Roma, Galleria D'arte Perera- dal 4 al 28 marzo- TEMPORIS PUNCTO
esposizione di due fotografe venezuelane: Julita Jansen e Simonetta Felici Ridolfi.

                   Roma, Galleria D'Arte Perera

                                 4-28 Marzo

     JULITA JANSEN – SIMONETTA FELICI RIDOLFI

                         Temporis Puncto

 

                   mostra e catalogo a cura di

                           Ricardo Jimenez

 

Inaugurazione giovedì 4 marzo dalle ore 18.00

 

La Galleria d’Arte Perera compirà cent’anni nel 2011. Per celebrare lo storico traguardo, Romina Del Re Perera aprirà la galleria di famiglia, una roccaforte dell’antiquariato romano, all’arte contemporanea: “Un modo per dire che a cento anni si può essere ancora molto giovani. Per un anno la Galleria Perera ospiterà mostre di artisti esordienti. Terremo a battesimo giovani alla loro prima occasione espositiva o faremo conoscere artisti mai visti a Roma o, addirittura, in Italia”.

 

Si debutta con Temporis Puncto, la prima mostra italiana di due fotografe venezuelane: Simonetta Felici Ridolfi e Julita Jansen. Una rassegna che per una delle due artiste coinvolte ha il sapore tutto speciale di un ritorno a casa. La mamma di Simonetta, Tana Ridolfi, prima di trasferirsi a Caracas - dove è diventata una delle più stimate imprenditrici della città – abitava in Via Sistina e la passione per il crocicchio di strade che si avvolge attorno a Trinità dei Monti è diventata uno stilema di famiglia.

 

Nella sua avventura italiana Simonetta Felici Ridolfi ha voluto coinvolgere Julita Jansen. L’amicizia e il sodalizio artistico tra  le due venezuelane nasce da percorsi di vita quasi speculari. Sia l’una che l’altra percorrono senza apparente difficoltà due carriere parallele. Simonetta Felici Ridolfi (Caracas 1955), quando non si dedica alla fotografia, fa l’ingegnere e l’imprenditrice, mentre la seconda vita professionale di Julita Jansen (Coro 1965) è quella di avvocato. Nei ricordi di entrambe ci sono genitori appassionati di fotografia e la loro formazione artistica è stata affidata a maestri comuni. L’ultimo e forse il più importante è Ricardo Jimenez, un fotografo molto noto in Venezuela, che qui compare come curatore di mostra e catalogo.

Temporis Puncto è una piccola mostra che arriva dritta al cuore perché parla il linguaggio primario e universale della passione.

 Un viaggio attraverso scorci straordinari del paesaggio venezuelano diviene il pretesto per raccontare la passione per la fotografia: l’arte magica che consente di catturare in uno scatto l’attimo fuggente. Passando dal bianco e nero a un trionfo di colore, Simonetta e Julita percorrono Autana (Amazzonia), la scabra penisola di Paraguanà, le piccole colline di Santa Lucia e infine approdano nel parco di fiori esotici la Misiòn, lo smagliante paradiso tropicale dove la natura esplode gioiosa e rassicurante, un nome da appuntare nel taccuino dei viaggi che almeno una volta nella vita bisognerà fare.

 

Le irripetibili emozioni provate durante due anni di esplorazioni dell’entroterra venezuelano (2007-2009) sono trasformate in immagini dalla più alchemica delle arti moderne, la magia che, mettendo in relazione la vibrante sensibilità di un cuore con un occhio meccanico, riesce a catturare il tempo. 

La grevità di un bianco e nero che trasuda inquietudine racconta la vastità solitaria e sconosciuta del territorio amazzonico. Un bianco e nero di natura diversa, asciutta e contrastata, scolpisce una metafora dell’abbandono quando le artiste percorrono la Penisola di Paraguanà, un angolo di mondo poverissimo, deteriorato dall’eccesso di vento e sole. La sontuosa bellezza dei fiori e delle foglie de La Misiòn è celebrata dal ritorno del colore in una serie di scatti che sono un inno alla gioia dei sensi.

 

Durante i loro viaggi fotografici Simonetta e Julita passano con disinvoltura dalla tecnica analogica a quella digitale. Gli scatti colorati sono stampati con la modernissima tecnologia giclée, un tipo di stampa digitale a getto d’inchiostro che consente la massima qualità per quanto concerne lucentezza, durata e tenuta dei colori, nonché risultati di altissima risoluzione. Per il supporto si è invece prescelta l’artigianalità di una pregiata carta di cotone prodotta da un antico mulino. 

 

Un modo per sottolineare che innovazione tecnologica e tradizione possono armonicamente coesistere nella ricerca di un artista.  

 

 


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