Prode prodiere
Avrei voluto dirvi quanto mi è piaciuto l’ultimo libro che ho letto… quanto mi ha emozionato. Ma stavolta non ci riesco…

Prode prodiere. Così mi ha chiamato fino a oggi Eugenia, la mia skipper, il comandante del mio viaggio nelle recensioni di libri per Bazar, e per me era un onore, perché il prodiere in un equipaggio ha un ruolo fondamentale.
Ma questo mese il prodiere ha perso il vento, non trova più la rotta, è in balia delle onde e la bussola è rotta. Vi avrei voluto dire quanto mi è piaciuto il libro di Walter Veltroni SENZA PATRICIO, quanto mi ha commosso e quanto mi ha emozionato. Quanto vicino mi ha fatto sentire un paese che non è il mio. Quanto profondamente ha toccato le corde della mia paternità e quanto mi ha fatto risentire figlio ora che un padre non ce lo ho più.
Ma sono settimane che guardo lo schermo del computer senza riuscire a scrivere una riga che non sia banale, sciocca, ripetitiva.
E allora mi sa che me so’ giocato la dote, nel senso che quello che potevo fare l’ho fatto e chi s’è visto s’è visto, io nu riesco più a scrive’ manco la lista per la spesa.
Ammaino la vela, mi tolgo la cerata e, a nuoto, ritorno a riva.
Buon vento a tutti.

Caro Claudio,
è un periodo strano, questo. Dev’essere il rientro dalle vacanze, il freddo improvviso, la pioggia e la luce che vertiginosamente diminuisce a farci sentire astienici, esangui.
Anche tanti dei miei marinai (ho altri prodi prodieri, non sei l’unico, non sentirti addosso il peso di una responsabilità gigantesca!) sono affaticati e faccio un po’ difficoltà a tenerli su.
Ma quel che è davvero peggio è che anche io sono stanca e a volte mi sento un po’ sola nella consapevolezza di non poter smettere mai di reggere e guidare, di essere forte e prestante, proprio in quanto ho accettato il ruolo di capitano di una nave.
Ma se tu ti fidi e affidi con così tanto amore a me, confessando la tua debolezza con tanta semplicità, anche io voglio fare lo stesso e restituirti il dono. E provare, anche solo per un attimo, a mostrarmi: invece che usare i muscoli per raddrizzarti e tirarti in piedi, mi distendo accanto a te per riposarci insieme. Posso?
E per chi vuole una pausa, c’è ancora posto accanto a noi…

Il libro
Senza Patricio
di Walter Veltroni
Edizioni Rizzoli
124 pag. € 9,50

LibroVeltroni

Come comincia…
“Un giorno della mia vita, uno qualunque, passando per una strada di Buenos Aires ho visto una scritta su un muro. Vernice colorata su una superficie senz'anima. Quattro parole: «Patricio, te amo. Papa». Non mi era mai capitato, in quasi cinquant'anni, di vedere un graffito dedicato da un padre a un figlio. E ho immaginato storie che possano aver prodotto il gesto di quella scritta. In quella terra malinconica e triste, con l'anima appesa al tempo, tutto sembra epico e grande. Anche un atto così semplice. Diciassette lettere scritte da qualcuno, un giorno, su un muro…”
Storie d’amore tra padri e figli, di padri verso i propri figli, in una terra dal tragico passato e dal presente faticoso.

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