IL FESTIVAL DELL’ARTE CONTEMPORANEA ANNUNCIA I PROTAGONISTI DELLA QUARTA EDIZIONE

IL FESTIVAL DELL’ARTE CONTEMPORANEA ANNUNCIA I PROTAGONISTI DELLA QUARTA EDIZIONE

Presentato al MAXXI di Roma Forms of collecting/Forme della committenza, che si svolgerà a Faenza dal 20 al 22 maggio 2011


La quarta edizione del festival dell'arte Contemporanea, che si svolgerà a Faenza dal 20 al 22 maggio 2011, e sarà dedicata ai temi del collezionismo e della committenza, è stata presentata al Museo MAXXI di Roma.
Il festival, un progetto di goodwill, ideato e fondato da Alberto Masacci e Pier Luigi Sacco, con la direzione scientifica di Carlos Basualdo, Pier Luigi Sacco e Angela Vettese, si conferma come il primo evento al mondo interamente dedicato alla riflessione e al confronto sull’arte del nostro tempo, un laboratorio unico per formulare proposte, pensieri, idee per l'arte e la società del domani. Nel corso delle precedenti tre edizioni, il festival ha portato a Faenza 350 relatori internazionali, tra le punte di diamante dell’arte e della cultura contemporanea, e oltre 45.000 visitatori tra professionisti del settore, giornalisti, studenti e appassionati, accorsi a Faenza per “vedere l’arte” attraverso le parole dei suoi protagonisti.

Siamo molto vicini al festival fin dalla prima edizione, siamo cresciuti insieme. L’anno scorso quando siamo stati a Faenza il MAXXI stava per essere inaugurato. Oggi noi funzioniamo e voi siete alla 4 edizione. Non è il momento migliore per fare cultura in Italia e nel mondo, ogni volta che c’è una crisi economica la prima fonte di spesa che viene tagliata è la cultura, da sempre. E la cultura deve reinventarsi. Per questo penso che un museo debba essere una fabbrica di cultura, come il festival, e che dobbiamo diventare un medium dove si incamera e si ritrasmette conoscenza del futuro - è stato il saluto di Pio Baldi, Presidente della Fondazione MAXXI.
Faenza – ha spiegato Massimo Isola, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Faenza -  è una della città della provincia italiana che vogliono giocare la partita della cultura, avendo nell’identità creativa la propria storia, e su questo vogliono costruire il loro futuro. Ed è per questo che il festival si fa a Faenza. Una città che ha una forte tradizione ceramica, un grande museo internazionale, che ha sempre cercato di aprirsi verso il mondo. Il festival e un’opportunità per continuare questo  dialogo tra il valore del territorio e gli orizzonti internazionali di cui l’evento e i suoi protagonisti sono portatori. La cultura anche per gli enti locali, che soffrono questo momento di crisi, deve continuare a essere un punto di riferimento per leggere il futuro e la 4 edizione del festival è una tappa di questo cammino.
Anna Mattirolo, direttrice del MAXXI Arte, tra i protagonisti della prossima edizione: Mi riconosco come fan numero uno di questa iniziativa, che a mio parere rappresenta il modo migliore di affrontare il tema della contemporaneità e per questo penso che chiunque si occupi di arte contemporanea debba incoraggiarla. La scelta di Faenza è intelligente: è un posto che ormai amiamo, dove ci si ritrova tutti molto volentieri e in cui personalmente sono molto contenta di tornare. Il tema di quest’anno, mi è inoltre molto caro, riguarda la committenza e il collezionismo: la collezione è alla base, alla radice di un museo, di questo museo.

Forms of collecting/Forme della committenza, entrerà nei meccanismi della committenza e del collezionismo contemporaneo attraverso molteplici punti di vista, invitando a confrontarsi artisti, curatori, professionisti del mercato, collezionisti e altri protagonisti del mondo dell'arte, come direttori di musei e fondazioni a livello nazionale e internazionale. Carlos Basualdo, membro della direzione scientifica del festival insieme a Angela Vettese e Pier Luigi Sacco, ha spiegato le ragioni della scelta di questo tema: Ogni anno, cerchiamo di metterci nella prospettiva delle dimensioni più urgenti e attuali del mondo dell’arte. E oggi siamo di fronte a cambiamenti radicali su cosa si pensa voglia dire collezionare. Il collezionismo sta assumendo forme diverse, che sono il frutto di una trasformazione molto profonda che ha effetti diretti sulla produzione artistica e sul rapporto tra spettatore e opera, come uno degli elementi che la determinano. Parlare di forme del collezionismo in Italia assume inoltre un significato diverso che negli altri Paesi perché la storia della committenza che si è sviluppata qui non ha equivalenti all’esterno.
Per questo abbiamo scelto un doppio titolo: “forms of collecting” fa riferimento al mondo anglosassone, dove emergono le nuove forme di collezionismo, mentre “forme della committenza” ha una risonanza storica molto chiara.
 
A introdurre il programma è stato Pier Luigi Sacco che ha inoltre sottolineato: Il tema non potrebbe essere più tempestivo nel caso dell’Italia, in cui è evidente come il discorso della committenza sia delicato, dal momento che il nostro Paese ha praticamente cancellato l’impegno pubblico sulla cultura. Questo ci deve far riflettere, dato che sicuramente non ha a che fare solo con scelte politiche ma anche con una perdita di senso sociale del valore della committenza. Il festival è un modo per capire in tre giorni e in un ambiente straordinario quello che sta accadendo nel mondo dell’arte contemporanea a livello globale. Le grandi risposte nei grandi momenti di crisi vengono dalla periferia, che spesso trascuriamo ma a cui dobbiamo dare l’importanza che merita: questa Italia di qualità che lavora sulla cultura nonostante le difficoltà è la base su cui possiamo ricostruire il prossimo ciclo di sviluppo, per dare un segnale su quello che il Paese può continuare a essere.

Il festival si aprirà con Achille Bonito Oliva e Massimo Cacciari, per indagare il tema della committenza a livello storico, sociale e filosofico, con due importanti pensatori della nostra epoca.
Come sempre saranno protagonisti gli artisti, chiamati a raccontare in maniera particolare il loro rapporto con committenti e collezionisti e a presentare opere nate da committenze specifiche. Joseph Kosuth, tra i maestri indiscussi dell’arte internazionale, sarà invitato a ripercorrere la sua vita d’artista, dal motto concettuale art as idea as idea ad oggi.
Mark Dion, tra i mid career americani più interessanti del momento, presenterà la sua poetica di artista “collezionista”.
L’artista polacca Goshka Macuga, in conversazione con Milovan Farronato attraverserà le storie di alcuni tra i suoi più interessanti progetti, che l’hanno portata in nomination al Turner Prize 2008, mentre Dmitry Vilensky, insieme a Viktor Misiano, chief editor e fondatore del Moscow Art Magazine e presidente della Fondazione Internazionale Manifesta, e ad altri protagonisti del sistema dell’arte in Russia, indagherà la scena sovietica, inquadrandola nella sua esperienza, tra ricerca artistica e teoria, all’interno del famoso collettivo Chto Delat?. Dominique Gonzales-Foerster sarà invitata a presentare TH2508, realizzata per le Unilever Series alla Tate Modern, descrivendo il rapporto con il committente e la poetica delle stanze da letto realizzate attraverso i racconti dei collezionisti.
Salvatore Settis ci porterà in un passato che svela molte cose del nostro presente, analizzando la relazione tra artista e committenza in una lecture realizzata per il festival.

Il festival offrirà inoltre l’occasione per raccontare le storie dei grandi collezionisti, uomini e donne che hanno contribuito a far crescere molti degli artisti che oggi sono nel pantheon della storia dell’arte. Nell’ambito del ciclo Vite parallele, che richiama nel titolo il famoso testo di Plutarco, queste vicende saranno messe a confronto, in un percorso che attraversa epoche e mutamenti dell’arte. In questo contesto lo scrittore Stefano Basilico, art advisor a New York, racconterà la figura di una delle signore indiscusse dell’arte internazionale, Ileana Sonnabend, mentre Flaminio Gualdoni, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, ripercorrerà la vita di Ambroise Vollard, mercante e intellettuale, compagno di strada di artisti come Paul Cézanne, Pablo Picasso e Vincent Van Gogh.

Il tema del collezionismo sarà affrontato attraverso diversi punti di vista, chiamando in causa esperienze pubbliche e private a livello nazionale e internazionale.
Le esigenze di una collezione pubblica che mira ad essere uno dei punti di riferimento della museologia internazionale saranno al centro di una conversazione tra Carlos Basualdo e Frances Morris, Curatore Capo della collezione (arte internazionale) presso la Tate Modern di Londra e di un confronto con Bartomeu Marì, direttore del MACBA di Barcellona e Anna Mattirolo, direttrice del MAXXI Arte.
Il ricco patrimonio di iniziative e collezioni private del nostro Paese sarà raccontato, insieme alle vicende delle loro opere, da personaggi come Giuliano Gori (Villa Celle), Angela e Massimo Lauro (Il Giardino dei Lauri) e Giorgio Fasol invitato a descrivere l’incontro della sua collezione con il Mart di Trento e Rovereto, nella mostra Linguaggi e sperimentazioni. Egidio Marzona ed Eleonora Charans ripercorreranno insieme l’affascinante vicenda della collezione Marzona, che unisce Conceptual Art, Minimalism, Land Art ed Arte Povera, gestita da Staatliche Museen Zu Berlin ed esposta a rotazione nel programma espositivo di Hamburger Bahnhof Museum für Gegenwart, Berlino.
Ludovico Pratesi, autore di L’arte di collezionare arte contemporanea, affronterà il tema coinvolgendo voci differenti, tra le quali quella di un artista, Alfredo Pirri. La new media art sarà il tema di una tavola rotonda coordinata dalla curatrice Laura Barreca, che coinvolgerà l’artista italiana di fama internazionale Grazia Toderi, Elena Volpato, curatrice del dipartimento video presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino e Chris Eamon, curatore indipendente, per anni direttore di The New Art Trust e curatore della collezione di Pamela e Richard Kramlich, la più prestigiosa al mondo in tema di new media art.

Le intersezioni tra arte e design saranno declinate da Marco Tagliafierro, curatore, Paolo Gonzato, tra i giovani artisti italiani più interessanti e Ayaki Itoh, curatore per l’Italia degli eventi Japan Brand, mentre quelle tra arte e architettura saranno raccontate da personalità quali Pippo Ciorra, Senior Curator MAXXI Architettura e Julia Peyton-Jones, direttore della Serpentine Gallery di Londra.

Per parlare di mercato, Paco Barragan, critico e giornalista, autore del libro The Art Fair Age coinvolgerà Francesco Manacorda, direttore di Artissima, Jennifer Flay, direttrice del Fiac di Parigi, Amanda Coulson, direttrice di Volta Show, per condurre il pubblico in un percorso che illustra il ruolo delle fiere, a metà tra mercato e produzione culturale.

Il festival darà inoltre spazio alle fondazioni e al loro ruolo di protagoniste nella committenza e nel collezionismo. Per questo saranno invitate al confronto le principali realtà per quanto riguarda l’ambito delle fondazioni bancarie in Italia, coinvolgendo Fabio Roversi Monaco ( Fondazione CARISBO), Fulvio Gianaria ( Fondazione CRT) e Andrea Landi (Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).
Martin Bethenod, amministratore delegato di Palazzo Grassi, porterà il pubblico nel vivo della collezione Pinault e di Punta della Dogana, lo spazio che nel 2010 ha battuto tutti i record in Italia, con un’affluenza che ha raggiunto i 500.000 visitatori. Nicoletta Fiorucci, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Giuliana Setari Carusi saranno intervistate sul lavoro e la progettualità delle fondazioni di cui sono presidenti, che, con caratteristiche differenti, rappresentano best practice della promozione dell’arte contemporanea in Italia e nel mondo.

L’invito a incontrarsi ha Faenza dal 20 al 22 maggio è stato arricchito dal saluto di Paola Pivi, protagonista della scorsa edizione e autrice, insieme a Maurizio Pecoraro, della nuova Cshirt, la t-shirt del festival dell’arte Contemporanea: dopo esserci stata ho pensato che il festival fosse una delle cose più belle che abbia mai visto, tre giorni che mi ricordavano i primi giorni di Accademia, in cui si parlava di arte senza i trasporti personali che si hanno quando si espone, in cui tutto è puro e sofisticato.


Per aggiornamenti sul programma
www.festivalartecontemporanea.it

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