Brividi vertiginosi
Il teatro come possibilità di sopravvivenza e riscatto, ma anche come sfondo psicologico per giochi crudeli e duelli con nemici invisibili. E la danza: come corpo libero e liberato che si confronta con altri linguaggi espressivi

Finale di partita

“Non c’è niente di più comico dell’infelicità” insegnava Samuel Beckett; niente di più vuoto e insensato dell’esistenza umana che si sgrana in controluce sotto i colpi delle miserie e delle parole quotidiane che come lame tagliano la vita di tutti i personaggi dei drammi di Beckett. la cifra stilistica della modernità del grande drammaturgo, che non pare mai passare di moda a teatro, consiste proprio nell’attualizzazione della sospensione temporale, nel sentimento ineluttabile dell’attesa, nella frantumazione dei legami psicologici che regolano le relazioni fra esseri umani. Lorenzo Loris, attore e regista milanese, realizza all’Out Off un originale percorso sulla drammaturgia del novecento che culmina in questo prorompente Finale di Partita. Crudele è il tema e spietato è il gioco psicologico che unisce i due protagonisti: Hamm e Clov, un padre cieco e infermo sulla sedia a rotelle, e Clov, (forse suo figlio adottivo) destinato a stare in piedi per sempre. I due vivono in uno spazio senza tempo chiuso da quattro mura. Unici elementi ambientali una finestrella che si affaccia sul mondo e squallidi bidoni dell’immondizia riempiti non di oggetti ma di corpi mutilati eppure viventi. Nagg e Nell, i due genitori di Hamm, che hanno perso le gambe in un incidente stradale mentre pedalavano su un tandem sono ora ridotti a scorie, impenitenti presenze che con il loro dolore fisico evocano una memoria tragica. Loris è bravo, anzi bravissimo, nel mettere in scena le crudeltà piccole e grandi che la quotidianità del dolore riduce a banalità. D’altra parte il testo originale di Beckett conteneva già in nuce gli ingredienti di un’orrida umanità seviziata nello spirito dai suoi stessi figli. Tutto il dramma si riduce all’esperienza linguistica del dolore e della sopraffazione, all’esplicitazione comica e a tratti farsesca del rapporto sadomaso fra individui mentre un fantasma si aggira sul palcoscenico: quello dell’infelicità degli uomini.

FINALE DI PARTITA

Di Samuel Beckett

regia Lorenzo Loris

con Paolo Pierobon, Alessandro Genovesi, Giorgio Minneci, Elena Arcuri

scena di Daniela Gardinazzi

costumi di Nicoletta Ceccolini

Teatro OUT OFF v. Dupré, 4 Milano

3 – 29 maggio 2005

Biglietti interi: 12.00 Euro

Riduzioni: 30% ai giovani fino ai 25 anni di età; 50% ai maggiori di 60 anni (in base alla Convenzione con il Comune di Milano)

Biglietteria: prenotazioni telefoniche, tel. 0239262282 - da lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle 18.

telefono 0239262282

E-Mail: info@teatrooutoff.191.it; www.teatrooutoff.it

 

Urlo

Tra gli spettacoli da non perdere in giro per l’Italia, non si può non menzionare Urlo per la regia di Pippo Delbono che alla sua sgangherata e commovente compagnia affianca per questa occasione scenica due presenze del teatro e della musica d’eccezione: Umberto Orsini e Giovanna Marini. Lo spettacolo ha debuttato in Italia ad ottobre, ma se qualcuno lo avesse mancato, corra a teatro per fare un vero e proprio bagno di umanità, euforia, gioia mista a dolore, rabbia, rassegnazione e riscatto dell’uomo. Per Pippo Delbono il teatro è un’esigenza e un’emergenza al tempo stesso. Nella sua compagnia (da sempre quella!) non ci sono veline o attori bellissimi di primo piano; ci sono persone con passati difficili, portatori di handicap, persone ai margini della nostra realtà patinata che ha visto con Pippo nel teatro una possibilità di sopravvivenza e di riscatto. Delbono ha saputo trarre da loro e con loro il meglio, il vitale, il perfetto trasferendolo di volta in volta in eccellenti prove d’attore. Il suo teatro è una filosofia, è un luogo dove gli opposti si incontrano, dove mestizia e baldoria vanno a braccetto, dove il dolore crea disagio e subito dopo gioco ironico. Il teatro è vita per delbono, quindi è inutile raccontavi le trame dei suoi spettacoli: un felice caos anarchico che vi proietterà nello spazio di un attimo dal sublime all’estasi, dalla crudeltà all’amore. E se per caso vi state adagiando o vi state commuovendo davanti ai personaggi (e credete, questo può avvenire) ecco Pippo entrare in scena come un pazzo, di corsa sudato e fare un urlo gigantesco e prorompente che arriva da lontano, da dentro, dal profondo per farvi sognare e inorridire. Grande!!

URLO

Regia e ideazione Pippo Delbono

Compagnia Delbono

Con la partecipazione di Umberto Orsini e la voce di Giovanna Marini

Mercadante Teatro Stabile di Napoli, Piazza Francese 46

Dall’11 al 25 maggio 2005

Info: 0815524214, www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria: 081 5513396

 

Il Grigio

Nonostante il titolo, Il Grigio non è spettacolo dai toni cromatici di mezzo. Nato nel 1988 dal sodalizio artistico fra Giorgio Gaber e Sandro Luporini, il Grigio esalta il talento drammaturgico di Gaber e l’intensità recitativa del giovane Fausto Russo Alesi, già premio della critica Teatrale e del premio Ubu 2002. Un uomo disgustato dalla volgarità che lo circonda si rifugia nella campagna svizzera ma neanche li riesce a trovare pace. Un invisibile topo angustia le sue immobili giornate, i suoi pensieri, la sua coscienza. Come in uno dei migliori romanzi di Dostoievski, l’attore comincia un duello con l’invisibile nemico e in questa battaglia feroce e mentale si trova a far i conti con se stesso e le proprie scelte affettive.

Notevole prova d’attore.

IL GRIGIO

Di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

Musiche di Carlo Cialdo Capelli

Con Fausto Russo Alesi e Carlo Cialdo Capelli, Corrado Dado Sezzi

Regia di Serena Sinigaglia

Teatro Gobetti, via Rossini, 8 Torino

3 – 15 maggio 2005

info: 011547048, www.teatrostabiletorino.it

biglietti da Euro 24,00 a 18,00


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