24 02 2012
Inchiesta a cura di Benedetta Pecorilla, Francesca Zupi, Stefano Intreccialagli, Giulia Bellalbero
 

E(SPERIENZE)LETTERATURA

 

Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.

Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, com’era previsto che facessero: su uno schermo, è logico

A scriverlo è Isaac Asimov nel racconto Chissà come si divertivano! del 1954, dove due bambini trovano un libro nel 2157, “un vero libro!”. È una storia che sta perdendo i connotati della fantascienza per diventare verosimile, e che prefigura il dibattito di oggi sulla letteratura.

La questione viene magistralmente analizzata da Massimo Riva, Professore Ordinario di Studi Italiani e Media Moderni presso la Brown Univerity, ne Il futuro della Letteratura. L’opera letteraria nell’epoca della sua (ri)producibilità digitale. Da anni a contatto con i pionieri della eLetteratura, Riva riflette su questo genere e sulla letteratura nella sua essenza e sostanza, scardinando i pregiudiziali modelli culturali e sociali che la definiscono, per approdare all’anima della letteratura: un’esperienza. Estetica, cognitiva, significante, significativa, poetica, trascendente, umana.

Se finora l’esperienza letteraria ha trovato espressione attraverso il medium del libro, che comporta una lettura circoscritta, concentrata e riflessiva, è pur vero che già dai tempi del Postmodernismo si reclamavano per essa confini più ampi, con l’idea del romanzo enciclopedico o dell’iperromanzo a rete di Calvino.

E se la letteratura fa attraverso un medium (il libro) e attraverso il linguaggio, di cui lo scritto è una declinazione, è pur vero che oggi i media digitali permettono nuove modalità, nuovi linguaggi, nuove realtà e nuove esperienze anche fisiche. Questo significa che è arrivato il momento per la letteratura di allearsi con la tecnologia per ampliare i suoi confini e approfondire l’analisi della realtà umana. Se infatti il ruolo della letteratura è illuminare l’uomo sulla sua relazione con la complessità del mondo in cui è immerso attraverso la narrazione, oggi la letteratura può diventare eLetteratura dando espressione all’odierno homo technologicus, che vive in una dimensione anche virtuale e in cui le tecnologie informatiche e di comunicazione stanno diventando sempre più reali e onnicomprensive della quotidianità.

 

Benedetta Pecorilla

 

 

 

LA CARTA CAMBIA PELLE

 

Mentre i lettori familiarizzano con la lettura attraverso i nuovi supporti digitali come Tablet, Smartphone e Kindle, l’Associazione Italiana Editori (AIE) rivela, attraverso i rapporti presentati a Francoforte e alla fiera di Roma Più libri più liberi, come gli eBooks abbiano riscontrato, rispetto al passato, un incremento del 40,4% di mercato, contribuendo a far raggiungere la quota del 10,1% al complessivo mercato editoriale digitale.

Un mercato editoriale lento e l’allergia degli italiani alle innovazioni spiega perché in Italia la percentuale degli eBooks venduti sul totale è ancora inferiore allo 0,5%, una quota decisamente lontana dal 3,7% che registra la Gran Bretagna. Il mercato trainante rimane quello degli Stati Uniti, dove la maggiore diffusione degli eBook è dovuta al largo anticipo con cui l’editoria si è mossa. Era infatti il 2007 quando Jeff Bezos, fondatore di Amazon, lanciò il primo modello di Kindle, il più diffuso lettore eBook oggi alla sua quarta generazione. Ormai i lettori d’oltreoceano considerano gli eBooks alla stregua dei libri cartacei, tanto che il New York Times da qualche mese stila la classifica degli eBook più scaricati oltre a quella dei cartacei più venduti.

Tuttavia, anche un mercato ritardatario come quello italiano sta iniziando a dimostrare dinamicità nel creare le condizioni di sviluppo del mercato editoriale digitale.

Amazon.it ha aperto un Kindle Store e ha lanciato il primo Kindle in lingua italiana, nelle versioni Kindle 4 e Kindle Tounch, con un’offerta di 16.000 titoli italiani e 900.000 titoli internazionali.  

Inoltre Amazon assume anche in Italia la veste di editore attraverso il sistema Kindle Direct Publishing, che consente agli autori di pubblicarsi in proprio, riconoscendo loro il 70% delle royalties e aggiungendosi così alle imprese self-publishing de ilmiolibro.it e Book-on-demand.

Contemporaneamente, anche le case editrici Einaudi e add Editore diffondono la cultura della lettura digitale allegando alla copia cartacea la versione eBook. Già da tempo Aìsara e Voland operano tra i social network come Facebook, Twitter e aNobii (un social network per i feticisti dei libri e della letteratura), creando gruppi di lettura e fidelizzando i clienti che vengono coinvolti nell’attività di critica e commento. Da due anni Gruppo Albatros, il cui circa 15% delle vendite proviene dal digitale, commercia testi in PDF e da Gennaio si instaurerà nel mercato delle App, come prevede di fare entro la fine del 2012 anche Bignami, per la gioia degli affezionati lettori-studenti. Lonely Planet ripubblicherà a Gennaio la guida di due tomi dell’India in ePub per festeggiare venti anni di attività in Italia; da qualche mese commercia le mappe tramite App e da un anno ha digitalizzato circa 70 guide in 600 capitoli PDF, un formato vincente e versatile che permette ai lettori di acquistare anche solo singoli capitoli.

 

Se alcuni editori abbracciano dunque l’innovazione e il cambiamento, altri operatori temono invece una crisi simile a quella dell’industria musicale tradizionale. La preoccupazione principale è legata alla tutela dei diritti d'autore, alle nuove forme di distribuzione e al carattere estremamente volubile di un mercato giovane come quello degli eBook.

Si sta addirittura prefigurando l’ipotesi di un mercato senza più librerie, agenti, redattori ed editori. La chiave potrebbe essere la tecnologia distributiva ed editoriale del Print on Demand, promossa da Aracne Editrice ed Ermes Servizi Editoriali integrati, che insieme pubblicano un catalogo di 500 titoli scientifici all’anno, e che tentano di costituire un consorzio di editori scientifici, condividendo i titoli e il service, per ottimizzare costi e logistica di pubblicazione e distribuzione.

A pensarla diversamente è invece Alessandro Trigona Occhipinti, Segretario Generale del Sindacato Nazionale Scrittori (SNS), che suggerisce un panorama editoriale dominato dagli operatori delle telecomunicazioni, in sostituzione delle case editrici, in grado di promuovere un rapporto diretto tra autore e lettore.

È evidente che siamo in un momento di transizione dove il fattore di innovazione è “l’idea che nell’epoca della realtà virtuale l’esperienza letteraria non possa più limitarsi alla lettura di un libro, ma assuma forme inedite, insospettabili soltanto una generazione fa”, Massimo Riva, Il Futuro della Letteratura: L’opera letteraria nell’epoca della sua (ri)producibilità digitale.

Gli scenari futuri nello sviluppo del binomio cultura-tecnologia potrebbero aprirsi alla cosiddetta eLetteratura, forma espressiva per la quale i supporti informatici, dal computer a internet ai singoli software, non rappresentano solo un mezzo di lettura dell’opera ma lo strumento stesso della creazione.

I contenuti nascono già elettronici, quasi sempre interattivi, arricchiti da audio e video o animati da algoritmi che spostano lettere o capitoli.

La letteratura si spinge dunque ai confini con l’arte e la tecnologia, rendendo una fruizione unica e irripetibile.

 

Francesca Zupi

 

EVOLUZIONE E RIVOLUZIONE: DALL’EBOOK ALL’APP

Il mercato mondiale e italiano degli eBook è in espansione continua e le proiezioni di vendita parlano di crescita anche per il 2012.

L’avvento di Amazon tra gli editori digitali con il self-publishing, insieme a Book-on-demand e ilmiolibro.it, ha portato a una vera rivoluzione, per cui con un semplice click qualsiasi utente può condividere e pubblicare il proprio eBook in uno dei negozi online di letteratura digitale.

La forza degli eBook sta nella loro semplicità di condivisione e nella velocità di sviluppo del web; tuttavia molti studiosi cominciano a interrogarsi sull’evoluzione della letteratura digitale nei prossimi anni.

A tale proposito il 25 novembre scorso si è tenuto a Milano “LibrInnovando”, un convegno in cui undici blogger hanno cercato di immaginare il futuro della letteratura digitale, dalla figura dell’autore al panorama dei diritti digitali, e dal quale è nato il libro “La lettura digitale e il web” che raccoglie le riflessioni scaturite dall’analisi del fenomeno eBook.

L’avvento dei Tablet ha portato autori e sviluppatori di applicazioni alla creazione di un nuovo formato di fruizione della letteratura elettronica, le App, molto diverse dal semplice eBook, e per molti aspetti rivoluzionarie.

Nate principalmente per Tablet, le App sono un tipo di letteratura dove la caratteristica principale diventa l’interattività tramite la multimedialità: non più semplici testi, ma ipertesti ipermediali costituiti dalla storia scritta, da un’ambientazione fatta di immagini, suoni e colonne sonore, e da un’interfaccia touchscreen che permette di interagire con il racconto. L’utente ha la sensazione di essere lui stesso a plasmare la storia attraverso le sue scelte e la sua interazione, come se partecipasse a un gioco di ruolo.

Questa nuova concezione del libro può risultare ostica agli amanti dei libri in formato “classico”, ma i dati parlano chiaro: la sezione “Libri” all’ interno dell’ App Store di Apple, in termini di download e interazioni, è seconda soltanto alla sezione “Giochi”, e i commenti degli utenti sono per lo più positivi.

La tipologia più cliccata di App è la favola per bambini. Molte di queste applicazioni leggono automaticamente la storia, evidenziano le parole importanti, interagiscono con il bambino e gli insegnano a riconoscere e a nominare gli oggetti tramite la loro pronuncia.

Il gioco diventa apprendimento e proprio in virtù di questo principio la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino ha collaborato con l’azienda Jekolabcon sviluppando l’App “I tre porcellini”, tra le più richieste in Italia. Un altro esempio tutto italiano è la Elastico App con “Pinocchio per iPad” dove la fiaba di Collodi prende vita attraverso animazioni, musica e immagini.

Ma le App di libri non sono solo per i più piccoli. Molti esperimenti di letteratura interattiva hanno infatti evidenziato dati positivi per altri target di utenza e in Italia uno degli esperimenti di più successo è stato “SXHO” della Element Apps. Con questa applicazione il libro di Pablo Palazzi si trasforma in un romanzo noir interattivo con tanto di colonna sonora e immagini, in cui la trama si sviluppa in base alle scelte del lettore e alla sua capacità di trovare gli indizi all’interno della narrazione, e il vero protagonista diventa colui che interagisce con la storia stessa.

Il successo delle App spinge a interrogarsi su cosa sia e cosa sarà la letteratura nell’era del web 2.0.

La spinta verso una sempre maggiore interazione rende i lettori sempre più partecipi delle storie e l’autore non è più un solo individuo, ma si plasma in un’équipe di artisti e informatici che creano un’opera corale.

Il fenomeno delle App è quindi una realtà tangibile, ma ancora di nicchia perché irrimediabilmente legato alla tecnologia dei Tablet e alla possibilità di connettersi a internet. Il digital divide e la bassa diffusione della rete nel nostro Paese possono dunque risultare un ostacolo alla maggiore diffusione di un fenomeno che piace molto agli italiani e che altrimenti avrebbe già spiccato il volo.

Stefano Intreccialagli


MULTI, INTER, IPER,  e…LETTERATURA!

 

Non è eBooks né audiolibri. Non è Apps né digitalizzazione della letteratura.

È nativa digitale, e solo digitalmente fruibile. Converge e fonde sistemi semiotici e linguistici, tecnologie e media. Ha due linguaggi, “la lingua naturale e il codice macchina, tra parola e software, questa la sua origine”, evidenzia Paola Carbone, docente di Letteratura Inglese presso la IULM di Milano.

È ibrida, è mutagena, è fluida, è dinamica. È multimediale, è interattiva, è ipertestuale.

È la eLetteratura, genere che esprime ed esplora il medium digitale e il rapporto dell’uomo con la macchina, che evolve con l’evolversi della tecnologia, in cui il medium stesso struttura e veicola l’estetica e il significato del lavoro.

Sono “le opere con un importante elemento letterario che sfruttano le capacità e i contesti forniti dal computer autonomo o collegato in rete”, secondo la definizione coniata dalla ELO, Electronic Literature Organization, struttura nata nel 1999 in seno al Maryland Institute for Technology in the Humanities, che cataloga, promuove e studia la eLetteratura.

Ed è in ambito accademico che questa forma letteraria ha trovato diffusione e freno. Molti degli autori e dei teorici sono docenti di letteratura, ITC o scrittura creativa, che fin dagli anni ’90 si sono fatti promotori della cultura digitale, trasformando le università in laboratori per la creazione, lo sviluppo e la distribuzione della eLetteratura. Ma mentre in paesi come gli Stati Uniti e la Spagna la novità ha subito attecchito e trovato lettori esperti, in Italia fa ancora fatica a emergere a causa dell’atteggiamento critico delle istituzioni accademiche e dell’iniziale disinteresse degli studenti. A dichiararlo è Paola Carbone: “ho sperimentato personalmente tutto questo. Quando nel 1998 ho creato le prime classi virtuali e ho iniziato a parlare di computer, software e ipertesti nel mio corso di letteratura inglese, il 90% degli studenti non aveva mai visto una casella di posta e la metà ha ‘sopportato’ il programma”.

Oggi la situazione è diversa, le tecnologie digitali permeano sempre più la vita quotidiana, “la realtà virtuale diviene sempre più reale”, afferma Riccardo Rita, consulente per la comunicazione e scrittore, ma comunque la eLetteratura, che media tra l’uomo e la società informatica, difficilmente avrà futuro in termini editoriali.

Infatti le case editrici tradizionali non rischiano investimenti in un mercato molto limitato e l’unico editore che dal 1982 pubblica ipertesti narrativi è la Eastgate System, con un fatturato equivalente a quello di un piccolo editore. In molti casi le opere sono fruibili gratuitamente sul web, si trovano su supporto digitale offline sotto l’etichetta di editori universitari, sono reperibili su Amazon oppure sono presentate sotto forma di istallazioni a festival di arte digitale, esposizioni o readings.

“Esistono poi piccole realtà indipendenti che pubblicano autonomamente le proprie opere di eLetteratura come la Dreaming Methods che sta inoltre elaborando un software per rendere fruibili tali opere anche su tablet come l’iPad”, illustra Fabio De Vivo, dottorando all’Università di Macerata ed esperto di eLetteratura.

In merito ai possibili sviluppi della eLetteratura, Paola Carbone afferma: “Credo che neppure gli scrittori possano rispondere a questa domanda. Il mondo della comunicazione digitale è talmente magmatico che non si possono formulare ipotesi ragionevoli e credibili”.

 

Giulia Bellalbero, Benedetta Pecorilla

 

COPYRIGHT OR RIGHT TO COPY? COPYLEFT

 

“Il copyleft è una ‘licenza’ che l’autore, detentore del copyright, concede ai fruitori della propria opera. Lo scopo è di liberalizzare la circolazione dell’opera, evitando al contempo che eventuali modificazioni di questa comportino l’incardinarsi di un ‘nuovo’ copyright in capo a chi ha operato le modifiche. L’autore sfrutta infatti la normativa sul copyright, in forza della quale può impedire in capo a qualsiasi soggetto la creazione di diritti che ostacolino la libera circolazione della sua opera per come egli l’ha prefigurata.” Così Carlo Lanza, Professore Ordinario di Storia del Diritto Romano alla Seconda Università degli Studi di Napoli, spiega il copyleft, concetto che trae origine dalla lotta al software hoarding, (l’accaparramento del software), pratica per cui si chiede la fornitura di un software e il suo libero utilizzo, per poi arrogarsi il copyright sulle modifiche ad esso apportate.

Un’idea divenuta ideologia del sovvertimento delle restrizioni imposte dal copyright allo sviluppo e alla diffusione della conoscenza. Filosofia fatta propria da soggetti come Google e Wikipedia che da anni operano per la libera condivisione del sapere e per la fruizione dell’arte in rete, allo scopo di ampliarne la diffusione. Per impedire l’eventuale stravolgimento delle opere, sono state create delle licenze chiamate Creative Commons: condivisione della conoscenza e partecipazione alla costruzione del sapere universale, sì, manipolazione no.

 

Benedetta Pecorilla

IPER-RETI DI IPERSTORIE, IPERLETTURE E IPERVERITA’

 

In principio era il XVI secolo e il Leggio Rotante di Agostino Ramelli, progetto per la consultazione contemporanea di più testi. Era il primo ipertesto.

L’idea approdò poi nell’informatica, a riprova dello stretto legame tra letteratura e tecnologia, grazie a Vannaver Bush, ingegnere, che nel saggio del 1945 Come potremmo pensare, descriveva un sistema di informazione interconnesso. Nel 1980 Bill Atkinson creava per la Apple HyperCard, software in grado di gestire grandi quantità di dati sotto forma di immagini e testi, e nove anni dopo Tim Barners-Lee inventò il World Wide Web, l’ipertesto più diffuso e utilizzato al mondo.

Il saggio di Bush influenzò Ted Nelson, colui che nel 1965 definì il concetto di ipertesto letterario: “scrittura non sequenziale - testo che si dirama e che consente al lettore di scegliere; qualcosa che si fruisce al meglio su uno schermo interattivo. Così come è comunemente inteso, un ipertesto è una serie di brani di testo tra cui sono definiti dei collegamenti che consentono al lettore differenti cammini”.

E l’ipertesto è il genere storico della eLetteratura, che Paola Carbone, docente di Letteratura Inglese, così analizza: “si tratta di una organizzazione del pensiero secondo spazi circoscritti, molteplici, polisemici. La narrazione è concepita per frammenti di significato che devono essere ricuciti dal lettore, il quale diventa l’autore primo del testo che lui stesso produce attraverso l’atto della lettura. L’ipertesto vive nel link, nella sutura tra un brano e l’altro, nell’unità che si forma tra soggetto, testo e processo di lettura. Ma esso vive anche nella molteplicità dei percorsi narrativi e quindi nella rete di possibili letture, architettate dagli autori, sempre coscienti che il finale della storia è assolutamente aperto e imprevedibile.”

Fabio de Vivo, dottorando all’Università di Macerata ed esperto di eLetteratura, propone una classificazione dell’ipertesto in tre generazioni: Ipertesto, Ipermedia e Cybertesto. L’Ipertesto e l’Ipermedia, che riguardano rispettivamente la connessione di parti di testo e la relazione di immagini, video e suoni con il testo, si configurano come generi altamente interattivi in cui il lettore produce la struttura narrativa attraverso la scelta di link che opera. Il Cybertesto, invece, si caratterizza per la supremazia della macchina nel dare forma al testo che, attraverso algoritmi e software, si auto-genera.

Opera di eLetteratura che più di ogni altra ha dato vita al concetto di ipertesto è Patchwork Girl, or a Modern Monster di Shelley Jackson. La protagonista, PG, è una moderna Frankenstein che, in un mondo che l’accoglie, è “l’insieme delle personalità delle donne e degli uomini a cui le parti del suo corpo sono appartenute. E’ un’identità fluida fatta di informazioni, resa viva da una molteplicità di identità che sono trattenute nelle suture del suo corpo”, Paola Carbone.

Ipertesti estremizzati possono essere considerate le opere costruite con la logica del database, “che supera il principio di causa ed effetto, le categorie di fabula e intreccio, del narratore e del personaggio, della struttura, dell’unità di tempo e di luogo”, Paola Carbone.

Il database consiste in una raccolta di informazioni organizzata in una determinata struttura e Bleeding Through - Layers of Los Angeles 1920-1986 di Norman Klein, nato in seno al Labyrinth Project della Southern California Univerity, ne è il paradigma letterario. “Cercarvi una possibile trama equivale a un’attività investigativa”, P.C. Fornite tutte le premesse e i dati iniziali, infatti, spetta al lettore la selezione e combinazione del materiale per scoprire la verità sulla protagonista. Verità che risiede in ogni singolo abitante della città di Los Angeles, nelle loro relazioni e nel tempo che hanno vissuto, ma soprattutto, una verità che risiede in ogni molteplice interpretazione che ogni lettore da alla storia.

 

Benedetta Pecorilla

 

 

SOLITUDINE ITALIANA

 

In Italia la eLetteratura e la eArte sono quasi sconosciute e le iniziative volte a diffonderle stentano ad avere riscontro di pubblico. Tra gli studiosi di spicco ricordiamo Paola Carbone, docente di Letteratura Inglese, Massimo Riva, docente di Studi Italiani e Media Moderni, e Fabio De Vivo, che ha creato una rete europea dedicata alla eLetteratura, DDDL (Digital, Digital Digital Literature), e il forum eLitRPro. Tra gli artisti italiani, che si caratterizzano per la predilezione per la ePoesia, ricordiamo Gianni Toti, pioniere purtroppo deceduto, Caterina Davinio, che espone regolarmente alla Biennale di Venezia, e Lello Masucci, impegnato a Napoli nella propaganda della eArte in tutte le sue declinazioni: ePoesia, ePittura, eTeatro.

Il 23 Maggio il Sindacato Nazionale Scrittori ha organizzato un convegno, Letteratronica II – Colloqui, a cura di Tiziana Colusso e Marco Palladini presso la Biblioteca Vallicelliana a Roma.

 

Benedetta Pecorilla

 

 

http://www.aie.it/LinkClick.aspx?fileticket=VhebinUVCfg%3D&tabid=2808

http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda10-23-2011.10.10/01_IL%20MERCATO%20DIGITALE%20(2007-2010).pdf?IDUNI=caq4yc3hucl1tuq4j1t4ht554800

http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda10-24-2011.10.10/02_LA%20PRODUZIONE%20E-BOOK%20(2010-2011).pdf?IDUNI=caq4yc3hucl1tuq4j1t4ht553775

http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda10-25-2011.10.10/03_LA%20PRODUZIONE%20DIGITALE%20(2007-2011).pdf?IDUNI=caq4yc3hucl1tuq4j1t4ht55291

http://www.intralinea.it/volumes/eng_more.php?id=10_0_2_0_M30%

http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&view=article&id=163%3Atre-considerazioni-su-amazon-editore&catid=56%3Aeditoria-digitale

http://www.nytimes.com/2011/10/17/technology/amazon-rewrites-the-rules-of-book-publishing.html?_r=1&pagewanted=all

http://it.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle

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http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertesto

http://scriptaweb.eu/Catalogo

http://www.pacinottitaranto.it/index2.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=28&Itemid=45

http://eliterature.org/

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http://eliterature.forumattivo.com/

 


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