12 01 2011
Dal 20 al 26 giugno 2011 Palermo diventerà la capitale del cinema a tematica glbt (gay, lesbica, bisex, trans gender). Il Sicilia Queer filmfest è il primo del sud Italia.
 

Da Firenze a Palermo:

un viaggio tra festival e associazioni

che valorizzano la cultura delle differenze

 

Il Queer sbarca a Palermo

Dal 20 al 26 giugno 2011 Palermo diventerà la capitale del cinema a tematica glbt (gay, lesbica, bisex, trans gender). Il Sicilia Queer filmfest è il primo del sud Italia.

La rassegna cinematografica inizierà a giugno, ma nei cinque mesi precedenti vi saranno delle anteprime: durante la prima, il 29 novembre scorso, è stato proiettato “The Kids are all right” di Lisa Choledenko. Non vogliamo però svelarvi cosa si vedrà nelle prossime uscite.

O.Costanzo

 

La prima biblioteca Queer

Fabrizio Marrazzo, Presidente di Arcigay Roma, annuncia l’apertura capitolina della prima biblioteca queer d’Italia: è un progetto ancora in fase di gestazione - spiega –non si aprirà prima di marzo 2011. Il fine dell’iniziativa è raccogliere materiale a tema lgbtq e renderlo fruibile a un pubblico quanto più variegato possibile. Il mondo queer ha comunicato tanto e tanto vuole comunicare, continua Marrazzo, ma al di fuori dell'ambiente non è molto conosciuto: a questi eventi servirebbero azioni di promozione più diffuse, ma il supporto delle istituzioni è poco; a Roma ha da poco chiuso la libreria Babele, mentre sta cercando di salvarsi la Gabi, altra storica libreria indipendente, punto di riferimento per la comunità lgbtq.

Però le iniziative non mancano e continueranno. In vista dell'Euro Pride 2011 si è messa in moto una grande macchina organizzativa: questi eventi non sono solo grandi parate, dietro gli abiti sgargianti e l'allegria, si affacciano prepotenti questioni tuttora irrisolte e dibattute.

Il Pride vincerà la sfida - dice Marrazzo- se si riuscirà a evitare polemiche e a ottenere una piattaforma unitaria in pieno spirito queer, oppure sarà una perdita per tutti.

M.Leonardi

 

Queer studies

Silvia Antosa, docente di letteratura inglese dell’Università di Palermo che da tempo si occupa di queer studies, ci svela il significato profondo del termine queer.

Crede che del termine queer si abusi in senso esclusivo (nel senso di “termine che esclude”)?

Il queer rifiuta ogni forma di egemonia normativa identitaria e pone in discussione il concetto di soggettività, senza linearizzarne gli snodi problematici, ma ridiscutendoli incessantemente. Nel tentativo di decostruire stabilità e certezze ermeneutiche, il queer si configura come movimento di pensiero che mira ad acquisire piena consapevolezza del dinamismo fluido caratteristico della natura. Il termine spesso è utilizzato in senso “indifferenziato” e/o “esclusivo”, poiché o viene fatto corrispondere tout court all’acronimo glbt, oppure viene utilizzato come termine “ombrello” che, includendo tutte le possibili “declinazioni” identitarie, rischia di neutralizzarle e annullarle.

Quali sono le differenze riguardo alla diffusione della teoria queer tra l’Italia e gli altri Paesi?

Probabilmente la scarsa diffusione del pensiero queer in Italia è frutto della sua natura indefinibile e fluida. Appare difficile per il nostro tessuto socio-culturale rileggere i parametri rigorosamente binari entro cui identità di genere e orientamenti sessuali sono codificati. Sembra esservi una maggior apertura a livello artistico-performativo, come si evince dal fiorire di Festival Queer e altre iniziative su cui potrebbe innestarsi la riflessione italiana. Poi sarebbe opportuno far riferimento ai testi che hanno diffuso il dibattito sul queer nel mondo angloamericano, ma molti non sono stati tradotti in lingua italiana, ma ciò rende difficile il confronto culturale con altri Paesi.

In che senso l’ottica queer include anche gli eterosessuali?

Quando negli anni ’90 hanno iniziato a prendere forma, le teorie queer hanno contemplato una rivisitazione del paradigma eterosessuale, non solo di quello delle forme identitarie storicamente marginalizzate. Gli studiosi denaturalizzano l’assunto secondo cui esiste un’identità sessuale univoca e coerente, destabilizzando pertanto sia i presupposti eteronormativi che quelli omonormativi per trasformarli “in un punto di convergenza per un numero potenzialmente infinito di posizioni soggettive non-normative” (A. Jagose).

E.Romagnoli

V.Cominetti

 

Queer Boom

Facciamo due chiacchiere con Diego Longobardi, direttore artistico del Muccassassina, serata dance del panorama romano che negli ultimi anni ha registrato un boom clamoroso.

Muccassassina: quali sono le tappe che l’hanno resa ciò che è oggi?

Muccassassina è nata nel 1990 dall’esigenza del nascente Circolo Mario Mieli di autofinanziarsi. S’iniziò con delle piccole feste nei locali del Circolo stesso poi, dato il crescente successo, ci si è spostati in varie location. La serata prende il nome da una di queste, l’ex Mattatoio di Roma: ecco perché Muccassassina, s’immaginava una rivolta delle mucche contro i loro carnefici. In principio era riservata a un pubblico GLBT, poi si è aperta anche al pubblico etero: di lì il boom. Oggi il locale è considerato una meta importante a Roma, come fare una passeggiata a Trastevere: questo è il risultato di questi anni.

Cosa vuol dire per voi queer?

Queer sfronda il termine “diverso” della sua accezione negativa: Muccassassina è queer perché riesce ad aggregare facendo in modo che tutti si sentano rappresentati, dallo studente all’avvocato, da chi è di estrazione cattolica all’ateo, dal militante al narcisista; la cultura delle differenze è la forza della serata.

La Muccassassina è un punto di riferimento fisso nel panorama dance romano e non solo. Qual è il maggiore contributo che ha dato alla città?

Il contributo è sicuramente quello di un locale riconosciuto in tutta Italia e in Europa come esempio di diritti, di aggregazione e di qualità di divertimento, anche grazie al valore aggiunto che offre dal punto di vista sociale e artistico. L’organizzazione di ogni serata è complessa e prevede l’intervento di costumisti, scenografi, coreografi, direttori, tecnici della luce, del suono.

Cosa vuol dire che la serata è eterofriendly? Che riscontro ha dato questa formula?

Ovviamente, aprendosi a tutti, il pubblico aumenta esponenzialmente, tanto che a volte diventa necessario regolare l’ingresso eterosessuale all’interno di Muccassassina; con una tale richiesta si deve cercare di compensare, altrimenti si rischia di non dare un buon servizio né al pubblico gay né a quello etero.

Europride 2011: in che modo Muccassassina è coinvolta? Io sono il direttore artistico della manifestazione, quindi Muccassassina con la sua esperienza, con le sue feste sarà coinvolta perché entrerà a far parte dell’organizzazione: un’occasione da non perdere.

M.Monaldi

 

Glossario

Queer: dall’inglese: “strano, insolito”; dal tedesco: “diagonale, trasversale”. Due le accezioni principali: termine-ombrello per persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, trans gender e intersessuali, e termine che identifica chi rifiuta categorizzazioni, etichette e stereotipi imposti alle minoranze sessuali.

Asessuale: chi non prova attrazione o desiderio sessuale.

Eterosessuale: chi è attratto da persone del sesso opposto.

Omosessuale: chi è attratto da persone del suo stesso sesso.

Bisessuale: chi è attratto da persone del proprio sesso e di quello opposto.

Trans gender: termine-ombrello che identifica  transessuali operati e non, e crossdressers (chi si traveste senza che ciò implichi eccitazione sessuale).

Travestito: chi indossa spesso abiti del sesso opposto.

Transessuale: chi si sente prigioniero di un corpo sbagliato perchè la propria identità sessuale fisica non corrisponde alla propria identità di genere.

Drag queen/ Drag king: chi, omosessuale o trans gender (non necessariamente), si esibisce come attore o cantante in abiti del sesso opposto quanto più esagerati possibili.

Butch: lesbica con atteggiamenti e abbigliamento mascolini.

Femme: lesbica con atteggiamenti e abbigliamento femminili.

È poi importante distinguere tra:

Sessualità: avere gli attributi femminili/maschili (sesso). “Come mi costituisco”.

Identità di genere: sentirsi donna/ uomo (identità). “Come mi vedo”.

Ruolo di genere: l’altrui percezione secondo le categorie donna/uomo (ruolo) .“Come vedo che mi vedi che mi vedo”.

M.Leonardi

M.L.Gioffrè

 

Florence Queer Festival: una finestra sul mondo

Giunto all’ottava edizione, il Florence Queer Festival incassa un confortante aumento delle presenze (+46% sull’anno passato) a testimonianza della crescente sensibilità (anche istituzionale) e dell’ottima qualità dei prodotti artistici. Da segnalare su tutti “Bear City” e “Prayers for Bobby”. “Il festival è una finestra sul mondo”, spiega Silvia Minelli, l’organizzatrice, nonostante lo scarso interesse mostrato finora dal mercato della distribuzione italiana, poco attento a questa realtà. Intanto sono già state fissate le date per il festival dell’anno prossimo (25 Novembre/1 Dicembre), tempo al tempo e da cosa nasce cosa.

A.Mataluni

M.Oppizzi

 

Queerframe: per tutto il pubblico queer, ma non solo

Primo portale italiano dedicato al cinema d’autore a tematica GLBTQ, queerframe.tv è una creatura di Atlantide Enterteintment, società di distribuzione torinese nata dall’aggregazione di imprenditori privati ed esperti del settore cinematografico animati dall’intento di dar visibilità alle opere che, per un motivo o per un altro, non hanno trovato e non trovano spazio nel panorama della distribuzione italiana.

È proprio il problema dei distributori, lamentato anche da Silvia Minelli, organizzatrice del “Florence Queer Festival”, a rendere quasi invisibile in Italia il cinema Queer. Perciò Atlantide gli dedica un portale tematico, un progetto specifico di distribuzione a tutto campo che comprende sia forme di distribuzione classica, theatrical e home video, sia i new media, con la possibilità di vedere i film in streaming o di scaricarli.

Lo scopo di Queerframe è democratizzare la visione di film che fino ad oggi è stata privilegio esclusivo del pubblico dei festival, offrendo un ampio ventaglio di titoli inediti, ma anche di film passati e dimenticati. È dato spazio a opere di narrazione convenzionale, come a prodotti più ricercati, dai documentari, ai cortometraggi, alla video arte.

In poco più di tre mesi dalla sua nascita, queerframe.tv conta già 60 titoli e 3800 iscritti ai suoi contenuti, con una media di 1500 acquisti download mensili. Atlantide ha individuato un bisogno latente del nostro pubblico Queer, ma non solo: come ci spiega Federico Mancini dell’Ufficio Stampa di Queerframe, il portale è indirizzato a tutto quel pubblico che non intende farsi schiavo del sistema distributivo, che è alla ricerca di nuovi stimoli, desideroso di confrontarsi e di ampliare i propri orizzonti cinematografici.

V.Cominetti

 

Ireos: oltre la mera tolleranza

A conclusione del Florence Queer Festival, siamo andati a trovare i volontari di Ireos ONLUS, ideatori e organizzatori di questo evento dal crescente successo internazionale. Il 4 Dicembre abbiamo partecipato alla festa di chiusura del Festival (“Queer Party” al Viper Thetre), coronamento di frenesie, fatiche e soprattutto di grandissime soddisfazioni.

Durante la serata, abbiamo incontrato Silvia Minelli (organizzatrice del Festival), la Dottoressa Barbara Santoni, Riccardo Pieralli (fondatore dell’associazione) e il Presidente Fabrizio Ungaro, che coralmente ci hanno svelato l’anima queer della loro comunità.

Nel ’97, Ireos risorge dalle ceneri di Arcilesbica e Arcigay per superare le fratture della comunità GLBT fiorentina e mantenerne unitaria e viva l’anima sociale. Proprio con quest’obiettivo i fondatori hanno deciso di definirsi “Comunità Queer”, termine allora ancora quasi sconosciuto.

Pieralli spiega che quella di Ireos è un’azione territoriale, legata alla realtà locale, la cui visibilità è stata notevolmente incrementata dal Festival. E aggiunge, “la nostra è una politica di tutti i giorni, fondata sull’aiuto dei volontari: sono i rapporti fra le persone a far funzionare le cose”. Le minoranze sessuali risentono della mancanza di modelli affettivi, il che crea non poche difficoltà nella gestione della vita sentimentale; sono i rapporti di stima e amicizia il primo strumento di lotta contro gli stereotipi di cui la società è infestata, mondo omosessuale incluso. “Tra il bianco e il nero ci sono tante sfumature in cui poter trovare la propria realizzazione”, continua Pieralli, riferendosi anche alle delicate realtà intersessuali di cui professionalmente l’associazione si occupa da anni. Pochi sanno che esiste un’altra via: “Viversi le proprie disforie come si vuole” e non come una patologia cui trovare una cura nella chirurgia, che non sempre è la scelta giusta.

Fabrizio Ungaro descrive Firenze come una “piccola isola felice”, in cui l’omofobia è meno accentuata che altrove, anche grazie al lavoro delle associazioni e ai buoni rapporti con il contesto politico locale; ciò non vuol dire però che bisogna fermarsi, ma definire nuovi e più ambiziosi obiettivi. Per questo oggi Ireos continua a operare con la pazienza di chi si propone progetti che richiedono tempi lunghi e di chi rifiuta “battaglie strillate”: “Per ottenere più della tolleranza e raggiungere la frontiera della piena condivisione”.

V.Cominetti

O.Costanzo

 

I “numeri” nei letti degli italiani

Orientamento sessuale, omosessualità, bisessualità: parole sentite ripetere di continuo. Ma quantificarle e definirle può essere più difficile di quanto sembri. Fino a poco tempo fa si riteneva fosse gay almeno il 10% della popolazione, oggi si è più cauti: secondo Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, i gay in Italia sarebbero tre milioni, il 5% della popolazione.

E’ da poco uscito il saggio “La sessualità degli italiani” (il Mulino, 2010) che, ispirandosi al lavoro svolto a metà del ‘900 dal biologo e sessuologo Alfred Kinsey, cerca di entrare nel letto del popolo italiano per far luce sui suoi comportamenti sessuali. Ne risulta che l’11% degli italiani non si sente attratto solo da persone del sesso opposto e che il 4% della popolazione non prova alcun tipo di attrazione sessuale. Sono le donne a esser più attratte da entrambi i sessi e la percentuale di chi ha desideri omoerotici sale tra i non sposati. Considerando la popolazione tra i 18 e i 69 anni, il 3% degli individui ha avuto rapporti sessuali con persone dello stesso sesso e la percentuale è più alta negli uomini (4%) che nelle donne (2%); anche se le lesbiche, più dei gay, hanno anche rapporti eterosessuali.

Poi, dovendo definirsi, il 2,6 % degli italiani si dichiara non eterosessuale: precisamente, l’1,2% omosessuale e l’1,4% bisessuale. Su 100 persone che hanno provato almeno una volta attrazione verso lo stesso sesso, solo 31 si ritengono bisessuali o omosessuali.

Curiosamente la percentuale di chi prova attrazione omoerotica è più alta al nord e al centro che al sud e nelle isole dove è invece è diffusa la credenza di poter avere rapporti omosessuali completi rimanendo etero, per questo la percentuale di chi ha avuto almeno un rapporto completo con un partner dello stesso sesso qui sale.

Concludendo bisogna prendere atto della difficoltà di dividere i comportamenti umani in compartimenti stagni. Le parole di Kinsey in merito sono chiarissime: "La natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto.".

M.Galante

 

Diritti delle persone transessuali e trans gender. Dal passo della Spagna alla nostra legislazione

 

Dal 15 Marzo2007, una legge in Spagna permette ai transessuali di modificare nome e sesso legale in tutti i documenti e registrazioni pubbliche con una richiesta personale, indipendentemente dal fatto di aver subito un intervento chirurgico di ricostruzione dell’organo genitale.

La svolta del governo Zapatero rappresenta un “unicum” nella storia europea.

 

Uno sguardo all’Italia

La legge 164 del 14 Aprile1982 è la prima in Italia a prendere atto dei diritti dei transessuali. Non esiste, né in tale legge, né in altre fonti del nostro ordinamento un’adeguata soluzione per il cambiamento del nome. Secondo tale legge, la rettifica del nome è autorizzata solo in seguito all’intervento chirurgico di riassegnazione dei genitali.

Riguardo alle discriminazioni dovute al sesso, si trova un primo riscontro nella Costituzione italiana all’art.3.

In Italia, la Legge Mancini 205 del ‘93, tutela le discriminazioni in base a razza, etnia e alla religione. I casi di omosessuali e transessuali rimangono però fuori da tale disciplina, almeno esplicitamente.

Le discriminazioni legate all’orientamento sessuale sul lavoro sono disciplinate con ddl .216 del 9 Luglio 2003, che dà attuazione alla direttiva Comunitaria 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

Tornando al nome, sono state presentate in Parlamento tre proposte di legge per introdurre una disciplina che consenta il cambio del nome indipendentemente dal sesso anagrafico. Le proposte di legge n2939, n2990 e n 3031, tutte del 2002.

È di dovere accennare alla proposta di legge n 2733 d’iniziativa del deputato Guadagno detto Vladimir Luxuria, presentata il 5 giugno 2007, che, se approvata, avrebbe rinnovato sostanzialmente l’ormai stantia legge dell'82.

Ultimo tentativo per aggiornare il nostro ordinamento in materia è stato fatto nel 2009. Anna Paola Concia ha presentato un testo che tra le circostanze aggravanti comuni previste dall'art.61 del codice penale avrebbe inserito quella inerente all’orientamento sessuale. Tale testo è stato bloccato dalla maggioranza che ha votato a favore di una mozione pregiudiziale di costituzionalità sollevata dall'Unione di Centro.

O.Costanzo

 

Queer.Sel: supereremo la Spagna

L’8 Ottobre 2009 nasce a Roma Queer.Sel, una creatura partorita da Sinistra, Ecologia e Libertà. “Un circolo tematico - come definito dal cofondatore Guido Allegrezza - con lo scopo di promuovere idee, iniziative e proposte di legge in materia di diritti civili per tutte le persone d’identità sessuale non definita”. Queer.Sel si propone come organo di raccordo tra politica e società civile, presentando all’agenda politica le istanze di riforma e adeguamento della legislazione italiana a una società in evoluzione. Il termine Queer è evidentemente l’anima del movimento. Con esso si vuole intendere tutto ciò che, a livello di identità sessuale, non è definito, rimane sospeso e comunque non catalogabile. Queer è tutto il mondo omosessuale e trans gender. E’ il campo non della definizione certa ma della continua ricerca interiore.

“Una delle iniziative di maggior successo di Queer.Sel è la Maratona contro l’omofobia che-dichiara Guido Allegrezza-nasce in seguito alla bocciatura, da parte della Camera, della proposta di Legge Concia del 13 ottobre 2009”. Tale iniziativa si propone di promuovere ciò che il partito definisce “cultura delle differenze”. Sono, infatti, state presentate nei consigli comunali, provinciali e regionali di tutta Italia mozioni contro omofobia e trans fobia secondo un modello-tipo, stilato e inviato dal Sel e sottoscritto dal PD. Allegrezza sottolinea come la maggior parte delle mozioni siano state approvate nei comuni del centro-nord Italia, nonostante l’indiscussa forza del partito nel sud del Paese.

In occasione delle elezioni regionali 2010 Queer.Sel ha costituito una piattaforma politica consistente in un documento denominato “Testimone di civiltà”, sottoscritto da tutti i candidati del partito per la Regione Lazio.

Allegrezza commenta poi il clamoroso cambio di fronte del Ministro per le pari opportunità: “Il fatto che nella giornata contro l’omofobia Mara Carfagna abbia fatto mea culpa per le sue posizioni contro l’omosessualità dimostra una crescita evidente, necessaria e alquanto inaspettata”.                                                   

Alla domanda su come vede l’Italia in materia di diritti civili nel futuro, Allegrezza non ha dubbi: “Supereremo la Spagna, ne sono sicuro”.  

www.maratonaomofobia.it

D.Bianchi

M.G.Culcasi


Focus Queer: un video



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