18 06 2007
Dal 20 marzo al 19 giugno, il critico letterario Ciro Bertini porta a Roma 4 autori emergenti per Bazar: Michela Murgia, Antonio Iovane, Simona Baldanzi, Caterina Bonvicini si confrontano con gli studenti della Facoltà si Scienze della Comunicazione (La Sapienza) sulla scrittura e sulla parola. Letture dell’attrice Daria Siciliani

Roma, via Salaria 113, ore 20
 
 
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Il Manifesto del 19 06 2007
Italia Sera del 22 05 2007
Italia Sera del 18 06 2007
Liberazione del 19 06 2007
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Liberazione del 20 03 2007
Left del 09 04 2007
L'Unita'
Metro del 20 03 2007
Il Corriere della sera del 20 03 2007
 
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Bazar presenta

   
EDUFESTIVAL 07: GIOVANI AUTORI TRA UNDERGROUND E UNDERSIZE

 
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20 marzo - 19 giugno
Roma, Centro Congressi La Sapienza, via Salaria 113 – ore 20.00

20 marzo: Michela Murgia ("Il mondo deve sapere" - Isbn Edizioni)
17 aprile: Antonio Iovane ("Ti credevo più romantico" - Barbera Editore)
22 maggio: Simona Baldanzi ("Figlia di una vestaglia blu" - Fazi Editore)
19 giugno: Caterina Bonvicini ("I figli degli altri" - Einaudi Editore)

LETTURE DELL'ATTRICE DARIA SICILIANI

Il 20 marzo prossimo, presso il Centro Congressi La Sapienza (via Salaria 113, ore 20.00), prende l’avvio EDUFESTIVAL 07: seconda edizione di un progetto creato un anno fa da Bazar per La Sapienza che prevede quattro incontri a cadenza mensile con altrettanti giovani autori che, nello spirito della comunicazione innovativa e creativa del Metodo Bazar, hanno con coraggio affrontato temi delicati e, con la loro capacità artistica, scavalcato i conformismi del mercato editoriale.
 
Bazar è da tre anni staff docente P2P (peer to peer) del Metodo di comunicazione creativa (Metodo Bazar, edizioni Rai Eri-Pellegrini) nel Laboratorio di Scrittura della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Il progetto-pilota è ospitato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma, che da qualche anno (presidenza Morcellini) percorre sperimentazioni e avanguardie formative.

La regia del Festival è del critico letterario Bazar Ciro Bertini: moderano Eugenia Romanelli, fondatore di Bazar, e Giovanni Prattichizzo, autore Bazar e Coordinatore del Laboratorio di Scrittura.

MICHELA MURGIA con IL MONDO DEVE SAPERE: un interessantissimo lavoro dedicato al dramma del precariato (Isbn edizioni). Nato da un blog, il libro è una sorta di lettera, una lettera a tale Silvia, su quali siano i frutti di un certo modo di pensare la persona, al lavoro o altrove. Senza assolutamente pregiudizi o presupposti politici di qualsiasi sorta. Provocatoriamente l’autrice parlando di Il mondo deve sapere, dice: “Non è un libro di denuncia. Non è un libro di sinistra. Non è un libro di protesta sul precariato. Non è una sit com sui call center. Non è un libro per dare addosso alla Kirby”. E ribadisce: “L'equivoco che si tratti di un libro ‘di sinistra’ suppongo dipenda dal fatto che la legge 30 l'ha approvata la destra. In un mondo dove criticare la destra vuol dire essere di sinistra, criticare Israele essere antisemiti e criticare gli USA essere terroristi, mi va ancora bene che non sia stato classificato come libro contro le radici cristiane d'Europa, solo perchè a un certo punto menziono i preti. Ma è troppo comodo farne un libro di sinistra, così il 50% degli italiani può pensare che i libri che parlano di lavoro precario riguardano l'altro 50% della gente. C'è la denuncia? No, le denunce si fanno ai magistrati con nomi e cognomi, non alle amiche o agli editori. C'è la critica? C'è il racconto di un mondo che si critica da solo semplicemente esistendo. Se raccontarlo ne mette in luce le assurdità, allora il mio libro è una critica. Se poi c'è la risata, è perchè io amo ridere mentre penso. Pensare a muso duro genera brutte idee, brutte azioni e probabilmente anche brutti libri”.

ANTONIO IOVANE con TI CREDEVO PIU’ ROMANTICO: il grande comico Gerry Bellotto si è barricato dentro al Palazzo della televisione e minaccia di farlo esplodere. Niente, sembra, potrà fermarlo. Ma perché il più grande comico degli ultimi trent’anni ha deciso di chiudere la sua carriera con una tragedia? Il personaggio di showman più trito, quello che troviamo sugli schermi della televisione spazzatura di tutti i giorni, quella prevedibile e nazionalpopolare. Vuole essere il Jerry Lewis italiano, ma è il solito showman maschilista, qualunquista, triviale. Corredato del solito contorno di attricette, cortigiani e pezzi grossi. Nella solita Italia corrotta e scollacciata. I suoi film piccanti sono quelli che hanno reso sopportabili a molti gli anni di piombo, i suoi sketch hanno forse avuto il pregio di aver protetto psicologicamente molti dalla minaccia nucleare, i suoi sfavillanti show del sabato sera hanno fatto dimenticare la mafia. Eppure, nonostante il re dei comici e il suo invincibile esercito di saltimbanchi, la vita ha continuato a scorrere inesorabilmente.

SIMONA BALDANZI con FIGLIA DI UNA VESTAGLIA BLU: un romanzo operaista moderno, una storia di lotta e di fatica, disfatta e resistenza umana, di donne in catena e uomini sottoterra che nonostante tutto non vogliono farsi "mettere sotto". Figlia di operai, marcata come i jeans Rifle che la sua mamma ha cucito in fabbrica cinque giorni a settimana per più di trent'anni, Simona decide di scrivere una tesi di laurea sui minatori che forano le montagne del Mugello per far passare, come una pallottola, il treno ad alta velocità. Le ingiustizie subite li accomunano: lei è ferita, la sua terra sanguina acqua e quei lavoratori in galleria, lontani da casa, isolati in campi base, soffrono. In questa ricerca fatta di cantieri difficilmente accessibili, di tute arancioni che parlano dialetti del Sud, di polvere da ingoiare, Simona, "la ragazza dei questionari", incontra volti combattivi e dolenti, colori, parole che la fanno ripensare ossessivamente alla sua vita giovane e semplice, al suo paese e i suoi personaggi, alla sua umile famiglia, ma anche a quel grumo di dolore che la spinge a indignarsi e a lottare. In una coscienza che non è solo di classe, ma anche la sua. Simona Baldanzi scrive un lungo monologo ossessivo dove tutto sembra scorrere lì, in presa diretta, sotto ai nostri occhi.

CATERINA BONVICINI con I FIGLI DEGLI ALTRI: Cinque storie di solitudine e maternità mancate.Il tentativo impossibile di accogliere e comprendere una bambina rom. La formula alchemica di un'iniziazione sessuale infantile e perversa. La storia dell'amante perfetta, che dopo aver lasciato il suo uomo inizia a frequentare clandestinamente i suoi bambini. Un'insegnante universitaria seduce intellettualmente due allievi, un ragazzo e sua sorella, e li invita a mettere ordine nella sua biblioteca di campagna: scopriranno una famiglia squinternata e devastata. Il rapporto tra un cane vecchio e un cucciolo.

 

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