Roma, dal 5 al 19 marzo-C'ERA UNA VOLTA IL FUTURO
Mostra collettiva di giovani artisti italiani.


dal 5 al 19 marzo

CʼERA UNA VOLTA UN FUTURO

Thomas Bugno ~ Luca Cutrufelli ~ Dario DʼAronco ~ Marco Fedele Di Catrano

Marco Di Giovanni ~ Elettrophonica ~ Michele Giangrande ~ Alessandro

Giuliano ~ Giorgio Orbi ~ Christian Niccoli ~ Agnese Trocchi

a cura di Antonia Alampi e Anna Simone



Venerdì 5 marzo 2010, dalle ore 19.00, in via dei Volsci 114/116, l’Associazione Culturale Opera Rebis presenta Cʼera una volta un futuro, progetto a cura di Antonia Alampi e Anna Simone.

Cʼera una volta un futuro è una mostra collettiva di giovani artisti italiani, alcuni conosciuti, altri emergenti, che trae origine da una doppia ispirazione.

La prima, latu sensu politica, è la condizione di precarietà – esistenziale, oltre che economica – dell’attuale periodo storico, caratterizzato da un’instabilità che cancella nelle giovani generazioni, compresse tra un passato che si espande e un futuro che recede, quella carica emotiva necessaria nel perseguire le ambizioni e coltivare i sogni.

La seconda nasce dalle caratteristiche stesse della struttura espositiva. Ex fabbrica di materassi prima, associazione culturale tunisina poi, locale in vendita oggi, la sede ospitante è uno spazio in disuso nel cuore del quartiere romano di San Lorenzo, scenario di storie (micro-industriali, di contestazione sociale, dʼimmigrazione, di vita studentesca e dʼimportante sperimentazione artistica) fortemente rappresentative degli ultimi anni.

Non contesto deputato allʼarte, stabile e cristallizzato, ma luogo transitorio, del cui passato si hanno informazioni approssimative e il cui futuro è assolutamente imprevedibile. In questo senso, perdendo ogni connotato di compiacimento vintage, lo sfuggente genius loci del suo presente e le caratteristiche del suo degrado divengono metafora della provvisorietà e della spersonalizzazione del tempo che stiamo vivendo.

Gli artisti invitati, molti dei quali hanno realizzato interventi site-specific assumendo per oggetto le evidenze spaziali e materiali del contesto, rielaborano la tematica affrontata attraverso differenti linguaggi espressivi, ognuno in uno spazio fisicamente delimitato.

In questo modo, la rarefazione e il senso dʼisolamento indotti (per citare Zygmunt Bauman) dalla odierna “società liquida”, sono espressi attraverso un percorso la cui unitarietà è deliberatamente (e forse inevitabilmente) frammentata.

La rielaborazione delle caratteristiche morfologiche dell’architettura, il concetto di limite imposto, lʼobsolescenza tecnologica, le visioni nostalgiche o apocalittiche, le simbologie abusate, sono solo alcuni dei diversi aspetti trattati da opere che sʼinseriscono, si amalgamano e traggono ispirazione dallo spazio stesso.

Durante lʼintero periodo di apertura della mostra, all’interno degli spazi espositivi, si susseguiranno diversi eventi collaterali - concerti, incontri, performance, workshop - in collaborazione con curatori esterni. I diversi appuntamenti saranno segnalati sul sito: www.operarebis.com.

Il giorno dell’inaugurazione, dalle 20.30, si esibiranno gli Elettrophonica diy sound machines.

Elettrophonica è un progetto sonoro nato nell'autunno del 2008 dalla collaborazione tra Francesco Landolfi e Valentino Diego, con lo scopo di individuare e costruire apparecchiature meccanico - elettroniche che generino suoni. L'obiettivo che il duo si propone è quello di creare attraverso questi congegni in continua evoluzione e trasformazione, dei luoghi sonori sospesi tra l’instabile e l’ossessivo.

In occasione della mostra sarà presentata una pubblicazione in edizione limitata edita da Boîte a cura di Antonia Alampi e Anna Simone con contributi di Federica Boràgina, Giul ia Br ivio, Gianni Romano, Valent ina Tanni , Claudi  Zambianchi, Antonia Alampi e Anna Simone e interviste agli artisti di Stefano Elena, Francesca Orsi e Chiara Vigliotti.

Il progetto si inserisce all’interno di un programma di attività organizzate da OPERA REBIS, Associazione Culturale no profit fondata nel 2008. Scopo dell’associazione, priva di una base “stabile”, è promuovere progetti artistici contemporanei in spazi non convenzionali, di volta in volta producendo, organizzando o sostenendo eventi culturali che intendono ri-appropriarsi, anche solo per un breve frammento temporale, dei numerosi spazi “inutilizzati” o abbandonati sparsi per le città, in Italia e all’estero.


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