Il medium (di)vino tra le generazioni
Il vino è la materializzazione della vita nascosta. Confine sottile tra la realtà fisica e “i significati”, rinnovabili come le sensazioni

Non è facile parlare di vino e di giovani insieme. Quest’oro autunnale, portato a maturazione con la calma della creazione, dal chicco d’uva che genera virtù del corpo e gioia dell’anima, senza fretta. Sensi intrecciati a razionalità; difficile simbiosi che diventa pensiero e poi – premesso sia semplice restituire le sollecitazioni che il vino trasmette - parole. 

E per parlare del linguaggio del vino e del suo potere ispiratore per i grandi classici della letteratura  bisogna riconoscere con umiltà la complessità e la finezza ermeneutica dell’argomento. La bevanda magica è un insieme di liquido, vitigno e coppa; di terra e di armonia con gli astri. Tant’è, che nel suo percorso di maturazione, segue il sole nelle combinazioni con le stelle. Il vino contaminato dai cicli cosmici attraversa la storia come bevanda sacra e segreta, celando nella composizione il mistero della gioventù eterna e, quindi, della vita perpetua.

Niente di nuovo dunque: legato nella leggenda alla rigenerazione stessa dell’esistenza, attraverso la passione di Noè, il succo d’uva fermentato è la materializzazione della vita nascosta, della giovinezza signora e misteriosa, diventando -  anche grazie al colore - la riabilitazione tecnologica del sangue.

Ma la forza inestimabile del vino come simbolo del racconto è di tutti i tempi e per tutte le età perché è generata da un forte legame con il territorio. Quasi riproducendo in liquido la vita degli uomini. Anche se solo parzialmente, il nostro corpo è condizionato dall’esser nati in un luogo: in un paese invece che in una metropoli, in Umbria o altrove. Il clima in cui siamo nati ci definisce, ma sappiamo anche che la statura, il colore della pelle, gli odori del corpo, la lingua sono strettamente connessi alla nostra appartenenza geografica. 

Scrutando ordinatamente i sistemi di appartenenza e quelli di differenza, appare chiaro che esso è tale solo perché lo sentiamo. Certo, alcuni di questi condizionamenti costruiscono legami quasi irrevocabili, come la religione e la lingua, una cultura e una visione della vita. Ma anche quando essi sono costruiti sui condizionamenti fisici e materiali, diventano importanti se li sentiamo, nella misura in cui li sentiamo.

E’ di questo tipo anche il legame con la “nostra” terra: più che fisico è spirituale; più che generazionale, amministrativo è “intellettuale”, e cioè strettamente connesso alla profondità con cui decidiamo di sentire il legame, di viverlo come differenza e ricchezza. La tavolozza a cui questo ragionamento si applica meglio riguarda “beni immateriali” come il paesaggio, l’ambiente culturale, i beni della storia e della tradizione, le particolarità di una lingua e di un sentire comune.

Ma non si fermano qui. Attaccano la cosiddetta cultura materiale: il sistema degli oggetti, i cibi e la cucina, i prodotti dell’agricoltura e, su tutti, l’olio e il vino.

Oggi il vino torna a essere contesto giovanile, proprio in un momento di orror vacui e incertezze. Forse perché rappresenta emblematicamente il confine sottile tra una realtà fisica e materiale e “i significati”, sempre rinnovabili come lo sono le sensazioni.

Il vino, che non cambia, ci cambia: ci rende diversi, non solo sotto il suo peso ma per il suo stesso potere simbolico di modificazione su di noi. Crea dei legami mistici tra le persone, portando all’abolizione della condizione quotidiana dell’esistenza e alla conciliazione con la vita. Dunque, territorio di sperimentazioni.

 

Vinoforum

A giugno perdetevi nella seconda edizione di Vinoforum, l’Italia del vino sulla tavola della capitale. Piazza Cavour a Roma trasformata in regno del vino tra corsi di degustazione, dissertazioni su tema, e scoperta delle vigne del Lazio. Una percentuale del biglietto è devoluta al progetto Wine For Life per combattere l’AIDS in Africa.

dal 1 al 18 giugno - Organizzazione: Tel. 0697273665 - www.vinoforum.it


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node