore sugli Ottomani nella battaglia di Slankamen nel 1691. Perché, diciamocelo, oggi la Lega e il nuovo Papa Benedetto XVI sono contrari all’entrata della Turchia in Europa ma già in passato è stata anche l’Europa a entrare in Turchia e custodire la refurtiva nei musei. Bellissime sono le bardature dei cavalli...ma questi Turchi bardavano i cavalli con piume, stoffe preziose, metalli...più che cavalli sembrano Moira Orfei conciata a festa! Infine consiglio anche di fare una visitina allo “Staatliche Kunsthalle” dove è compresa nel prezzo il noleggio di una sedia pieghevole per sedersi davanti ai quadri che uno ama ammirare con comodo, ad esempio la “Crocifissione” del Maestro di Karlsruhe, uno straziante quadro con Cristo crocifisso con i palmi rivolti al cielo, i piedi accavallati in un groviglio di muscoli contratti dal dolore, rovi di spine che sembrano veri, rivoli di sangue così realistici da superare l’horror del film “The Passion” di Mel Gibson. Per ritemprarvi da tanto strazio andate a una bella cenetta a lume d’olio al ristorante “Dudelsack” sulla Waldstrasse, dove consiglio la zuppa di lumache, la carne di maiale, frutti di bosco e gelato alla vaniglia e dell’ottima birra alla spina. La gentilezza e la disponibilità del popolo di questa regione è esemplare. Curiosità: sui taxi di questa regione osservate i tassametri...sono al quarzo proiettati sullo specchietto retrovisore....e dire che per me tale specchietto serviva solo a rifarsi il trucco!

 

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