“Tracce di luce alle finestre....per andare oltre”

 

“Tracce di luce alle finestre....per andare oltre”

un intervento luminoso di Luciano Maciotta 


“Tracce di luce alle finestre....per andare oltre”

 

un intervento luminoso di Luciano Maciotta 

 

alla Rotonda della Besana

 
 

                Fino al 10 gennaio 2010 

Nell’ambito del progetto di illuminazione urbana della città  “LED – Light Exhibition Design” promosso dal Comune di Milano, Assessorato Arredo, Decoro Urbano e Verde, merita un’attenzione particolare l’intervento realizzato da Luciano Maciotta alla Rotonda della Besana.

 
 

Partendo dalla riflessione sulla storia dell’edificio, sorto come cimitero dell’Ospedale Maggiore e poi adibito via via nel tempo agli usi più diversi, Maciotta ha previsto una installazione luminosa che realizza alle grandi finestre in forma stilizzata una croce con il braccio verticale costituito da fasci di luce e quello orizzontale ricavato dalla coppia superiore di inferriate delle finestre, richiamando la curiosità di quel pubblico che non ha mai frequentato questo luogo ora destinato ad eventi espositivi e a parco e che transita a piedi o in auto nelle vie adiacenti.

 

L’obiettivo è quello di stimolare il passante distratto a scoprire cosa c’è “aldilà” delle nude mura in mattoni a vista con cui è realizzato il porticato, che a prima vista appare quasi impenetrabile e, proprio per la sua forma di recinto circolare, chiuso e protetto da robuste inferriate alle finestre, non stimola il desiderio di “andare oltre”.

 

Contrariamente all’uso abituale per cui le finestre si costruiscono perché la luce entri nell’edificio, con l’installazione di Maciotta le finestre assumono una funzione inversa e proiettano la luce sviluppata dai segni luminosi verso l’esterno.

 

L’obiettivo è di far sì che la luce che emana dalle installazioni alle finestre susciti un senso di fiducia nell’umanità, nella sua capacità di resistere ai tempi e alle avversità, ma solleciti anche un segno di apertura al mondo esterno.

 

La Rotonda diventa ancor più un simbolo, un riferimento, un luogo di attenzione speciale, un luogo di incontro e di comunicazione tra Arte e uomo.

 

Il segno luminoso assume quindi anche una spiccata valenza sacra e spirituale e spinge l’osservatore, troppo spesso frettoloso e distratto, ad entrare, a prendere coscienza e, una volta entrato all’interno, a porsi delle domande, che attengono alla storia del luogo oggiAggiungi un appuntamento per oggi diventato spazio pubblico destinato al gioco e al divertimento oltre che a significative attività culturali.

 

Dal punto di vista tecnico l’operazione si avvale di materiali tipici della modernità - i led ad alta potenza (led: acronimo di Light Emitting Diode ovvero “Diodo ad emissione di Luce”), piccole lampade caratterizzate da una efficienza luminosa enorme rispetto alle lampade tradizionali, e il plexiglas – gestiti dall’artista con quella competenza che gli deriva da anni di esperienza in campo tecnologico, applicando qui la stessa logica creativa che da anni sviluppa integrando sulla tela della sua pittura presenze luminose ottimamente veicolate proprio dall’uso dei led.

La resa luminosa dell’installazione è tutta da ammirare, come hanno potuto constatare  quanti percorrono il Viale Regina Margherita e direttamente la via Besana, che hanno così potuto apprezzare il valore simbolico dell’installazione che fa scoprire la presenza di questo edificio ormai entrato nella consuetudine e nella banalità di un vedere abitudinario.

 

Nota biografica

Maciotta è un artista milanese che vive a Monza e che per lungo tempo ha lavorato nei campi dell’elettrotecnica e dell’elettronica mettendo a frutto la laurea in Ingegneria elettrotecnica e occupando importanti ruoli manageriali sia in Italia che all’estero. Da alcuni anni, ha ripreso a frequentare con maggiore assiduità quel versante dei suoi interessi che fin dagli anni  Sessanta (è nato nel 1943) lo avevano portato sui percorsi dell’arte e in particolare verso quel neoconcretismo che va dall’arte programmata alle tele sagomate di Enrico Castellani. Ambiti questi in cui evidente era l’attenzione alla luce e agli effetti possibili sulla superficie della tela e dentro lo spazio. La conoscenza approfondita dei fenomeni luminosi e degli apporti che la tecnologia più avanzata andava man mano proponendo ha portato l’artista a cercare una interazione tra luci naturali (ovviamente riflesse dai colori stesi sulle superfici) e possibili inserimenti di luci artificiali dentro il quadro. Le opere più recenti di Maciotta, infatti, abbinano spesso l’indagine dello spazio mediante l’interazione tra la pittura vera e propria e percorsi o “disegni” di luce generati attraverso il posizionamento di led che diventano veri e propri strumenti d’espressione.

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