Capitolo XIII: Elettronica Salsa
Elettronica Salsa   

Il rumore delle onde del mare dei Caraibi accarezza l'aria. Alberto canticchia senza parole un fado português, pensieroso. Porta sotto il braccio una cassetta di legno. Le scarpe di Felix comprimono la sabbia. Non parlano.

Allargando il piano medio si vedono due uomini, antropometricamente opposti, che camminano sulla spiaggia alla luce metallica della luna. Si allontanano da qualcosa , senza correre. Il piano si trasforma in campo lungo con le due figure, la spiaggia, il mare. Oltre si vedono alberi e le mura bianche di una ricca tenuta. Nessuno li segue.

  • D'amore non si muore...-

Felix si massaggia la nuca. Sembra stupito della ritrovata disponibilità del suo corpo al dialogo.

  • D'amore non si muore...-

Guarda Alberto trottare . Lo scopre malinconico. Felix non indugia lo sguardo. Non si volta. Sente la strana pressione che gli occhi del Re spandono sul terreno che circonda la sua residenza. Lo immagina dietro alla vetrata del suo studio, in piedi, ad osservare le loro ombre che scompaiono nella notte e , alternativamente, il brillare inquieto del segreto della reliquia.

  • D'amore non si muore...-

Felix è un sopravvissuto. E a suo modo lo è anche Alberto. Si assomigliano .  

Dacovica rimugina. Il suo cervello ipertrofico valuta punto per punto le rivelazioni del sovrano. Dopo aver doppiato la prima reazione di scettica ilarità , quella che gli aveva messo sulle labbra un: “I miei rispetti per la Vostra sovrana genialità!”, segue un rigoroso processo di analisi razionale e circostanziato.

Li aveva lasciati andare. Lui con il reliquario recuperato, l'altro con le proprie gambe.

“Sono un sovrano illuminato, non un Principe Nero.” Aveva detto. Ma si vedeva che la loro sorte era stata decisa da un capriccio egotico. Il loro ruolo era stato preciso e indispensabile.

“Non ho ragioni per nuocervi, come voi a me, del resto. Lei Alberto ha avuto ciò che le era stato commissionato di ritrovare. Lei Felix è un ladro magnifico, ha già avuto la sua ricompensa. “

Felix era rimasto muto ma lui aveva rilanciato: “Vostra Grazia non crede che potremmo denunciarLa?”

Il Re aveva congiunto le mani in un gesto ecumenico. “E di cosa, miei buoni ospiti? Di aver scoperto la pietra filosofale? A chi lo direste? Alla polizia di Hogwarts? “.

Gli aveva concesso una poco regale stretta di mano e un ufficioso ringraziamento. Avevano dovuto stringergli la mano. Li aveva lasciati andare perché testimoni, muti, della sua vanità. Un ruolo non da poco.

Nella mente di Alberto affiorarono le parole ascoltate dal Re:

“La pietra filosofale è un in realtà un algoritmo. Un mezzo per trasformare il tesoro grezzo più prezioso dell'uomo in qualcos'altro. La parola, miei signori. La parola, altro che piombo in oro. In termini più moderni, questo oggetto contiene il codice di un potentissimo algoritmo di crittografia.”

Felix non sembrò impressionato ma Alberto era sbiancato. Il Re se ne era accorto ed aveva calcato la mano.

“Mi segue , monsieur Alberto? Cosa farebbe lei se potesse decriptare tutte le comunicazioni dell'umanità : bancarie per il danaro, industriali per il potere. La vera autorità completamente nuda.”

“Non riesco a immaginarlo...”

“Io invece sì. Prima accumulerò una fortuna dirottando un millesimo di euro e dollaro per ogni transazione bancaria elettronica. Sapete quante transazioni economiche ci sono al giorno? Diciamo che in sei mesi sarò l'uomo più ricco del pianeta. Ma potrò nel frattempo fare qualche piccola speculazione sfruttando informazioni riservate e dopo un anno potrei controllare i consigli di amministrazione delle prima 500 società del mondo.”

Alberto aveva stretto i pugni. 

  • D'amore non si muore. -

Il viso di Astrid comparve dietro alla retina di Felix. Ecco cosa porta l'accanirsi a capire. Aveva rimpianto, per un istante, di non essere uscito di scena al momento opportuno. La sua arte, stavolta, l'aveva superato. Aveva forzato la sorte alla ricerca della consapevolezza senza essere pronto per le conseguenze. Non aveva provato rancore per Astrid, ma per se stesso. La conoscenza non da la felicità.

“Ma per fare tutto questo deve dominare la rete.” Aveva detto d'un fiato Alberto. “Deve avere un sofisticato sistema informatico!“. Lui aspettava solo di poter sparire.

“Acuto. “ Il Re si era accigliato ma doveva aver valutato che anche questo poteva entrare senza eccessivi rischi nel suo trionfo. “Vede Alberto, Pedro Cays è territorio sovrano e nessuno può ficcanasare nelle infrastrutture di uno stato sovrano. “ 

Alberto guarda il mare. Immagina un bel gruppo di hacker sparsi per il mondo a grufolare tra le pieghe del cyberspazio supportati da potenti server piazzati in un bunker nell'isola delle starne fuscate. Felix guarda il mare. Ci vede i capelli di Astrid. La nuca ricomincia a dolere.  

Due bianchi in un luogo isolato della Jamaica, in piena notte , sono un bersaglio troppo facile.

- D'amore non si muore. Più di una volta !.-

Lo sarebbero se la mano di un Re non li proteggesse.

“Che farai adesso?”

“Credo che mi ritirerò.”

“Anche io ne ho abbastanza di storie in salsa elettronica.”

La luna si alza sull'orizzonte . Incombe sulla tenuta come una guardiana in armatura. Fa sfoggio di fredda potenza. Chissà se quattro secoli prima lo stesso Cagliostro aveva provato analogo sgomento, sotto il segno della stessa luna , cercando inutilmente di cogliere l'essenza di quel cilindro di metallo lucente. Come ne fosse entrato in possesso, nemmeno il Re di Pedro Cays lo sapeva con certezza. L'unica certezza è che lo aveva celato sotto la protezione della Romana Chiesa. Fino a quel momento.

I due si fermano all'inizio di un agrumeto. Immaginano all'unisono il sorgere di una nuova e inattesa egemonia mondiale, spettatori e artefici della nascita di un Mule, l’ibrido mutante. Nella foschia che sale dalle onde sembrano disegnarsi ombre delle più inquietanti profezie.

“Cosa dovremmo fare adesso?”

Scricchiolii inquieti crepitano nel folto del bosco.

“Sperare che sia un sogno. E poi svegliarci.”



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