Colori proibiti presenta CIRCUS DARK QUEEN ricordando Antonio e Cleopatra di W. Shakespeare

colori proibiti

presenta   

 

CIRCUS DARK QUEEN

ricordando Antonio e Cleopatra di W. Shakespeare

 

regia Stefano Napoli

 

con: Francesca Borromeo, Simona Palmiero, Luigi Paolo Patano, Giuseppe Pignanelli

 

disegno luci: Mirco Maria Coletti

supervisione sonora: Federico Capranica

fotografie: Dario Coletti

 

Roma - Teatro Ulpiano - 8 / 28 novembre 2010

ore 21.00 – domenica ore 18.00

durata dello spettacolo: 50' circa

 

 

 

Stefano Napoli, e la sua Compagnia Colori Proibiti, presenta in prima nazionale da lunedì 8 novembre, ore 21.00, al Teatro Ulpiano, Circus Dark Queen, spettacolo ispirato a uno dei miti leggendari della storia e della letteratura: Cleopatra.

Il regista ripercorre la  vicenda di amore e morte, di potere e passione, di cui la regina d’Egitto è protagonista per brevi flash, creando un corto circuito di citazioni colte e materiali popolari, di musica raffinata e canzonette, di luci sapienti che illuminano una scena di arredi essenziali e i corpi degli attori, quei corpi ai quali la narrazione è affidata quasi integralmente.

Nella nota di regia, Stefano Napoli scrive: “La Dark Queen è Cleopatra e va in scena con la sua leggenda nera e il suo amore per Antonio. Ma Hollywood è lontana. Siamo piuttosto dalle parti del circo, un circo alla buona, come se ne vedevano una volta nei piccoli paesi. Però non potevano mancare le belve feroci e neanche il domatore, i lustrini e la fatica, insomma un impasto di crudeltà e sentimentalismo.  

Innumerevoli sono le opere letterarie, pittoriche, filmiche e musicali ispirate a Cleopatra, ma per lo spettacolo si ringraziano soprattutto William Shakespeare per lo struggente poema della fine, Cecil B. De Mille e Claudette Colbert per la sfacciata ironia, il pittore Guido Cagnacci per la superba teatralità che ha impresso alla morte di Cleopatra e infine una ignota marca di saponette rinvenuta in un supermercato di Parigi che commercializza il suo prodotto con il nome Cleopatra e naturalmente una lucida carta dorata, perché l' oro, vero o falso che sia, sembra avvolgere tutto il mito di Cleopatra.                                                                   

Tutto è  smisurato in lei: lusso, avidità, brama di potere, passione, ferocia, dignità nella morte.

Forse avrà vissuto come su un palcoscenico, consapevole di essere guardata e attenta all'effetto che produceva e forse, come avviene a teatro, le splendide sete erano solo stracci ben illuminati                                        

Nello spettacolo ho pensato a lei come alla protagonista di Scarpette rosse: una creatura giovane e bella, nella pienezza della vita, che entra in un ruolo e non può più disfarsene e balla e balla fino allo sfinimento e alla morte”. 

Stefano Napoli lavora dal 1980 con la sua compagnia Colori Proibiti, portando avanti un originale e rigoroso percorso di sperimentazione, fondato sul linguaggio del corpo. Nei suoi spettacoli, i corpi degli attori, quasi sempre muti, si esprimono in quadri plastici di forte emozione dove la musica ricopre un ruolo essenziale, in modo da sollecitare la memoria visiva e sonora dello spettatore.

 

 

Mostra fotografica

 

Al Teatro Ulpiano – parallelamente allo spettacolo - è allestita la mostra My Own Stuff  di Dario Coletti, docente e responsabile del settore reportage presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma (’ISFCI ), e presso la Scuola di Etnografia Visiva diretta dal Professor Francesco Faeta.

Coletti ha esposto in gallerie e musei sia in Italia che all’estero ed è autore di pubblicazioni su temi antropologici e sociali, fedele alla scelta di documentare il mondo non solo attraverso il racconto dei grandi avvenimenti che coinvolgono l’umanità, ma anche mettendo al centro dell’attenzione quell’evento molto più importante e sostanziale che è il vivere quotidiano.

 

Ha scritto Sandro Iovine: “In My Own Stuff Dario Coletti, invece di analizzare il mondo esterno a lui, mira a trasformare le forme esteriori in indizi introspettivi attraverso i quali scandagliare la propria esistenza. Si può dire che si trasformi contemporaneamente in una sorta di archeologo, semiologo e antropologo di se stesso, facendo diventare - in un continuo gioco di cambi di prospettiva - ogni oggetto, persona, situazione o spazio un paesaggio familiare per l’osservatore”.

Dario Coletti è affascinato dal lavoro di Stefano Napoli ormai da dieci anni, durante i quali, con la discrezione che lo contraddistingue, ha spesso voluto fermare attimi delle prove, degli spettacoli e delle pause fotografando non soltanto le persone, ma anche gli oggetti di scena o il semplice muro.

Nella mostra,  insieme agli altri, verranno esposti gli scatti più significativi di questo percorso.       

 

Teatro Ulpiano - Via L. Calamatta, 38 (Piazza Cavour) - tel. 3290294840

posto unico € 7,00 - tessera € 1,00

 

 

ufficio stampa simona carlucci

tel. 0765.423364 – 335.5952789

carlucci.si@tiscali.it

 

 

 

 

 


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