capitolo IV: notTurno a Reading
La sala era quasi vuota. Si acComodò nell’angolo siniStro dell’ultima fila...

Sospirò. Il vecchio Pembrock, che peraltro non era affatto vecchio, lo aveva raggirato. Doveva capirlo che ad un professore di matematica, gallese soprattutto, non potessero interessare le leggende del Berkshire, inzuppate di fantasmi e goticismi, esoterismo e folklore paesano. La sala lentamente andava riempiendosi di signore attempate e varia umanità ma di Pem nessuna traccia.
Silenziosamente, una figura portò un blocco di fogli e cominciò ad armeggiare.
Sembrava un ragazzo di una trentina d’anni, vestito con una polo, un paio di pantaloni di cotone e occhiali leggeri. Prese a tamburellare sul microfono. Si alzò un sibilo.
"Scusate....Ecco adesso va bene. Buonasera sono Samuel Furthermore e intendo parlarvi... Dunque...Di esoterismo. Anzi per la precisione, delle radici esoteriche delle leggende del Berkshire".
Howard era piuttosto sorpreso. Si aspettava un professore incanutito, con una giacca di tweed e la cravatta di lana. Invece si trovava di fronte uno che poteva essere un suo collega, arrivato direttamente dalla palestra di squash.
“Non mi dilungherò sulle origini alto medioevali di queste leggende.”
Era un buon inizio.
"Anche se gran parte delle tradizioni locali sono da ascriversi al periodo di occupazione normanna, e rappresentavano in qualche modo la sopravvivenza di tradizioni celtiche, sassoni e retaggi della colonizzazione romana".
Addirittura.
"Credo si possa affermare che certe rappresentazioni di cultura druidica, furono salvate proprio grazie a queste storie, al tramandarsi apparentemente innocuo di favole. Questa attività fu sempre sottovalutata dal potere e quindi tollerata".
Beh, Pembrock, forse, non lo aveva gabbato. - Ma dov’è Pembrock?- Howard si guardò in giro. 
“...Ma l’attenzione che oggi si pone nei confronti di queste leggende non è esclusiva dei nostri tempi. Il secolo decimonono fu un periodo molto importante. In questo secolo incomincia la mediazione della scienza sulle esperienze esoteriche. Gli scrittori, i letterati, applicarono lo stesso metro nelle proprie attività“.
Howard applicò lo scetticismo scientifico all’assenza di Pembrock e pensò a uno scherzo.
“Lo sapevate che qui a pochi chilometri esiste un maniero che è identico alla descrizione che Oscar Wilde utilizza ne Il Fantasma di Canterville? Ma la cosa ancora più interessante è che nella stessa zona si narra delle apparizioni di un fantasma. Ecco che Wilde nella sua operazione, mescola la tradizione locale con la modernità, ottenendo un curioso effetto di potenza narrativa ma anche di rilancio della tradizione esoterica“.
-Questo tipo sta dicendo che esistono davvero i fantasmi nei dintorni di Reading? - Howard ricominciò a provare un certo disagio.
“Edgard Allan Poe, soggiornò a Maidenhead nella sua giovinezza, portato dai genitori adottivi perché studiasse a Londra. Lo sfondo di molti dei suoi racconti è tipicamente europeo.
C’è però un particolare ricorrente in alcuni suoi racconti: la presenza femminile legata alla morte.
Ricordate i racconti Ligeia e Morella, in cui la donna virtuosa e colta supera la morte riemergendo dall’oltretomba?”
Howard stava perdendo la pazienza. La tensione narrativa nella sala era, però, estrema.
Il silenzio, a parte le parole di Furthermore, era assoluto. Howard si muoveva sulla sedia producendo scricchiolî rumorosissimi. E in un angolo la vide.

“Ma soprattutto Berenice, il racconto di una ossessione, trova un riscontro sorprendente nella storia di un efferato scempio sul cadavere di una giovane donna che ancora oggi si racconta al di là del Tamigi. Anzi, qualcuno ipotizza che il nome Maidenhead sia riferito proprio al ritrovamento della testa della fanciulla, sepolta e privata dei denti”.

La vide di nuovo.

All’estremità opposta del fondo della sala la figura femminile, non potè descriverla altrimenti. Distolse lo sguardo. Anche lei lo guardava. O almeno fu quello che Howard si affrettò a sperare. Era sicuramente bellissima. L’aveva osservata per pochi istanti nel buio di una sala, mezza nascosta, eppure era l’essere più bello che avesse mai visto. Era ovviamente vestita di bianco.
“Non si può fare a meno di notare la stessa matrice, pur stemperata in una finezza crepuscolare assolutamente originale, nei racconti di Hanry James.”
Anche Hanry James. – Ci mancano soltanto Lovecraft e Stephen King – pensò Howard. Cercò di leggere la stessa stizza nel viso della donna bianca ma questa era, prevedibilmente, sparita. Howard uscì. La strada era deserta. Rientrò per chiedere alla maschera se avesse visto uscire qualcuno.
“Credo di si signore, ero seduto a leggere e non mi sarei accorto di nulla se non avessi alzato gli occhi per caso. Vede, non ha fatto alcun rumore per uscire”.
Howard incominciò l’inseguimento, in mezzo alla pioggia che stava smettendo, bagnandosi soltanto un poco. Le persone che lo incontrarono per la strada sicuramente confusero lacrime con rivoli di pioggia.


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