22 11 2007
Quinto appuntamento per BazarT, la galleria d'arte contemporanea on web di Bazar. Al Déjàvu di Roma si inaugura la personale del nuovo artista scelto da Luca Beatrice, curatore della galleria d'arte on line. La serata è trasmessa in diretta da Radiobazar, sponsor dell'evento.
 
 
 
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QUINTO APPUNTAMENTO PER BazarT
PROTAGONISTA MARIO CONSIGLIO

22 novembre, DéjàVu Club, via Ostiense 131 (Roma) - a partire dalle 19,30

Secondo appuntamento 2007 per BazarT: l'iniziativa a firma BAZAR nata per orientare i giovani allo shopping dell'arte e stimolare il collezionismo da parte di un pubblico normalmente lontano dalle tradizionali gallerie d'arte, anche a novembre accende i fari su un giovane artista invitato dal critico d'arte LUCA BEATRICE, curatore dellaba galleria on line BazarT (diretta da Cristiana Scoppa), che dona per l'occasione a BazarT in esclusiva mondiale i diritti di riproduzione di una sua opera che sarà poi venduta a prezzo popolare, nella linea di una visione democratica dell'arte e più vicina ai giovani.

Per questo secondo appuntamento di BazarT sarà protagonista MARIO CONSIGLIO, un artista che fa del proprio linguaggio un medium di comunicazione culturale e che è attentissimo a praticare e fondare con novità di proposizioni un suo stile autonomo.
 

RadioBazar è sponsor della serata e trasmetterà in diretta l’evento che godrà di una location d'eccezione, il DéjàVu Club di via Ostiense a Roma, nato per accendere le notti capitoline con i Dj's più scatenati del panorama underground italiano. La serata sarà aperta a tutti gli invitati sin dalle 19.30 con un buffet gratuito ad opera degli estrosi chef del locale.
La nuova mostra della galleria d'arte on line BazarT a cura di Luca Beatrice sarà visitabile sui maxischermi e verrà presentate dal vivo la Light Box, la nuova opera dell'ospite d'onore della serata Mario Consiglio.
Durante questo pre serata artistico gli invitati saranno accompagnati dalla ricercata selezione musicale di Limadread, virtuoso dj targato RadioBazar.
Poi, la serata proseguirà ancora con musica di qualità a firma Radio Bazar: per il divertimento di tutti i presenti protagonista il Dj Set di Chicco Allotta fino a tarda notte.
Il locale, rinnovato di recente, strizza l'occhio agli anni '70 e si compone di un grande privé a terrazza in cui comfort ed eleganza si miscelano con classe per dare vita a forme e colori in cui il blu e il fucsia creano un'atmosfera in sintonia con il percorso artistico di Mario Consiglio: il 22 novembre i multipli della sua Light Box realizzati per BazarT accenderanno di nuove luci il locale, mentre gli schermi al plasma proietteranno le sue opere video durante tutta la serata: video che vantano musiche a firma di CLAUDIO COCCOLUTO e video design di CRISTIANO CESOLARI.

La serata sarà anche occasione per vedere ancora i lavori di GIACOMO COSTA che ha inaugurato la sua mostra il 27 giugno scorso e per acquistare i suoi multipli d’autore: anche lui invitato dal critico d'arte Luca Beatrice.

Parola chiave della serata l'intercreatività, ovvero una cultura libera, aperta alla contaminazione fra ambienti creativi che di solito non comunicano, alla cooperazione creativa, alla condivisione dei saperi.


MARIO CONSIGLIO: Salentino di nascita (Maglie, 1968) ma perugino d'adozione, l'artista ha studiato a Città di Castello e ha frequentato l'Accademia di Urbino. Esordisce verso la fine degli anni '80 con una serie di opere tridimensionali tra scultura e oggetto di forme organiche. La sua cifra si rivela però con la scoperta della lycra, tessuto dalla particolare consistenza cromatica e tattile, utilizzata come una vera e propria stesura pittorica. Così Consiglio riveste le sue sagome aggettanti in gommapiuma, per un risultato che unisce il pop delle immagini con tonalità acido-psichedeliche. Consiglio anticipa dunque quella sempre più numerosa categoria di artistiche intendono la pittura in maniera processuale e indiretta, ovvero il dipingere senza utilizzare materiali tradizionali ma avvalendosi di tecniche e lavorazioni diverse. Se i lavori dei primi anni '90 si presentano come un'overdose di colori e immagini, una sorta di esplosione del "Tutto" di Alighiero Boetti, le opere successive si direzionano verso il monocromo, optando per soluzioni più eleganti e minimali. Pur senza rinunciare all'immagine il nuovo ciclo compie un passo verso l'astrazione che si completa con gli attuali "Target" nei quali accanto alla lycra si utilizzano nuovi materiali plastici e catarifrangenti, in una sempre più sofisticata definizione del progetto.

Il lavoro di Mario Consiglio occupa un posto molto particolare nell'arte italiana degli ultimi anni. Si presenta infatti sotto forma di quadro, di opera a parete, con le tipiche caratteristiche della neopittura d'immagine ricca di forme e di colori, eppure contemporaneamente allude alla scultura implicando la tridimensionalità. Quelli che avremmo potuto chiamare quadri diventano quindi "cose", oggetti che a loro volta comprendono una gran quantità di piccole cose ed oggetti di cui l'opera stessa si forma. E' un modo certamente nuovo questo di Consiglio di intendere la scultura, che sappiamo essere oggi assai poco praticata, di contaminarla, confonderla con altri linguaggi, dell'arte e non solo. Ma le (apparenti) contraddizioni non finiscono qui. Consiglio usa la lycra, un materiale sintetico, seducente al tatto, a cui dà forma riempiendolo con strati di gommapiuma, e confezionando il tutto su tavole di compensato. L'opera, gommosa e morbida, simula in qualche modo la tecnologia, i videogiochi, la nuova animazione al computer, ma allo stesso tempo riprende la vecchia attitudine del "fatto a mano", della pazienza artigianale, del lavoro di bottega. In sostanza, i lavori di Consiglio colgono spunti da un'iconografia attualissima ma sono fatti con una tecnica assolutamente desueta e deliberatamente fuori tempo: un cucitore fantascientifico, lo potremmo definire, tentando di cogliere delle analogie con il procedere in pittura di Cristiano Pintaldi, che utilizza immagini video riproponendole tali e quali in pittura con una tecnica minuziosa e una pazienza zen, un esercizio di abilità e una continua sfida a se stesso.
A prima vista i "quadri-sculture" di Mario Consiglio sembrano collocarsi in quell'area dell'arte italiana ludica e neopop (da Nespolo a Lodola, da Santolo De Luca a De Paris, per citarne alcuni) che affonda le radici negli anni Sessanta e si propone oggi, in un clima revival che tocca molti aspetti della cultura, come una derivazione finale della figurazione mediale dei primi anni Novanta. Eppure l'universo di Consiglio non è soltanto giocoso e disimpegnato, poiché presenta strani elementi di mostruosità, piccole e inquietanti deviazioni, un universo ad uso dell'infanzia ma dove poi in fondo c'è sempre qualcosa che non quadra. Sono favole, ma favole un po' cattive, dolci e morbide ma con una punta di distorsione e di sogghigno. Questo ricorda un certo modo di fare cinema, commerciale e insieme underground, da parte di alcuni registi che operano strettamente all'interno di un genere (soprattutto fantastico, ma anche noir o horror), e che conoscono talmente bene i meccanismi di costruzione della fiction da giocare sul sovvertimento delle regole stesse. Le "creature" di Consiglio sono dunque l'equivalente nell'arte dei Gremlins di Joe Dante e dei marziani di Tim Burton nel cinema: carini, morbidi, divertenti, fastidiosi, pericolosi, inquietanti, mostruosi.
Luca Beatrice


Ufficio Stampa per Bazar: Studio alfa

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 Le mostre BazarT ancora online
di Valentina Cinagli
Immaginiamo di addentrarci nella foresta rappresentata dall’arte contemporanea: continue ibridazioni, modificazioni, soluzioni alternative, astrazioni, composizioni ed esperimenti cromatici. BazarT Contemporary Art Web Gallery, attraverso l’attenta selezione del noto critico Luca Beatrice, offre una strada per orientarci tra le intricate liane dell’esprimersi umano. Gli altri artisti selezionati finora sono quattro personalità, quattro modi di comunicare, quattro fantasie, quattro “arti”.
Bartolomeo Migliore fa del potere della parola il centro della sua espressività. Quelle stesse parole che compongono il linguaggio, e di cui sono l’unità minima e indispensabile. I suoi lavori sono
segni, simboli e parole che acquistano il valore di segni. Parole dipinte alla ricerca di significato, ritmi urbani e metropolitani che si rincorrono, destinati a divenire alfabeto di una nuova città che si trasforma.
Federico Solmi esamina la realtà, la scruta e decide di rinunciare all’invenzione in favore di un’attenta sintesi di concetti presenti nell’esperienza comune. Definito “un’archeologo del presente”, il suo approccio narrativo dichiara una voglia di crescere e creare, provocare e raccontare. I suoi lavori sono molto apprezzati anche negli Stati Uniti proprio per i continui riferimenti alla società americana.
Nicola Di Caprio ci racconta la sua voglia di trasformare il suono in immagine. Le sue radici artistiche si nutrono di contaminazioni metropolitane e dei linguaggi della musica (suonava negli Avion Travel). Mescolare e digitalizzare, transitare e simboleggiare, creare frequenze e metafore, sono questi i contenuti delle sue opere colme di indagini del, nel e sul mondo contemporaneo. Sviscera la realtà, la vita politica e sociale e sintetizza le sue idee nella capacità di raccontare il mondo attraverso l’iconografia.
Giacomo Costa guarda la città con occhi cinematografici. Fantascienza, futuro e riflessioni personali sospese si rincorrono nelle sue opere. Paesaggi quasi sempre privi di figure umane, che colpiscono l’emotività e la sensibilità di chi guarda. Altri mondi, megalopoli e agglomerati ci offrono innovative ipotesi architettoniche. Soluzioni non tradizionali abbinate ad atmosfere irreali, fanno dei suoi paesaggi l’espressione della sua arte.

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