STELLE DANZANTI - storie di donne ai margini

STELLE DANZANTI

 

storie di donne ai margini

 

 

 

di e con Chiara Tomarelli

 

scene e luci Giuseppe Di Giovanni

 

costumi Barbara Bessi

 

dal martedì al sabato ore 21.30, domenica ore 18.30. prezzo: 10,00 euro posto unico

 

Progetto donne-carcere “stelle danzanti”

 

Il teatro come mezzo e luogo di unione civile e sociale dove, senza censura, la memoria diventa riflessione per una crescita collettiva che passi attraverso la conoscenza, questo il principio ispiratore di un percorso definito sempre più nei particolari dalla regista e attrice chiara tomarelli.

 

Il progetto nasce dalla necessità di confrontarsi con aspetti del femminile nelle varie forme che la società ci presenta. Il percorso incentrato sullo sguardo del e nel femminile, in particolare rispetto a esperienze estreme, ai limiti, diremo ai margini del sociale, e pertanto ai nostri occhi profondamente umane, sono per noi terreno di indagine e di estrema urgenza di conoscenza.

 

Chiara tomarelli da diversi anni si occupa di portare in scena le zone più invisibili, oscure e nascoste del mondo femminile attraverso un percorso di indagine sul campo, rispetto alle tematiche affrontate, di ricerca di materiali documentaristici e drammaturguci nel tentativo di ricostruire un teatro civile che dia voce a eventi e situazioni troppo spesso dimenticate o tenute nascoste, non facilmente accessibili.

 

Il progetto ‘stelle danzanti- storie di donne ai margini’ , seguendo le orme di ‘madonne di beslan’ (spettacolo che ricostruiva attraverso le testimonianze delle madri, la tragedia dell’attentato a beslan) e di ‘donna bomba” (riflessione sulle donne kamikazee), sostenuto dalla compagnia pianoinbilico di milano e dal teatro vascello di roma in collaborazione con officine artistiche 09, ispirandosi al teatro di narrazione e alla forza penetrante del teatro civile, cercherà di ricostruire il femminile e i suoi aspetti nel luogo del carcere, attraverso un lavoro di ricerca e ricostruzione di testimonianze di donne, dalle detenute alle poliziotte penitenziarie, e attraverso un tentativo di riflessione e analisi sull’istituzione del carcere che le stesse testimonianze porteranno, cercando di ‘aprire’ la porta carraia al pubblico, attraverso un gioco di fuori e dentro il luogo. Fisico, mentale, emotivo.

 

 

 

 

 

Curriculum

 

 

 

Chiara tomarelli, attrice e regista si forma presso la civica scuola d’arte drammatica ‘paolo grassi’. Lavora con diversi registi quali peter stein , alexader popovsky , anton milenine, walter le moli, pierpaolo sepe, claudio longhi, massimo navone…nei maggiori teatri italiani ed europei. Affronta autori come euripide, aristofane, shakespeare, buckner, leopardi ...

 

Partecipa al corso di perfezionamento europeo ecole des maitres per attori sotto la guida del poliedrico artista belga jan fabre, con il quale debutta nello spettacolo ‘sangue, sudore e lacrime’.

 

Nel 2005 partecipa alla messa in scena de ‘il mondo salvato dai ragazzini’ di elsa morante per la regia di veronica cruciani in qualità di assistente alla regia.

 

È attrice-autrice di un lavoro omaggio alla poetessa alda merini dal titolo ‘l’anima innamorata’.

 

Nel 2007 partecipa al progetto ‘perché ce l’ho tanto con..’ su anna politkovskaja insieme alla compagnia babateatr.

 

Lavora con il regista colombiano juan diego puerta lopez per il progetto ‘il sapore della cenere’ testo contro gli abusi dei diritti umani, debuttando al museo pecci di prato e all’eliseo di roma.

 

Mette in scena donna bomba, testo sulle donne kamikazee scritto dalla pluripremiata drammaturga croata ivana sajko, che debutta nel 2008 in stagione al piccolo jovinelli di roma e ospitato in numerosi teatri e festival tra cui il napoli fringe festival 2009.

 

Prosegue a lavorare sul secondo testo della trilogia della sajko sulle donne e la guerra, che s’intitola ‘europa’ .

 

Nel febbraio 2010 debutta con lo spettacolo ‘madonne di beslan’ di cui è interprete, regista e adattatrice, testo sulle madri di beslan raccontate attraverso le testimonianze e le acute analisi della politkovskaja. Con questo progetto è vincitrice del concorso marte live 2009, prima classificata, premio della critica teatroteatro.it, premio festival donna mostra donna.

 

E’ inoltre finalista al concorso dodici donne atcl, e al premio giovani realtà teatrali di udine con i suoi spettacoli.

 

Ha lavorato in televisione e radio e ha debuttato in cinema con ‘io sono l’amore’ regia di luca guadagnino, protagonista tilda swinton.

 

 

 

 

 

Rassegna stampa madonne di besaln 

 

 

 

 

 
 

Madonne di beslan è uno spettacolo completo, moderno, che commuove ma, immediatamente dopo, ricongiunge la vicenda umana con quella politica, evitando la catarsi aristotelica e ricollegandosi al più alto teatro civile . E’ una raffinatissima operazione artistica quella che chiara tomarelli ci presenta ma è una storia vera quella che ci racconta, così che il suo spettacolo non suggerisce soluzioni consolatorie o punti di vista preconcetti ma si pone come lavoro di ricerca a tutto tondo.  

Valeria sara lo bue

 

Lo spettacolo si apre a momenti di grande tragicità e amarezza, scuote le fondamenta del comune perbenismo inchiodando la politica alle sue responsabilità.

 

Andrea porcheddu

 

Chiara tomarelli è un’artista teatrale. È attrice, regista, dramaturg. Il suo ultimo spettacolo “madonne di beslan” è un ottimo percorso da vedere per capire cosa è il teatro.

 

I fatti di cronaca sono agghiaccianti e le due attrici riescono a rendere bene l’aria chiusa della palestra della scuola in cui gran parte degli ostaggi era stata ammassata: la vicinanza tra loro e il pubblico aiuta ad amplificare ogni azione fisica. Il “dentro” è sia fisico che spirituale, la solitudine che si respira qui è sintetizzata dalla frase “beslan continua a impazzire in solitudine”. Il “fuori” è la giornalista, la comunicazione che ragiona sui fatti, è anna politkovskaja.

 


Francesco saverio russomano

 
 

 

 

Rassegna stampa ‘donna bomba’

 

 

 

 

 

Ci sono spettacoli, percorsi drammaturgici che riescono, in breve tempo, a tracciare un solco profondo nell’animo di chi ha la fortuna di assaporarli. Ci sono testi che riescono ad addentrarsi in mondi che ci sembrano distanti, ma che invece sono tremendamente vicini, raccontandoli con la forza della semplicità, riuscendo a scardinare, ad abbattere l’indifferenza che li avvolge.

 

Uno di questi lavori è senza dubbio donna bomba, una messa in scena che riesce, in circa cinquanta minuti, a sprigionare una tale carica espressiva che gli spettatori, presenti alla galleria toledo certamente non dimenticheranno facilmente.

 


Il brigante- web

 
 
 

 

 

Alla fine dello spettacolo non si sente il botto, ma l'energia sempre viva della tomarelli riesce ad evocarne il rumore ad ogni istante. Uomini e donne in sala non possono far altro che ascoltarne l'incombenza da lontano. L'eco è ancor più rumoroso, perchè costringe a farsi domande che nessuno si pone. La donna bomba è esplosa, ma noi resteremo ad implodere sotto il peso schiacciante di convinzioni millenarie, ormai pervertite dalle derive ultime della società globale. Il tonfo è soprattutto nel cuore degli astanti. 

 


Campania su web

 

 

 

 

 

La drammaturgia, netta, accurata, delle luci è tutto quello che chiara tomarelli ha a disposizione per veicolare da dentro, senza nessuna incertezza sentimentale, la tragedia della donna bomba, disponendo sul tavolo anatomico di una scena di guerra - guerra sociale, religiosa, privata - la tragedia della sopraffazione e della violenza.

 


Katia ippaso

 

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